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martedì, Ottobre 19, 2021
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Mancato riconoscimento lavoro gravoso per gli OSS: interrogazione di Guidolin (M5S).

Interrogazione parlamentare su mancato riconoscimento lavoro gravoso per gli Operatori Socio Sanitari di Barbara Guidolin (M5S).

“Ho interrogato il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Andrea Orlando, sulla figura professione dell’operatore socio-sanitario” – così la senatrice Barbara Guidolin (M5S) spiega le motivazioni della sua interrogazione parlamentare relativa al mancato riconoscimento del lavoro gravoso per gli OSS.

L’iniziativa politica giunge all’indomani del riconoscimento, attraverso il Decreto Sostegni Bis, del ruolo socio-sanitario per OSS, Assistenti Sociali e Sociologi.

Ad oggi, purtroppo, il lavoro dell’operatore socio-sanitario non é riconosciuto come gravoso, e, di conseguenza, gli OSS non possono accedere al prepensionamento in presenza degli opportuni requisiti di legge.

Ed infatti, il decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali del 5 febbraio 2018, che ha provveduto alla specificazione delle professioni individuate alla lettera f) dell’allegato B della legge 205 del 2017, e, cioè, degli “addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza”, ha inserito esclusivamente il codice Istat 5.4.4.3.

Questo ricomprende al suo interno la professione di operatore socio-assistenziale, c.d. OSA, ma non quella affine, in quanto a funzioni e a gravosità delle mansioni, dell’operatore socio-sanitario, indicata, invece, con il codice ISTAT 5.3.1.1.0.

Quindi, l’OSA può accedere al prepensionamento per aver svolto lavoro gravoso ed in presenza dei requisiti di legge, l’OSS invece, pur in presenza dei requisiti di legge, no.

“Sottolineo che le due professioni differiscono esclusivamente per la maggiore formazione e responsabilità che caratterizza la figura dell’operatore socio-sanitario, ma quest’ultima attività è comunque contraddistinta da un elevato grado di fatica fisica e psichica” – ha spiegato Guidolin.

Alcuni datori di lavoro per superare il problema hanno squalificato i dipendenti da OSS ad OSA, strada sicuramente pericolosa (potrebbe infatti avere conseguenze sul loro salario oltre a non essere in linea con le competenze acquisite) che non rende di certo giustizia degli anni già trascorsi nello svolgimento del lavoro di OSS.

E’ perciò necessario superare questa ingiustificata disparità di trattamento, tra professioni molto simili, secondo l’esponente del Movimento 5 Stelle.

Guidolin ha chiesto al Ministro due cose:

  1.  innanzitutto se sia a conoscenza di quanto esposto, nonché se ne sia a conoscenza la Commissione tecnica incaricata di studiare la gravosità delle occupazioni, istituita dalla legge 160 del 2019, e quali valutazioni, sia lei, che la Commissione in parola, state facendo;
  2. poi, se intenda porre in essere opportuni interventi di carattere normativo anche al fine di aggiornare e integrare le indicazioni di cui all’allegato A del suddetto decreto ministeriale 5 febbraio 2018, ricomprendendo così anche gli operatori sociosanitari.

Ora so attende la presa di posizione del Ministro Orlando e del Governo Draghi su questa problematica che sta creando disparità di trattamento nell’equipe assistenziale.

Redazione AssoCareNews.it
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