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Infermieri e Politica: Savino Petruzzelli scende in campo a Barletta!

Infermieri e Politica: Savino Petruzzelli scende in campo a Barletta!
Infermieri e Politica: Savino Petruzzelli scende in campo a Barletta!

Savino Petruzzelli, 36 anni, infermiere di Sala Operatoria presso l’ospedale “Mons. R. Dimiccoli” di Barletta e consigliere provinciale dell’OPI (Ordine delle Professioni Infermieristiche della BAT), si racconta in occasione della sua candidatura al consiglio Comunle del comune di Barletta (BT).

Savino Petruzzelli, candidato per la carica di Consigliere Comunale a Barletta col Movimento politico “La Buona Politica” a sostegno del candidato sindaco Mino Cannito.Per quali motivi ha deciso di intraprendere questa strada?

 “Tutto è nato dall’idea di unire forze, competenze, professionalità e idee per il bene di Barletta e dei barlettani.

Quest’anno è fondamentale per Barletta avere una guida che faccia prevenzione della salute alla cittadinanza e la promuova, ricordando l’importanza ed il valore degli infermieri nei momenti di gestione ed organizzazione delle cure.

Il confronto, la collaborazione, l’iniziativa, la diversità sono fonti di ricchezza e crescita; con questi valori mi accingo ad entrare attivamente in campagna elettorale: da cittadino della porta accanto, professionista, con le mie conoscenze e competenze, voglio migliorare un territorio che può offrire molto alla comunità”.

La campagna elettorale è stata ufficialmente aperta da tempo e ha già avuto modo incontrare i cittadini, cosa vuole la gente?

“Per anni sono rimasti fermo a guardare quello che non andava, ora non ne possono più. Io ho deciso di muovermi in prima persona, di conoscere per decidere! Ho seguito con interesse il lavoro del movimento “La buona politica” fondato dall’ex sindaco Francesco Salerno, e sono orgoglioso quest’anno di sposarne il programma, lo spirito e la voglia candidandomi come consigliere per sostenere il candidato sindaco Mino Cannito.

Ho avviato la mia campagna elettorale utilizzando l’hashtag #barlettanelcuore perché penso che prendersi cura di Barletta e dei suoi cittadini sia una competenza tipica degli infermieri, la caratteristica della nostra professione.

E’ fondamentale promuovere la buona qualità di vita delcittadino attraverso sistemi culturali e valori di riferimento, altrettanto basilare è il pieno rispetto dei valori del malato, considerando che per esprimere la propria autonomia è necessario che la persona abbia a disposizione tutte  le informazioni utili sulla propria situazione e sulle prospettive di cura e di assistenza. Dobbiamo prendere a cuore la salute dei cittadini bisognosi di cure e non, mettendo al centro la persona, i suoi bisogni, la sua importanza clinica, morale, sociale e quella della sua famiglia e di chi ci vive accanto a loro nei momenti più difficili dell’esistenza”.

Cosa, secondo lei, ha sbagliato, sottovalutato o non preso in considerazione la vecchia classe politica che ha governato negli ultimi anni Barletta?

“Hanno dimenticato di mettere al centro la salute  di tutti quei cittadini che in difficoltà  socio-economiche non riescono, in molti casi, ad affrontare le cure.  Dobbiamo andare avanti con coerenza per superare le diseguaglianze. I cambiamenti demografici e la maggiore diffusione delle malattie croniche hanno messo i sistemi sociosanitari di fronte a una doppia sfida: da una parte prevenire l’incidenza delle malattie, dall’altra garantire la presa in carico e l’accesso a percorsi terapeutici a tutti indistintamente.
Serve, altresì, una nuova opportunità di tipo culturale per dare spazio a professionisti giovani e competenti  per affrontare queste tematiche. Essere pronti al cambiamento e al confronto, questo deve essere un tratto della nostra identità ma anche della nostra attitudine a cogliere il futuro”.

Se il 10 giugno dovesse essere eletto, quali sono le promesse che manterrà sicuramente e a cui darà priorità?

“Aiutare le persone fragili, in modo particolare quelle gli anziani, con un piano specifico, attuare programmi di prevenzione della salute (manovre di disostruzione delle vie aeree, utilizzo dei defibrillatori in caso di arresto cardiocircolatorio, corsi sulle dipendenze patologiche da alcool, smartphone, gioco d’azzardo, fumo) negli asili nido e nelle scuole elementari, medie e superiori, istituire la figura dell’infermiere scolastico e, come pionieri, di un “Pronto Soccorso Sociale” affidandolo direttamente ad  associazioni di infermieri per supporto e assistenza a disabili ed anziani in difficoltà”.

Redazione

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