Infermieri, Medici, Oss e Professionisti Sanitari sono incavolati neri a Potenza.

Infermieri, Medici, Oss e Professionisti Sanitari sono veramente incavolati neri!
Infermieri, Medici, Oss e Professionisti Sanitari sono veramente incavolati neri!

Cgil, Cisl, Uil, Fials, Fsi-Usae e Usb annunciano stato di agitazione

Oramai si è sul piede di guerra e Infermieri, Professionisti Sanitari, Operatori Socio Sanitari, Amministrativi e Tecnici dell’ospedale “San Carlo” di Potenza (ma anche Medici) minacciano lo sciopero generale proclamando per ora solo lo “stato di agitazione”. I professionisti della salute sono sorretti questa volta da tutte le sigle sindacali presenti in azienda, ovvero Cgil, Cisl, Uil, Fials, Fsi-Usae e Usb, a dimostrazione che i problemi sono tantissimi. La decisione delle OO.SS. scaturisce da un ordine di servizio impartito per il trasfusionale di Lagonegro.

Dal demansionamento all’assenza di personale, dai doppi turni alle nuove assunzioni che non arrivano, dalla mancanza di presidi al rapporto difficile con le direzioni mediche, infermieristiche, socio-sanitarie e tecniche.

I lavoratori del San Carlo entrano in stato di agitazione. 

A proclamarlo tutte e sei le sigle sindacali rappresentative nel comparto sanità (Cgil, Cisl, Uil, Fials, Fsi, Usb) che lo hanno proclamato ieri, comunicandolo al Prefetto di Potenza, al direttore generale dell’Aor S. Carlo, all’Assessorato alla Salute della Regione Basilicata, alla Commissione di garanzia all’attuazione della legge sullo sciopero per i servizi pubblici essenziali, chiedendo al Prefetto di Potenza di attivare la procedura obbligatoria di conciliazione.

La lettera al prefetto e ad altri Enti.

  • Al Sig. Prefetto di Potenza
  • Al Direttore Generale dell’AOR San Carlo Dott. Massimo Barresi
  • All’Assessorato alla Salute, Sicurezza e Solidarietà Sociale della Regione Basilicata
  • Alla Commissione di Garanzia per l’attuazione della Legge sullo sciopero n€ i servizi pubblici essenziali

OGGETTO: Stato di agitazione e avvio delle procedure per il raffreddamento dei conflitti — tentativo obbligatorio di conciliazione.

Le segreterie territoriali di CGIL-FP, CISL-FP, UIL-FPL, FIALS, FSI-USAE e USB, per mezzo del rispettivi segretari territoriali espongono quanto segue: con un ordine di Servizio del 6 febbraio 2019, adottato su richiesta della Direzione Generale, la Direttrice del Dipartimento Interaziendale di Medicina Trasfusionale Dott.ssa Clelia Musto, al fine di garantire la reperibilità pomeridiana, notturna e festiva del Centro Trasfusionale del P.O. di Lagonegro, disponeva la copertura dei turni stessi con personale Medico e Tecnico del Centro Trasfusionale di Potenza. Detta disposizione di servizio si appalesa del tutto illegittima in quanto a dettata in aperta violazione dell’art. 4, comma 2, della Legge n. 11412014 di conversione del D.L. n. 90 del 24 giugno 2014 nella parte in cui si prevede che i dipendenti pubblici posszino essere trasferiti (ergo utilizzati) all’interno della stessa amministrazione a distanza non superiore ai cinquanta chilometri della sede cui sono adibiti. Com’è noto invece l’Ospedale di Lagonegro dista oltre cento chilometri dall’Ospedale San Carlo, circostanza quest’ultima che renderebbe di fatto impossibile per i dipendenti, residenti in gran parte a Potenza, raggiungere il presidio di Lagonegr3 in tempi compatibili e con la tempestività che deve essere assicurata ad una sitt azione di emergenza. A nulla sono valse le richieste di revoca dell’atto illegittimo rivolte alla Direzione aziendale a fronte delle quali nessun riscontro è mai pervenuto e nessuna motivazione degli stessi atti è stata mai fornita alle scriventi 00.SS, pur rappresentando, la disposizione di cui sopra, un grave precedente per una azienda sanitaria nella quale la distanza tra due presidi ospedalieri è, in alcuni casi, superiore ai 150 chilometri. Per tali motivi le scriventi organizzazioni sindacali, nel proclamare 13 stato di agitazione di tutto il personale dei presidi ospedalieri dell’AOR “San Carlon, con la presente chiedono al Sig. Prefetto di Potenza, ai sensi dell’art. 2, comma 2, della legge 12 giugno 1990 n. 146 e s.m.i. e delle norme contrattuali di comparto in materia, la convocazione delle parti per esperire le procedure di raffreddamento del conflitto e di conciliazione.

Le segreterie di Cgil, Cisl, Uil, Fials, Fsi-Usae e Usb

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