Nursing Up Piemonte in piazza con cittadini #noaldemansionamento

Il presidente Nursing Up, De Palma

Cittadini e infermieri in piazza davanti ai palazzi regionali

Nursing Up Piemonte, grande successo della manifestazione di protesta davanti alla Regione. Moltissimi cittadini hanno ascoltato le nostre ragioni al contrario dei vertici regionali che non si siano resi disponibili al dialogo!

Grande successo della manifestazione odierna del Nursing Up Piemonte, sindacato degli Infermieri Italiani e delle professioni sanitarie, in piazza Castello a Torino, dove più di un centinaio di infermieri si sono trovati per dire il loro secco “No” al demansionamento, ossia all’utilizzo improprio degli infermieri nei reparti, dovuto alla scarsità di personale, sia infermieristico che Oss, che deriva dalle scelte sbagliate della programmazione sanitaria regionale.

Con lo slogan #noaldemansionamento la mattinata di protesta ha visto diversi momenti importanti e tantissimi cittadini che si sono fermati ai nostri banchetti, per ascoltare le nostre ragioni e per farsi provare gratuitamente pressione e glicemia.

Il demansionamento degli infermieri, e il loro utilizzo improprio, scaturisce come conseguenza delle criticità del contesto sanitario, caratterizzato, oggi più che mai, dalla disorganizzazione del lavoro che dipende dalla carenza o assenza di personale ausiliario (Oss) e da politiche sanitarie tese a depauperare il Servizio pubblico.

A metà mattinata c’è stato un Flash mob con cui gli infermieri hanno composto un grande “No” tenendosi per mano, e hanno poi innalzato grandi cartelli in cui ribadivano la loro contrarietà.

La manifestazione giunge dopo una settimana di mobilitazione generale degli infermieri e dei professionisti sanitari, dal 6 al 10 maggio, che lavorano in tutte le aziende ospedaliere del territorio.

Una delegazione degli infermieri, questa mattina, durante la manifestazione, con il segretario regionale Claudio Delli Carri, è entrata nell’ufficio della Regione per consegnare una lettera alla Presidenza della Regione, in cui si formalizza lo stato di mobilitazione in tutte le aziende sanitarie del Piemonte e si chiede un incontro con i vertici regionali.

“Spiace che in Regione nessuno abbia voluto accoglierci e che ci sia stata negata la possibilità di consegnare direttamente al Presidente Chiamparino il nostro documento, in cui si formalizzano le ragioni della nostra protesta – spiega lo stesso Delli Carri-. In altre regioni, perché questa è una protesta nazionale lanciata dal sindacato di categoria lo scorso 7 marzo durante l’Assemblea nazionale di Roma e messa in atto da tutti i nostri rappresentanti nelle varie realtà, come in Abruzzo o in Liguria, altri presidenti sono scesi ad ascoltare gli infermieri, a capire la natura del problema, o addirittura si sono fatti misurare la pressione.

Da noi, in Piemonte, invece non è stato possibile parlare nemmeno con un assessore.

Da parte di questa Regione è sicuramente un’occasione persa che dimostra ancora una volta se ce ne fosse bisogno, quale sia la reale attenzione ai problemi degli infermieri: nessuna. Alla luce di ciò, è stato ancora più importate, per noi, la solidarietà e l’incontro che abbiamo avuto con tre esponenti della politica regionale, Silvana Accossato di Liberi e Uguali Verdi, Andrea Tronzano di Forza Italia e Francesca Frediani del Movimento 5 Stelle, che hanno dimostrato interesse e volontà di ascoltare le nostre ragioni”.

 

“Non pensino, il Presidente Chiamparino e l’assessore Saitta, che tutto finisce qua – attacca ancora Delli Carri –. Presto divulgheremo i dati raccolti negli ospedali su questo vergognoso fenomeno per cui agli infermieri viene chiesto di fare qualsiasi cosa, a causa della mancanza di personale.

Un problema che colpisce gli infermieri, che sono invece professionisti preparati, e che va anche a discapito del servizio svolto e reso ai pazienti. La soluzione è semplice, anche se i vertici regionali non la vogliono ascoltare: assumere infermieri e Oss nel numero necessario a far funzionare gli ospedali senza attendere oltre”.

 

Il Nursing Up sottolinea che lo stato di mobilitazione proseguirà fino a che non verranno messe in atto azioni concrete di inversione del fenomeno, e vi saranno presidi e riunioni in tutti gli ospedali.

 

Per avere un ulteriore dato, oltre alla riduzione del personale per i tagli effettuati negli scorsi anni, per il personale del Ssn, già ridotto ai minimi termini, si prospettano ulteriori emorragie in vista dei prepensionamenti previsti con Quota 100. Non è una situazione sopportabile. Solo in Piemonte i pensionamenti potranno portare un vero e proprio esodo di quasi 1260 infermieri, tra coloro che hanno raggiunto la normale età pensionabile e coloro che potranno sfruttare “Quota 100” (sono circa 700 su base regionale). Questi fatti non possono essere ignorati, ma vanno affrontati con un’azione immediata per pianificare le assunzioni. Ciò prima che l’emergenza si trasformi in una vera catastrofe.

 

 “Per il nostro sindacato è giunta l’ora di serrare i ranghi – conclude Claudio Delli Carri, segretario regionale del Nursing Up -. Sopportiamo da troppo tempo condizioni di lavoro inaccettabili, a fronte di un’evoluzione della figura dal punto di vista della responsabilità professionale che è priva dei relativi riconoscimenti al livello di valorizzazione. Vogliamo, dunque, lottare tutti insieme, uniti e solidali, contro il demansionamento degli infermieri per esercitare la professione senza doverla sacrificare a logiche di risparmio che danneggiano l’assistenza ai cittadini.

Coloro che oggi non ci hanno voluto incontrare avranno modo di sentire parlare di nuovo di noi anche perché stiamo acquisendo dai colleghi le denunce di ciò che accade. E le denunce verranno tramutate in ricorsi. Il nostro no al demansionamento proseguirà forte e chiaro sino a che non verremo ascoltati”.

 

Immagini, foto e video dell’evento sulla nostra pagina Facebook https://www.facebook.com/Nursing-Up-Piemonte-262078213815192/

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