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Ritardi inaccettabili e scelte sbagliate per la gestione della pandemia COVID nella USL Toscana Nord Ovest. Le Ragioni esposte nei Presidi di protesta di Livorno e Cecina.

La prevista recrudescenza della diffusione del virus avrebbe dovuto indurre la Regione Toscana ad adottare tutte le misure necessarie per fronteggiare il fenomeno. Avevamo appreso dall’allora Presidente Rossi che non solo c’era un piano di interventi ma molti di essi erano già stati attuati.

Viene detto dal Governatore Giani che i posti letto nell’ex Ospedale di Lucca Campo di Marte e nell’ex Ospedale di Massa, dove era prevista l’apertura, non possono essere attivati per carenza di personale. Continua, inoltre, la ricerca degli alberghi sanitari e si continua ad annunciare il potenziamento delle USCA per limitare l’afflusso dei cittadini negli ospedali. Questi colpevoli ritardi hanno prodotto un affollamento improprio degli ospedali con rilevanti disagi per i cittadini.

La carenza di strutture sul territorio, come nel caso clamoroso nella città di Livorno dove non esiste nessuna Casa della Salute e le difficoltà di erogazione delle prestazioni fornite dai Distretti già presenti da tempo aumentano anche per lo spostamento di personale nelle RSA dove i contagi sono stati numerosi; le USCA come succede nella zona della Val di Cecina sono al di sotto dei parametri nazionali ed insufficienti per numero e personale dedicato.

I Dipartimenti di prevenzione e le attività per curare a casa i cittadini non sono stati potenziati. La situazione della scarsità di posti letto nella USL Toscana Nord Ovest ed in particolare negli Ospedali della Provincia di Livorno si sta aggravando perché si innesta su una precedente carenza a causa di un rapporto posti letto abitanti di circa 2.60 per mille abitanti che si pone al di sotto dei parametri regionali (3.15 per mille abitanti) e per un numero inadeguato di posti letto nelle Terapie intensive.

Le inadempienze della USL Toscana Nord Ovest in questo contesto sono rilevanti e gli assetti organizzativi/gestionali inadeguati rispetto all’emergenza. Il FIALS ritiene sbagliata la scelta di aprire posti letto COVID nell’Ospedale di Cecina e di Piombino.

Per Cecina si è verificata tale apertura che a causa della impossibilità di reclutare il personale si è tradotta nella riduzione dei posti letto a medicina generale. Le disposizioni Nazionali e Regionali affermano che le prestazioni specialistiche fornite dagli ospedali (es. medicina generale, interventi chirurgici ecc.) debbono continuare ad essere erogate ai cittadini e non sospese o annullate per dare assistenza esclusivamente ai degenti COVID.

Questa scelta è sbagliata perché diminuisce le prestazioni nei Presidi Ospedalieri della Provincia, già da tempo in difficoltà in questo modo aumenterà il disagio dei cittadini, già da tempo costretti a lunghe attese per visite e interventi chirurgici.

La situazione attuale rendeva opportuno di concentrare tutta la gestione COVID in unico ospedale es. quello di Livorno dotato tra l’altro di maggiori strutture e apparecchiature in caso di evoluzione della malattia.

Ancora una volta vengono fatte pagare ai cittadini le incapacità di programmazione e di gestione . Il FIALS rivendica un numero adeguato di operatori per la gestione del COVID-19 in ambito ospedaliero e territoriale.

Negli Ospedali dove si è verificata l’apertura di nuovi posti letto di terapia intensiva e dove sono stati attivati posti letto per pazienti COVID queste integrazioni di personale non ci sono state o sono attuate in misura insufficiente. Riteniamo inaccettabile la condizione di stress psico / fisico sopportato dai lavoratori per l’impossibilità di fare pause adeguate indispensabili per coloro che vestono i D.P.I indispensabili per lo svolgimento delle attività in area COVID.

Riteniamo, inoltre, ingiustificato ed inaccettabile che la USL non applichi le disposizioni regionali per la effettuazione di tamponi per i lavoratori con le periodicità necessarie e previste in appositi protocolli.

La USL Toscana Nord Ovest non ha fornito al FIALS nessuna informazione prima di assumere decisioni sugli assetti organizzativi, nessuna informazione, inoltre, ha fornito sul numero degli operatori contagiati e sul numero dei lavoratori reclutati.

La USL Toscana Nord Ovest ci risulta non abbia coperto nemmeno il turn over dell’anno 2019 ed a fronte di oltre 53 milioni di euro ( traduzione in euro delle giornate di ferie arretrate) in questa fase sospende le ferie al personale invece di procedere alle doverose assunzioni.

In via ulteriore informazioni e confronto sulle modalità di formazione del personale, non sono mai pervenute, pertanto questa rimane una zona opaca dove si concentrano dubbi e ipotesi di non rispetto delle vigenti leggi in materia. Questa violazione dei diritti del sindacato costituisce una ipotesi di condotta antisindacale e pertanto valuteremo le opportune iniziative da intraprendere.

Il fallimento complessivo delle azioni messe in atto dovrebbero indurre i rappresentanti istituzionali a prese di posizioni verso la Giunta Regionale Toscana e Direzione della USL.

In questo quadro, invece, rispetto alle difficoltà presenti nell’Ospedale di Livorno è singolare che il Sindaco della città non prenda posizione nei confronti della Direzione della USL e della Regione per la tutela dei diritti dei lavoratori e dei cittadini. Ciò è emblematico di come la città di Livorno in ambito sanitario abbia uno scarso peso nelle scelte di programmazione e non intervenga per rivendicare maggiori risorse; ciò è evidente anche alla luce della esclusione dall’Esecutivo della Conferenza dei Sindaci Aziendale dove invece figura il Sindaco di Rosignano.

La FIALS ha chiesto varie volte incontri al Sindaco di Livorno, per illustrare le difficoltà dei lavoratori della sanità in questa fase di emergenza, senza peraltro ricevere nessuna risposta.

Non ci fermeremo ma continueremo il nostro percorso in difesa dei diritti dei cittadini e dei lavoratori.

Dott. Massimo Ferrucci
Segretario Provinciale FIALS Livorno

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