Infermieri, Tecnici Sanitari e OSS di sala operatoria in sciopero. Lo minaccia la FIALS di Bologna.

Infermiere demansionate, condannato ospedale a Bologna. Fials festeggia!

Ad annunciarlo Alfredo Sepe, segretario provinciale del sindacato delle autonomie locali e della sanità.

Si va dritti verso lo sciopero di 24 ore del personale sanitario, tecnico e socio sanitario delle sale operatorie dell’Ospedale Maggiore di Bologna. Lo annuncia Alfredo Sepe, segretario provinciale della FIALS.

“La FIALS chiede l’intervento della Prefettura di Bologna. E’ stato infatti proclamato lo stato di agitazione degli operatori  delle sale operatorie dell’Ospedale Maggiore – spiega Sepe ad AssoCareNews.it – a rischio decine di interventi chirurgici, visto che Sepe ha intenzione di proclamare uno Sciopero di 24 ore  se l’Azienda USL non farà marcia indietro. L’oggetto del contendere, che ha scatenato la Rabbia della FIALS, è l’eliminazione dei rischio radiologico a discapito di un gruppo nutrito di operatori,  il rischio radiologico è tutelato dalle norme e dai CCNL, non si può e non si deve togliere , visto che gli operatori assorbono radiazioni durante l’esecuzione degli interventi chirurgici ,  inoltre il  percorso che ha portato all’eliminazione del rischio, non ha visto il coinvolgimento dei Lavoratori e dei sindacati”.
“Una grana significativa per la USL di Bologna, viste le lunghe liste di attesa per interventi chirurgici, se si bloccano le Sale Operatorie salta il tutto il sistema” – conclude il segretario Sepe.

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Ecco la missiva inviata al Prefetto di Bologna da Alfredo Sepe.

Oggetto: Proclamazione Stato di Agitazione Sindacale dei Lavoratori delleSale Operatorie dell’Ospedale Maggiore – Richiesta attivazione delle procedure di raffreddamento e conciliazione in conformità con quanto disposto in applicazione della legge 146/90, così come modificata dalla L 83/2000 – art 2 comma 2

Spettabile Prefetto, siamo da tempo impegnati contro l’Azienda USL di Bologna, in merito allaridefinizione della platea che fruisce dei benefici legati alla radioesposizione

Il problema del “rischio da radiazione”, dovuto allo svolgimento di attività lavorative di una particolare categoria di personale è da tempo all’osservazione degli esperti, la tutela iniziale,prevista soltanto sotto forma indennitaria, è passata ad una concezione più di tipo preventivo conla previsione di un periodo di 15 giorni aggiuntivi di riposo che comportano l’allontanamento dellavoratore dai locali e dagli strumenti potenzialmente pericolosi

Infatti il DPR n. 384/90, di recepimento dell’accordo sindacale per il personale del SSN, nell’introdurre i quindici giorni aggiuntivi, confermava anche la costituzione di una appositaCommissione – già prevista dall’art. 58 del DPR n. 270/87, per verificare la continuità o laoccasionalità dell’esposizione a rischio radiologico, al fine di assicurare la tutela prevista al personale effettivamente “a rischio”

Tale esposizione, infatti, deve essere accertata da una specifica competenza aziendale prepostaall’accertamento e alla classificazione del personale esposto a radiazioni ionizzanti, ai sensi del d.lgs. n. 230/95 (Attuazione delle direttive comunitarie in materia di radiazioni ionizzanti). Tale decreto, rafforza la politica tesa alla prevenzione per quei lavoratori esposti al rischio,intervenendo sull’utilizzo di strumenti a bassa emissione e funzionanti anche senza la direttapresenza del lavoratore. A ciò si è aggiunta una gestione più adeguata dei turni di lavoro e controlli più mirati sulle dosi di radiazioni e il prolungamento delle esposizioni.

In tale contesto, la contrattazione collettiva è intervenuta a disciplinare l’istituto per le variecategorie di lavoratori ed attualmente la tutela per il settore sanitario è prevista, per il personaledel comparto, dall’art. 5, comma 6, del CCNL 20 settembre 2001, secondo biennio economico e, per il personale dirigente del SSN, dagli artt. 29, comma 5, dei CCNI sottoscritti il 10 febbraio 2004, area medica e SPTA

Pertanto, allo stato si può affermare che il cosiddetto “riposo biologico” va riconosciuto a quelpersonale, rientrante nelle suindicate categorie, ma effettivamente esposto al rischio di radiazioni a causa dello svolgimento della prestazione lavorativa.

L’excursus normativo di cui sopra, evidenzia chiaramente limiti e margini dettati dalla normativaattualmente vigente, a nostro avviso l’Azienda USL di Bologna, ha interpretato in maniera riduttivae penalizzante la legislazione succitata, ovviamente penalizzando i lavoratori radioesposti

Per quanto sopra esposto riteniamo necessario, attivazione le procedure previste dalla legge 146/90, così come modificata dalla legge 83/2000, art.2, comma 2

Restiamo in attesa di convocazione per il tentativo di conciliazione/raffreddamento del tavolo, onde evitare la proclamazione dello Sciopero Generale di 24 ore di tutti lavoratori afferenti allesale operatorie dell’Ospedale Maggiore

Dott. Alfredo Sepe, Segretario Provinciale Fials Bologna

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