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Infermieri riders: la FIALS dice no allo sfruttamento incondizionato.

Infermieri riders: la FIALS dice no allo sfruttamento incondizionato.
Infermieri riders: la FIALS dice no allo sfruttamento incondizionato.

Basta con i Professionisti Sanitari utilizzati come tappabuchi. Interviene Alfredo Sepe.

La Fials di Bologna dice no agli Infermieri a chiamata. Dopo lo scandalo dei 200 Infermieri gestiti da studi privati ed inseriti nelle aziende sanitarie del territorio, il sindacato delle autonomie locali e della sanità ha inviato un missiva alle 4 Direzioni Generali (Aosp – Usl Bologna- Rizzoli- Usl Imola) con cui si chiede il numero di professionisti sanitari assunti con forme contrattuali non consone. Lo riferisce ad AssoCareNews.it il segretario provinciale Alfredo Sepe.

“Abbiamo chiesto anche l’elenco delle agenzie e studi che intrattengono rapporti con le nostre Aziende – spiega Sepe – gli infermieri come i riders sono l’estrema forma di precarizzazione, il sistema va stoppato sul nascere. L’ispettorato del lavoro ha fatto bene a denunciare ed Intervenire, ma chiediamo altrettanta solerzia su orari di lavoro e ferie visto che nelle nostre Aziende non vengono rispettate le normative in merito”.

Il fenomeno è stato scoperto dall’ispettorato del lavoro di Bologna che ha chiesto l’assunzione diretta di 200 lavoratori a chiamata, gestiti da studi professionali in modo irregolare nei principali ospedali pubblici e privati della città, con piattaforme online simili a quelle dei fattorini del cibo a domicilio.

Lo raccontava oggi l’edizione bolognese di Repubblica, spiegando che gli studi, in pratica, si sono sostituiti alle agenzie di lavoro associando come liberi professionisti gli infermieri, che poi sono gestiti con piattaforme online e gruppi Whatsapp che rispondono in diretta alle richieste delle strutture sanitarie.

Redazione

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