Medici e Infermieri derisi, offesi e aggrediti in ospedale: Nursind dice basta!

Medici e Infermieri presi a calci e pugni in pronto soccorso a Mantova.

Interviene sul tema il segretario regionale di Nursind Emilia Romagna, Renato Congedo, che chiede un tavolo di confronto sul fenomeno aggressioni agli operatori sanitari.

Il tema delle aggressioni a medici e infermieri negli ospedali italiani, indipendentemente dalle unità operative dove si presta servizio, è diventato più che mai attuale e riguarda anche gli ospedali dell’Emilia Romagna. “L’organizzazione sindacale Nursind, unico sindacato di soli infermieri, da sempre si è dimostrato sensibile al tema intraprendendo numerose iniziative e ponendosi al fianco dei colleghi in difficoltà” – lo dichiara Renato Congedo, coordinatore del sindacato in Emilia Romagna.Al riguardo il coordinatore Nursind della regione Emilia Romagna manifesta le proprie preoccupazioni e quelle del sindacato rilevando come “gli episodi di aggressione nei luoghi di cura di tutta la regione stiano diventando frequenti e all’ordine del giorno. Dall’agosto 2018 siamo in attesa di un disegno di legge regionale che abbia come obiettivo la tutela dei lavoratori tutti” continua Congedo “ci auspichiamo che gli interventi annunciati dall’assessore regionale Venturi non si esauriscano con l’inserimento delle postazioni di polizia nei presidi ospedalieri, ma prevedano anche l’emanazione di linee guida per il piano della sicurezza con specifiche e dettagliate valutazioni dei rischi e conseguenti misure a tutela della salute e sicurezza degli infermieri e gli altri operatori sanitari”.

“Il fenomeno delle aggressioni agli operatori sanitari ha raggiunto dimensioni tali da non poter più essere ignorato dai media e, soprattutto dalla politica che con le sue scelte di tagli continui di personale è sicuramente corresponsabile di questa errata e illegale reazione dei cittadini che sfoga la propria rabbia con chi gli si trova di fronte nel momento del bisogno”.

Da uno studio condotto dall’Inail si evince come la popolazione destinataria di violenza, aggressione e/o minacce siano medici e infermieri che detengono questo triste primato con il 23,7%. Per rendere la portata del fenomeno basta pensare che professioni qualificate nei servizi di sicurezza come polizia locale, guardie giurate, ecc. sono distanziate di 12 punti percentuali.

Poi c’è da considerare che le aggressioni denunciate all’Inail rappresentano meno del 50% delle aggressioni realmente agite e se consideriamo anche le minacce verbali gli episodi crescono in modo esponenziale.

Il dato più allarmante riguardanti le aggressioni ai lavoratori nei luoghi di cura è senza dubbio il disservizio che si genera andando a ledere il diritto di assistenza di altri utenti, senza contare il danno erariale scaturito dall’assenza dal servizio per infortunio sul lavoro.

Lo stesso ministero della Salute nel 2007 ha emanato una raccomandazione specifica, la numero 8, con cui incoraggia l’analisi dei luoghi di lavoro e dei rischi correlati e l’adozione di iniziative e programmi, volti a prevenire gli atti di violenza e/o attenuarne le conseguenze negative.

“Visti gli ultimi episodi di violenza avvenuti a Bologna, Rimini, Ravenna, Parma e Sassuolo chiediamo l’istituzione di un tavolo regionale in cui potersi confrontare sul fenomeno delle aggressioni e i rimedi da mettere in atto” conclude il coordinatore regionale Nursind “anche per dare risposte e far lavorare con serenità i colleghi infermieri dei nosocomi emiliano-romagnoli”.

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