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Il sindacato degli Infermieri Nursind porta in piazza i suoi sostenitori per presentare le proprie proposte. Il 15 ottobre tutti a Montecitorio per chiedere aumenti di stipendio e stop alla deprofessionalizzazione.

Per ricordare ai politici le promesse fatte agli infermieri: “non ci dimenticheremo di voi”. Nella legge di bilancio il Nursind vuole vedere le risorse per la valorizzazione della professione. Una professione salvavita va giustamente remunerata. A Roma Piazza Montecitorio il 15 ottobre Nursind, assieme al segretario generale Andrea Bottega, presenterà le richieste degli infermieri.

“Grande sensibilità e attenzione ai problemi che abbiamo sollevato, ma anche disponibilità all’ascolto sulle questioni più urgenti che stanno a cuore alla categoria. Finalmente un confronto con un interlocutore che comprende la nostra lingua e che si sta adoperando concretamente per valorizzare la professione degli infermieri”. Il segretario nazionale del Nursind, Andrea Bottega, e il segretario provinciale di Roma, Stefano Barone, commentano così l’incontro di oggi con il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri.

“Dall’aumento degli stipendi alla possibilità di esercitare la libera professione – spiegano i sindacalisti -, Sileri ha toccato due questioni chiave per la categoria sulle quali sta lavorando e che ci auguriamo davvero possano andare in porto”. Rientrano, tra l’altro, fra le istanze che il Nursind solleverà con forza in piazza il prossimo 15 ottobre, in occasione della manifestazione davanti al Parlamento. A proposito dell’iniziativa in piazza Montecitorio, Bottega e Barone hanno accolto con soddisfazione “la disponibilità a partecipare da parte di Sileri. Saremo lieti di accoglierlo e ascoltarlo anche perché siamo convinti che solo attraverso il confronto si possano fare passi avanti importanti. Quelli che gli infermieri attendono da tempo. Il risultato raggiunto sull’infermiere di famiglia indica che la strada imboccata è quella giusta – concludono -, ma proprio per tale ragione non ci si può arrestare adesso. La legge di Bilancio e la partita dei fondi Ue, infatti, sono decisive e richiedono lavoro di squadra”.

A fronte dei rischi, delle responsabilità e della formazione aumentati esponenzialmente soprattutto nell’era del Covid, il sindacato NurSind presenta la propria proposta di rinnovo contrattuale.

La proposta contrattuale messa a punto da NurSind, ha come focus centrale, il riconoscimento della figura dell’infermiere e dell’ostetrica.

Riconoscimento che passa attraverso la valorizzazione economica, un sistema di revisione di classificazione del personale e la tutela normativa.

Ecco le proposte del sindacato guidato da Andrea Bottega.

Valorizzazione economica.

La valorizzazione professionale non può non passare attraverso un adeguamento salariale di rischi, responsabilità e formazione, cresciuti a dismisura nell’ultimo ventennio.
Perché vi sia un adeguamento economico, il primo intervento da fare è normativo.

I suggerimenti di NurSind:

  • Eliminare il vincolo dell’articolo 23 comma 2 del Dlgs 75/2017, che non permette l’aumento dei fondi con risorse pubbliche contrattuali (RIA_RAR);
  • Aumentare sensibilmente l’indennità professionale specifica (ad oggi la più bassa tra quelle del comparto);
  • Introduzione indennità rischio biologico per tutto il personale sanitario a diretto contatto con il malato h24;
  • Rimborso quota annuale tassa opi da parte dell’azienda
  • Dare seguito al Patto per la salute 2019/21, destinando alla contrattazione integrativa risorse aggiuntiva nel limite del 2% del monte salari;
  • Adeguamento fondo art.81 del CCNL 2016/18 per il finanziamento delle progressioni economiche sull’anzianità di servizio;
  • Prevedere la possibilità dell’acquisto di prestazioni, previsto dalla legge 1/2001, al fine di garantire un sistema flessibile nel caso di carenze di organico.

Sistema di classificazione del personale.

La proposta NurSind verte principalmente sulla creazione di un’area separata di contrattazione per le professioni sanitarie, con una sub-area dedicata ad infermieri ed ostetriche, all’interno della quale chiedere:

  • Valorizzazione anzianità di servizio;
  • Indennità di esclusività;
  • Libera professione con libertà di determinare il proprio onorario;
  • Maggiore remunerazione per disagio notturno, pronta disponibilità e passaggio di consegne;
  • Rivedere sistema incarichi funzionali in merito ai requisiti di conferimento.

Tutela normativa.

A livello normativo, gli aspetti, che NurSind chiede di rivedere sono:

  • Mensa: garantire il diritto alla mensa o in sostituzione al buono pasto, a chi lavora più di 6 ore consecutive, al personale turnista, anche per il lavoro notturno;
  • Pronta disponibilità: eliminare la locuzione “di norma” relativamente al numero di reperibilità mensili. In caso di reperibilità attiva, il riposo consecutivo deve avvenire e riduzione del debito orario;
  • Permessi 104/92: prevedere la fruizione ad ore;
  • Permesse ex art 40 CCNL 2018: prevedere la fruizione a giornata;
  • Orario di lavoro: prevedere la riduzione a 34 ore settimanali, con maggior tempo a disposizione per il passaggio di consegna
  • Riposo giornaliero: sempre garantito senza deroghe;
  • Straordinario: prevedere che sia legato al prolungamento dell’orario di lavoro e non alla giornata lavorativa in più. Non farvi ricorso in maniera routinaria per colmare le carenze di organico;
  • Periodo di prova: prevedere la possibilità per il dipendente di scegliere tra l’aspettativa ed il licenziamento, in caso di vincita di concorso in un’altra azienda;
  • Turni: prevedere che per contratto vi sia una data chiara per l’esposizione dei turni del mese successivo;
  • Fasce economiche: prevede che vengano mantenute in caso di vincita di concorso;
  • Part-time: prevedere l’aumento di forme di contratto flessibile;
  • Aggiornamento: maggiore flessibilità nell’uso dei permessi.

Introduzione di nuove norme.

  • Prevedere la tutela dei dipendenti che subiscono aggressioni
  • Prevedere, su richiesta del dipendente, l’esonero dal turno notturno, raggiunti i 55 anni di età
  • Prevedere la tutela dei tempi vita-lavoro-famiglia del dipendente.

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