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La Federazione MIGEP e il sindacato SHC OSS annuncia uno scioperato nazionale degli Operatori Socio Sanitari in autunno: “noi non ci stiamo”.

La Federazione MIGEP e il sindacato SHC OSS annunciano per il prossimo autunno lo sciopero nazionale degli Operatori Socio Sanitari. Lo fa con una missiva indirizzata alle altre organizzazioni sindacali, alla Politica e alle associazioni di categoria.

MIGEP e SHC contestano la scelta di spingere per l’approvazione di elenchi regionali degli OSS, che a dire dei due sodalizi servirebbe solo a riportare indietro di anni la figura dell’OSS. Come pure stigmatizza la creazione di un elenco digitale nazionale e la scelta di permettere i corsi per futuri operatori esclusivamente a chi ha il diploma di maturità.

OSS: obbligo del diploma di maturità per tutti. Mai più con sola terza media.

La lettera di MIGEP e SHC OSS.

Egregie associazioni e movimenti Oss con il vostro elenco regionale la categoria rimane ancorata all’accordo Stato Regioni del 2001 e non serve a nulla (area tecnica).

Egregi Politici proponete un diploma di maturità, un elenco digitale nazionale per gli oss, pur sapendo che non verrà mai attuato, ma bocciate gli emendamenti sull’area socio sanitaria per gli Oss.

Egregi Sindacati davanti urlate “area socio sanitaria – area sanitaria” poi producete un documento con le regioni sulla revisione della formazione oss che non include i criteri fondamentali per la categoria, e tende a legittimare le macroscopiche differenze che ogni regione ha in 20 anni dato vita al profilo, del quale il regionalismo sul profilo regionale ha creato e sta creando nella qualifica oss identità diverse. Non chiarisce neanche le competenze, lasciando a discrezione di chiunque le interpretazioni, è un documento molto critico, tutto al ribasso, mancano i criteri, ognuno farà quello che gli pare, anche se vengono aumentate le ore di formazione e le competenze si avrà più incertezza, proponendo l’oss come un operatore molto flessibile a convenienza e d’interesse sanitario (sempre area tecnica).

Le speranze degli OSS soffocate dal ministro Speranza.

Il Ministro della Salute Speranza, Roberto Speranza, ci scrive attraverso l’Avvocatura Generale Di Stato in data 25 giugno 2020:

  • l’Oss continuerà a essere un operatore con inquadramento economico d’interesse sanitario;
  • resterà configurato nell’ambito degli operatori d’interesse sanitario perché è sprovvisto delle caratteristiche della professione sanitaria in senso proprio, per mancanza di autonomia professionale, con funzioni accessorie e strumentali e con una formazione di livello inferiore;
  • per tali operatori non è prevista l’iscrizione a un albo professionale;
  • l’Oss non può fare parte della consulta permanente delle professioni sanitarie e socio sanitarie istituita presso il Ministero della Salute Decreto del 7/1/2020 poiché l’oss non rientrerà nell’ambito delle professioni socio sanitarie, (legge 3/18) ma nella differente categoria degli operatori di interesse sanitario art 1, comma 2 legge 43/2006;
  • si evidenzia che il percorso dell’oss è finalizzata allo svolgimento di attività rivolte alla cura della persona e del relativo ambiente di vita, con un orientamento prettamente rivolto al sociale, art 5 dell’accordo stato regioni 1) assistenza diretta ed aiuto domestico alberghiero – 2) intervento igienico – sanitario e di carattere sociale – 3) supporto gestionale, organizzativo e formativo;
  • in via generale, il legislatore non ha affatto inteso modificare lo status giuridico dell’oss, in altri termini, l’art 5, comma 5 della legge 3/18 non incide sullo status delle preesistenti figure e identifica l’operatore socio sanitario come operatore d’interesse sanitario.
  • per evitare che ci sia la parcellizzazione e sovrapposizioni con le professioni già riconosciute, un ipotetico ampliamento di competenze in capo all’oss potrebbe comportare la sovrapposizione con competenze riservate e specifiche di professioni sanitarie già regolamentate quali ad esempio quelle dell’infermiere (art 5 comma 3 dl 3/18) evitando e prevedendo l’illegittimità dell’istituzione di nuovi profili socio sanitari sovrapponibili a professioni sanitarie già esistenti (l’oss in questo modo non rientra né come operatore sanitario né come area socio sanitaria).

PECCATO CHE SI SIANO DIMENTICATI DELLA LEGGE 502/92 ART 3 OCTIES AREA SOCIO SANITARIA.

La professione dell’Operatore Socio Sanitario deve uscire da questo stallo e deve evolvere qualitativamente integrandosi a tutti
gli effetti con le professioni sociosanitarie Un vero cambiamento di fatto

Lotteremo fino a quando si attuerà e si applicherà la Legge 3/2018 e urleremo finché avremo voce.

Si chiede a tutti gli OSS e alle Associazioni OSS di mobilitarsi con la Federazione Migep OSS e SHC OSS per difendere un diritto che viene negato – Basta divisioni, dobbiamo essere uniti.

GLI OSS STANCHI E UMILIATI PROFONDAMENTE NELLA LORO DIGNITA’ PROFESSIONALE SONO PRONTI ALLO SCIOPERO NAZIONALE IN AUTUNNO.

Federazione MIGEP – Sindacato SHC-OSS

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