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Infermieri, OSS e Professioni Sanitarie allo stremo a Bologna. Il Sistema dell’assistenza rischia di implodere su se stesso, troppi contagi tra colleghi, il Covid avanza nei reparti. La denuncia della FIALS.

Le Unità Operative delle Aziende Sanitarie Bolognesi Policlinico Sant’Orsola Malpighi e USL di Bologna sono al collasso, ripartono focolai e contagi tra gli operatori (Stroke Ospedale Maggiore e Bologna Soccorso, Area Pediatrica e Area Medica in Aosp). Nelle 2 Aziende, secondo dati fornitici dalla FIALS, si contano circa 120 operatori contagiati. Emblematica la situazione di Bentivoglio con 29 operatori postivi, unità operative soppresse e pronto soccorso perennemente intasato​.

E la denuncia della FIALS non si ferma qui. Per bocca del segretario provinciale Alfredo Sepe ricorda che “nelle Aziende ormai regna il caos organizzativo e gestionale, Infermieri, Professioni Sanitarie e OSS vengono spostati senza preavviso da una unità operativa all’altra; non si contano i doppi turni e gli orari massacranti​ fino a 12 ore e​ i rientri sul giorno di riposo. La USL di Bologna ha anche bloccato le ferie agli operatori sanitari, ormai in Burn Out – Stress Covid, infatti si registra un aumento delle malattie e degli infortuni​”.

“I Manager della Sanità Bolognese, pur sapendo del rischio seconda ondata, non sono stati in grado di organizzare percorsi dedicati per mettere in sicurezza l’operato degli operatori, che contagiandosi, rischiano , con i contatti familiari di contribuire alla diffusione della Pandemia​” – aggiunge Sepe.

“Negli anni a Bologna sono stati chiusi 800 posti letto, ora si spendono soldi pubblici per ‘affittare’ spazi dal privato, che comunque non riesce a garantire un offerta adeguata, visto che la domanda in questo periodo è altissima, non ultimo gli operatori vengono spostati dalle nostre aziende al privato​. Una gestione disastrosa, le liste di attesa si allungano, le sale operatorie sono in riduzione, non c’e’ un piano di ammortamento e di smaltimento di prestazioni ambulatoriali ed interventi chirurgici​” – chiosano dalla FIALS.

“La ricetta che avevamo proposto era molto semplice, bisognava snellire le procedure concorsuali, attingere anche dal lavoro in somministrazione, dedicare percorsi ad hoc per lo smaltimento delle liste di attesa , ma la direzioni generali hanno preferito muoversi autonomamente,​ con arroganza , a danni di operatori e cittadini​. Siamo il primo sindacato della provincia di Bologna e siamo pronti a mobilitarci insieme a tutti gli operatori, anche con uno Sciopero, ormai siamo allo stremo​” – conclude Sepe.

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