Mancano 3000 Infermieri in Lombardia: è allarme rosso!

Mancano 3000 Infermieri in Lombardia: è allarme rosso!
Mancano 3000 Infermieri in Lombardia: è allarme rosso!

Mancano 3000 Infermieri in Lombardia e scatta l’allarme rosso. E’ quanto riferisce in una nota il sindacato di categoria Nursind, come noto presieduto a livello nazionale da Andrea Bottega. La novità è emersa a distanza di qualche giorno dalla decisione della Regione Lombardia di chiedere ai professionisti sanitari la riduzione delle Risorse Economiche Aggiuntive per permettere l’assunzione di 250 colleghi.

Sull’abbattimento egli incentivi in cambio di Infermieri nuovi si era dibattuto abbastanza nelle scorse settimane. Anche il coordinamento degli Ordini infermieristici lombardi si era espresso sfavorevolmente verso la decisione della Giunta Regionale. Ora arriva l’intervento, un po’ provocatorio, del Nursind, che tra l’altro lamenta la presenza tra le corsie e il territorio di professionisti infermieri chiaramente in stato di burn-out.

Quando di parla di Infermieri e di stress legato al lavoro in corsia la questione diventa molto complessa. In Lombardia si è di fronte al caos più assoluto, con colleghi che non ce la fanno più a gestire doppi e tripli turni, a rinunciare ai riposi e ultimamente alche al beneficio degli incentivi economici. A ciò si aggiunga la deprofessionalizzazione e la mancanza di qualsivoglia riconoscimento sociali, politico, culturale e finanziario. 

“In Lombardia mancano almeno 3.000 infermieri – si legge in una nota di Nursind – E la Regione cosa fa? D’accordo con CGIL, CISL, UIL e FSI firmano un’intesa che, senza consultare i lavoratori, legittima la riduzione, per il 2018, delle Risorse Economiche Aggiuntive, per assumere circa 250 infermieri, che non coprirebbero nemmeno il 10% del reale fabbisogno. Il personale è sull’orlo di una crisi di nervie un infermiere in burn-out diventa una pericolosa mina vagante per i pazienti. In alcuni reparti di degenza si lavora spesso ai minimi assistenziali e l’errore da malasanità è sempre in agguato, visti i carichi di lavoro sempre più alti; inoltre, parte del personale laureato è “dirigente” d’ufficio e altro personale laureato è impiegato in attività cosiddette “demansionanti”, dove le competenze specialistiche non vengono valorizzate nemmeno gratuitamente”.

La situazione lombarda è simile a quella del resto d’Italia. Da recenti studi è emerso che sono iscritti all’Ordine nazionale degli Infermieri (FNOPI) circa 440.000 colleghi, ma ne mancherebbero all’appello nel Servizio Sanitario dai 40.000 ai 60.000. In Lombardia il rapporto Infermiere-Assistito è di 6 su 1000 abitanti, molto al di fuori della media europea e nel resto del mondo civilizzato: in Svizzera il rapporto è di 17/1000, in Irlanda di 12/1000 e in Germania di 11/1000.

 

Potrebbe interessarti...