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sabato, Dicembre 4, 2021
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Nursind: petizione per migliori stipendi, cura dello stress e misure rivolte al welfare.

Nursind Bologna lancia una sua petizione a livello territoriale: le aziende devono rivolgere maggiori risorse economiche a Infermieri, OSS e Professioni Sanitarie. E poi combattere lo stress e agevolare il welfare.

La segretaria provinciale del Nursind di Bologna lancia una sua petizione e lo fa coinvolgendo Infermieri, Infermieri Pediatrici, Ostetriche/i, OSS e Professioni Sanitarie. A loro è finalizzata la richiesta alle aziende di aumenti stipendiali, maggiore attenzione per le condizioni di stress e burn-out e incremento delle risorse per il welfare.

A farsi interprete delle esigenze dei lavoratori è Antonella Rodigliano, segretaria del Nursind Bologna, che ha avviato la sottoscrizione.

Ma cosa vuole nello specifico il sindacato degli Infermieri?

Ecco il testo della petizione di Nursind Bologna.

Non vogliamo essere considerati eroi, vogliamo non essere umiliati da stipendi bassi, da produttività bassa, da malessere organizzativo, da welfare aziendale quasi inesistente, da parcheggi a pagamento, da mancanza di conciliazione dei tempi di vita privata e lavoro, da nepotismo strisciante e tante altre prevaricazioni, che giornalmente dobbiamo sopportare.

La dirigenza locale di Nursind Bologna invoca con forza il DIRITTO AL FUTURO della professione infermieristica, il DIRITTO ad un presente dignitoso.

Dopo più di un anno mezzo di lotta al Covid lo stipendio degli infermieri italiani è ancora “il più basso in Europa”. Finora sono stati dati “premi a pioggia una tantum, a cui ci saremmo aspettati che sarebbe seguito un riconoscimento effettivo. E invece tutto è rimasto immutato, occorre che nostri decisori politici si decidano a disporre un adeguamento dello stipendio degli infermieri.

I problemi non sono finiti qui. C’è anche un’organizzazione che non premia chi è in prima linea, chi svolge carichi di lavoro maggiormente pesanti. Non c’è una rilevazione, un monitoraggio costante dello stress da lavoro. Non si inserisce l’infermiere nel posto giusto in rapporto alle sue capacità e attitudini. E come se tutto ciò non bastasse, sopravvivono ancora favoritismi e nepotismi.

Durante la fase dell’emergenza Covid si era aperta una fase in cui lo Stato e le Regioni avevano preso coscienza, ma i riscontri sono stati irrisori.

Non siamo contrari alla istituzione della figura del Direttore assistenziale, ma non riteniamo che sia un’opportunità di valorizzazione di tutte le professioni sanitarie, ritenendo che le criticità in essere e i problemi dell’organizzazione del lavoro non si risolvono costruendo nuove figure apicali costose (15 con relativo staff), ma valorizzando il personale con azioni dirette sugli stessi.

Lo scenario che sembra ipotizzabile nel periodo autunnale e invernale, a seguito dell’insorgenza delle abituali virosi stagionali, sarà caratterizzato della recrudescenza epidemica (già prospettata dall’OMS), con notevole aumento di richieste di prestazioni sanitarie, con il rischio è che l’intero Sistema venga messo ancora una volta sotto stress estremo, ritardando la cura di altre patologie.

Non vogliamo diventare ancora una volta agli occhi dei pazienti e della comunità degli eroi, ma svolgere la nostra professione con onore e con il riconoscimento dei giusti diritti.

Un’organizzazione del lavoro che non ci tutela non mette a rischio il nostro benessere lavorativo ma danneggia anche i cittadini, un infermiere non protetto è un soggetto che, più di chiunque altro rischia di ammalarsi. Un infermiere malato è una risorsa in meno per il sistema sanitario, una garanzia assistenziale in meno per il cittadino.

Vogliamo dare valore alle emozioni, alla gentilezza e all’energia che tutti i giorni vengono messi in atto con i pazienti bisognosi di cure.

Nursind rivendica con forza:

  • i passaggi di fascia a tutti i professionisti, uno ogni 4 anni;
  • aumentare le risorse della produttività sia collettiva che individuale degli infer-mieri e ostetriche, tenendo conto del disagio che genera il contatto diretto con i pazienti, in particolare si ritiene che vi sia bisogno di una produttività più pesante per i turnisti h24, per gli infermieri che prestano attività nei reparti dove mag-giormente si registrano carichi di lavoro pesanti, come nei reparti di medicina, terapia intensiva ecc;
  • il monitoraggio costante dello stress correlato a lavoro che negli ultimi periodi è aumentato vertiginosamente, in particolare per tutti i professionisti delle terapie intensive, del Pronto soccorso e di tutti i reparti Covid-19;
  • un’organizzazione del lavoro che non corrisponde ai dettami delle norme sul be-nessere lavorativo;
  • l’incremento del welfare aziendale con forme di agevolazioni per i professionisti che vi lavorano sotto forma di contributi per parcheggi, asili nido, agevolazione di ticket e canali preferenziali per programmare visite mediche (con possibilità di riconoscimento nell’orario lavorativo del tempo utilizzato per visite ed esami per patologie collegate alla prestazione lavorativa);
  • agevolazioni per i professionisti vicino all’età pensionistica (dai 55 anni in su), con un programma mirato che preveda esonero dai turni di lavoro notturni, col-locazione in reparti con minore carico lavorativo;
  • premi per le competenze effettive acquisite sul campo con la pratica;
  • valutazioni trasparenti, agganciate a criteri oggettivi e poco discrezionali, che gratifichino maggiormente chi lavora e non chi costruisce relazioni amicali, finalizzate a creare cerchi magici.
Redazione AssoCareNews.it
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