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Infermieri, OSS e Professioni Sanitarie in Piazza a Bologna: la FIALS dell’Emilia Romagna annuncia manifestazione di massa in Piazza Maggiore per il 25 giugno.

Infermieri, OSS e Professioni Sanitarie in Piazza a Bologna il 25 giugno 2020 per dire basta allo sfruttamento e alle condizioni di lavoro proibitive. La Pandemia da Coronavirus non ha insegnato nulla e il demansionamento, la deprofessionalizzazione e le umiliazioni sono all’ordine del giorno. Ecco perché la FIALS Emilia Romagna ha deciso di organizzare un evento di massa, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale anti-Covid-19.

Lo ha annunciato poco fa il sub-commissario regionale della FIALS, Alfredo Sepe.

Il comunicato della FIALS Emilia Romagna.

Il 25 giugno 2020 partecipa al flash mob in piazza maggiore ore 16:00 dignità per i lavoratori della sanità pubblica e privata nel periodo Covid-19 le aziende sanitarie ci hanno massacrato, bistrattato, siamo stati dimenticati, ci hanno abbandonato, ora basta.

Protestiamo con un grande “flash mob” in piazza maggiore nel cuore di Bologna contro chi calpesta la nostra dignità professionale non vogliamo essere chiamati eroi ma operatori riconosciuti e valorizzarti. Basta umiliazioni e denigrazioni i cittadini hanno bisogno di noi.

Protesteremo anche per l’appalto al privato di 500 posti letto sul territorio bolognese da parte delle aziende sanitarie bolognesi. Partecipa, fatti sentire, siamo il cuore pulsante della sanità.

E’ un atto dovuto quello delle regioni di rendere merito ai tanti operatori sanitari che hanno permesso al SSN di resistere a questo attacco.

E’ inconcepibile che solo pochissime Regioni l’abbiano fatto ma con scarsi investimenti, mentre la maggior parte non solo non ha messo mano ai propri bilanci ma hanno introitato illegittimamente le risorse del governo finalizzate agli operatori sanitari. Non possiamo accettare che il riconoscimento passi soltanto da un bonus di soli 1.000€ lordi, che al netto si riduce ad appena 20€ al giorno. E’ una vergogna.

Per questo motivo la FIALS apre sin da ora una “maratona” di iniziative, una ogni mese, dinanzi ad ogni singola sede di rappresentanza regionale, fino a confluire in unica manifestazione nazionale davanti a Palazzo Chigi. La nostra azione spingerà, anche, le diverse regioni ad utilizzare il miliardo e mezzo di fondi del decreto “Rilancio” destinati all’assistenza territoriale per la cura della cronicità e fragilità della popolazione, attraverso l’aumento del personale infermieristico di 9.600 unità e l’attivazione e la valorizzazione di figure come l’infermiere di famiglia e di comunità.

L’Italia tutta non può permettersi errori come quelli passati l’aumento dei posti letto di terapia intensiva e sub intensiva deve avere in premessa un piano straordinario di assunzioni con il necessario reintegro degli organici, ridotti dai decennali blocchi del turn over, dei mancati investimenti, dei tagli alla sanità degli ultimi anni. Effetti questi, ancora più devastanti nelle Regioni sottoposte a piano di rientro con conseguente disuguaglianze della popolazione, in termini di sanità e salute. Mancano circa 50 mila infermieri ed oltre 3 mila OSS. Necessita porre fine all’emorragia di infermieri e medici in fuga verso l’estero.

Chiediamo un rinnovo del contratto nazionale per il triennio 2019-2021, che abbia come unico denominatore, sia di parte economica che professionale, la valorizzazione delle risorse umane con un trattamento economico in linea alle retribuzioni europee.
È questo il ruolo che la FIALS intende rivendicare per tutti i professionisti e dipendenti della sanità.

Vogliamo che il rilancio del Servizio Sanitario Nazionale passi dalle parole ai fatti.