Infermieri senza arretrati: protestano in 1000 per i loro diritti!

Infermieri senza arretrati: protestano in 1000 per i loro diritti!
Infermieri senza arretrati: protestano in 1000 per i loro diritti!

Le bandiere dei sindacati degli infermieri tornano a sventolare sulla Maugeri. L’azienda infatti non vuole pagare né gli arretrati né gli adeguamenti salariali previsti dal nuovo contratto nazionale della sanità pubblica agli infermieri che, secondo l’accordo siglato a dicembre, hanno mantenuto le tutele previste dal contratto nazionale. Il problema? Costerebbe troppo, sostiene la delegazione trattante.

Sono 3mila gli infermieri in servizio nei 20 centri del perimetro Maugeri, 1.099 solo tra Pavia e Montescano. Ciascuno di loro perderà circa 800 euro a testa, dopo che, negli ultimi tre anni, hanno già rinunciato a parte dello stipendio per permettere alla ex Fondazione di sopravvivere dopo la crisi, i fondi neri e i processi. Ieri dunque, dopo una lunga discussione, l’assemblea dei lavoratori a Pavia ha proclamato lo stato di agitazione. E assemblee sono state convocate in tutti gli altri centri.

L’accordo sul taglio degli stipendi approvato dal referendum passato nel febbraio del 2015 ha infatti permesso di recuperare oltre 10 milioni di euro l’anno dal costo del lavoro, pesando peseranno mediamente per 412 euro al mese lordi sul salario del personale dirigente medico, 271 per quello dirigente non medico e 80 euro sulle retribuzioni di quello infermieristico. Lunedì mattina a Pavia si è svolto il tavolo di trattativa nazionale sull’accordo firmato a dicembre tra sindacati e azienda alla scadenza del piano di tagli salariali che hanno permesso a Maugeri di riprendersi dalla stangata dell’inchiesta sui fondi neri e dei rimborsi gonfiati.

«A dicembre – spiegano Mimmo Galeppi, Uil Fpl, Domenico Mogavino per la Cisl Fp e Patrizia Sturini per la Fp Cgil – alla scadenza dell’accordo per la riduzione degli stipendi, abbiamo siglato un accordo che prevedeva per tutti i lavoratori assunti alla data del 31 dicembre 2017 il mantenimento del contratto della sanità pubblica e l’applicazione del contratto sanità privata per tutti i nuovi assunti dal 2018. Ad aprile ci hanno chiamato per una proroga dell’accordo, e nel frattempo è stato firmato il nuovo contratto della sanità pubblica».

Questo nuovo contratto nazionale arrivato dopo una lunghissima trattativa prevede, tra le altre cose, il pagamento degli arretrati – o meglio, degli aumenti non pagati durante il periodo di vacanza contrattuale – degli anni 2016, 2017 e 2018 una serie di adeguamenti salariali. «Si tratta di circa 80 euro a persona – spiegano i sindacalisti – ma la Maugeri ci ha fatto sapere di non avere intenzione di applicare questo contratto perché costerebbe 4 milioni e mezzo. E hanno aggiunto che sarebbero stati disponibili a trovare un accordo sugli arretrati solo a condizione che tutti i dipendenti Maugeri, in barba all’accordo firmato, fossero disponibili a passare al contratto della sanità privata».

Che prevede ben altre (e inferiori) tutele. «Abbiamo chiesto chiarimenti in merito all’adeguamento tabellare e dei relativi arretrati spettanti ai lavoratori del comparto – spiegano i sindacati -. Avremmo ritenuto un ottimo segnale adeguare già da questo mese gli stipendi tabellari, così da ripagare in modo sacrosanto i sacrifici fatti dai lavoratori in questi anni. Invece apprendiamo dalla stampa di un imminente ingresso in borsa, di un rifinanziamento e di un nuovo finanziamento. Abbiamo indetto assemblee in tutti gli istituti e a pavia abbiamo ricevuto il mandato di fare tutte le iniziative necessarie. Se non andranno a buon fine le trattative ci rivedremo dal giudice: dalla nostra abbiamo un accordo firmato».

Servizio di Anna Ghezzi – Fonte: La Provincia Pavese

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