giuseppe conte lock-down
Italian Prime Minister Giuseppe Conte with protective mask in the Senate Chamber during the information on the results of the extraordinary European Council, held in Brussels from 17 to 21 July. Rome (Italy), July 22nd, 2020 (Photo by Massimo Di Vita/Archivio Massimo Di Vita/Mondadori Portfolio via Getty Images)
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Ormai è chiaro, siamo ad un passo dal lock-down generale in Italia. Lo ha spiegato chiaramente Giuseppe Conte in diretta nazionale. O calano i contagi da Coronavirus o si chiude. Le ragioni non sono d’accordo e frenano.

La Pandemia da Coronavirus è tornata con tutta la sua prepotenza anche in Italia e gli italiani ora rischiano di subire un secondo lock-down generale.

E’ quanto emerso poche ore fa dal discorso da un intervento del premier Giuseppe Conte. Il primo ministro ha annunciato il suo nuovo DPCM e si pensa già ad mini lock-down.

Le regioni non sono d’accordo e ieri hanno iniziato un lungo braccio di ferro con Conte. Vogliono tener aperti i locali e chiudere le scuole. Allo stesso modo vogliono eliminare il tracciamento degli asintomatici.

Tutti sono d’accordo però sul salvare il Natale 2020. Per cui il nuovo Dpcm dovrebbe durare fino al 24 dicembre. Vedremo.

Ecco alcune delle nuove misure adottate dal governo (emerse dalla bozza del Dpcm).

Le nuove misure anti-Covid potrebbero entrare in vigore dal 26 ottobre e durerebbero fino al prossimo 24 novembre.

Lo stop a ristoranti e bar dopo le 18 decorrerà, invece, da lunedì 26 ottobre.

Raccomandato non spostarsi dal proprio Comune.

Secondo quanto prevede il testo è fortemente raccomandato a tutte le persone fisiche di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili in tale comune.

Stop a teatri, cinema, casinò.

Sono sospese le attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo e casinò. Sono sospesi gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto.

Scuola, primo ciclo resta in presenza.

L’attività didattica ed educativa per il primo ciclo di istruzione – materna, elementari e medie – e per i servizi educativi per l’infanzia continuerà a svolgersi in presenza. Le scuole superiori adotteranno una Dad pari al 75% delle attività e dunque un 25% in presenza su tutto il territorio nazionale, uniformando le ordinanze regionali.

Chiusura delle piazze dalle 21.

Delle strade o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, può essere disposta la chiusura al pubblico, dopo le ore 21,00, fatta salva la possibilità di accesso, e deflusso, agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private.

Secondo quanto si apprende, ci sarebbe anche uno stop all’attività di palestre, piscine e sale giochi. 

Il video-messaggio di ieri alla conferenza CNA di Giuseppe Conte:

Ora stiamo tutti attenti o si chiude di nuovo!

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