Medici e Infermieri assieme per combattere il precariato e chiedere assunzioni

Medici e Infermieri assieme per combattere il precariato e chiedere assunzioni.
Medici e Infermieri assieme per combattere il precariato e chiedere assunzioni.

Medici e infermieri stringono un patto di ferro con l’obiettivo di combattere insieme per una Sanità regionale migliore. L’annuncio è arrivato stamattina dai sindacati delle due categorie: da una parte quello dei medici, Anaao Assomed, dall’altra quello infermieristico, il Nursind. Si tratta di un accordo storico che apre alla speranza di vedere presto e finalmente queste due categorie professionali lottare assieme per eliminare la carenza di personale nel Servizio Sanitario regionale piemontese e italiano.

I due sindacati hanno esposto in una conferenza uno dei caldi che dovranno affrontare: quello della caranza di personale. Lo scorso agosto infatti le aziende sanitarie del Piemonte sono state invitate dalla Regione a inviare i loro piani di fabbisogno triennale di personale e le risorse finanziare destinate alla loro attuazione. In particolare, ogni piano triennale avrebbe dovuto indicare, per tutte le aziende, le assunzioni a tempo indeterminato previste nel prossimo triennio, precisandone l’articolazione per ruolo, profili e categorie oltre che per esigenze delle singole unità operative, tenendo conto delle organizzazioni aziendali e delle differenti realtà territoriali.

Le preoccupazioni maggiori di entrambi i sindacati riguardano però tre aspetti: l’analisi approssimativa e superficiale delle esigenze dei vari servizi, l’assenza di un metodo di calcolo del fabbisogno, mai elaborato dalla Regione, e i tetti di spesa assegnati “A nostro parere – spiegano – i dati forniti dalle aziende risultano insufficienti e non rispondenti alle reali esigenze di personale, di cui la nostra sanità regionale ha estremo bisogno per affrontare le tante criticità più volte evidenziate”.

Secondo i dati di Anaoo, la carenza di medici in Piemonte è stimabile in circa 300 unità: mancano pediatri, urgentisti, anestesisti, ortopedici. “Se tuttavia consideriamo che l’età media dei medici è di 54 anni (dato più alto tra i paesi OCSE , contro una media di età di 46,6 anni per la Francia e di 43,9 Germania), la previsione è che tale carenza andrà vertiginosamente peggiorando nei prossimi anni. Possiamo stimare che nel prossimo quinquennio 2018-2022 andrà in pensione il 20-25% dei medici, che dovrà essere sostituito. E questo dato non considera l’esodo verso il privato puro, il privato accreditato, le fughe all’estero e i passaggi alla medicina di famiglia”. “E l’ eccesso di carico di lavoro – spiega l’Anaao – è evidenziato dalle lunghe attese, sia in PS sia per le prestazioni ordinarie, così come dalle ore in eccesso dei colleghi: 840 medici della Città della Salute ogni anno maturano un totale di 230.000 ore eccedenti”.

Per quanto concerne gli infermieri, Nursind spiega che l’ideale sarebbe avere una media di un infermiere ogni 6 pazienti, ma in Piemonte al momento il rapporto è di uno ogni 12/13. In particolare, evidenzia l’Oms, nella nostra regione la carenza di infermieri è pari a 3.800 unità. Dai dati richiesti alle aziende, solo nel 2016 gli infermieri piemontesi hanno maturato più di un milione di ore straordinarie e oltre 200mila giornate di ferie residue. “Anche per gli infermieri – spiega il Nursind – l’età media è di 51 anni e il 15% è affetto da limitazioni funzionali derivanti molto spesso dal lavoro stesso, molto usurante. Inoltre il carico assistenziale è cambiato ed è enormemente aumentato in considerazione dell’invecchiamento della popolazione”.

Sull’alleanza tra i due sindacati sono intervenuti anche due consiglieri regionali che hanno da sempre a cuore le questioni sanitarie: Davide Bono del Movimento 5 Stelle e Stefania Batzella del Movimento Libero Indipendente.

“Accogliamo con piacere la volontà delle organizzazioni sindacali Anaao Assomed e Nursind di unire le forze per migliorare la sanità piemontese – ha detto Bono – Oggi i rappresentanti di queste realtà hanno espresso l’intenzione di essere interlocutori principali delle istituzioni ,denunciando l’attuale assenza di confronto con l’amministrazione regionale targata PD. Noi da anni chiediamo inutilmente all’assessore Saitta i dati relativi a tetti di spesa e fabbisogni di personale nonché liste d’attesa suddivisi Asl per Asl, servizi e unità operative, ma senza ottenere risposte. Saitta e Chiamparino facciano finalmente un bagno di umiltà, prendano atto del loro fallimento e inizino finalmente a confrontarsi con chi quotidianamente mantiene in piedi il sistema sanitario piemontese”.

“L’intesa siglata oggi tra due professioni complementari come quelle dei medici e degli infermieri è un segnale forte per ribadire le criticità della sanità piemontese e le condizioni in cui si trovano a lavorare tutti i professionisti”, ha invece affermato Batzella. Che ha proseguito: “Anche questa volta sostengo la loro battaglia per chiedere alla Regione di assumere personale medico e infermieristico, fondamentale per abbattere le liste d’attesa, garantire condizioni di lavoro dignitose e, soprattutto, tutelare la salute dei cittadini. La carenza di organico mina la tenuta del servizio sanitario ed è ormai improrogabile una seria azione da parte della Giunta regionale”.

In alto la video-intervista a Chiara Rivetti (Anaao Assomed) e Francesco Coppolella (Nursind).

Fonte: Torino OggiAssoCareNews.it

Potrebbe interessarti...