Infermieri e Oss al collasso. CGIL: Direzioni Infermieristiche fanno finta di nulla!

Infermieri e Oss al collasso. CGIL: Direzioni Infermieristiche fanno finta di nulla!
Infermieri e Oss al collasso. CGIL: Direzioni Infermieristiche fanno finta di nulla!

Scatta la denuncia pubblica della CGIL di Ravenna: è un continuo abuso!

Già volte ci siamo occupati delle condizioni di sfruttamento contro ogni criterio e logica umana e lavorativa di Infermieri, OSS e Professionisti Sanitari dell’Azienda USL della Romagna. In un servizio avevamo denunciato la carenza nel turno di notte di Operatori Socio Sanitari nelle Medicine, nelle Geriatrie e nelle Lungodegenze. Situazione che si ripercuote quotidianamente sulla parte Infermieristica, che sono costretti a fare i lavori di altre figure professionali, a saltare riposi e a fare doppi e tripli turni nel nome della carenza di personale. Sul caso si registra la dura presa di posizione della CGIL Funzione Pubblica di Ravenna, che punta il dito sulla Direzione Infermieristica dell’Azienda.

Lo fa con un volantino diffuso capillarmente lungo i reparti di tutti i presidi ospedalieri dell’AUSL Romagna e nello specifico di quelle ubicate nel Ravennate. Il sindacato prende di petto la Direzione Infermieristica dell’Azienda Unità Sanitaria Locale della Romagna chiedendo un intervento immediato per risolvere la gravissima carenza di personale infermieristico e di operatori socio sanitari che ha determinato e che sta determinando “carichi di lavoro insostenibili, con ricorso massiccio a doppi turni massacranti, salto dei riposi e sospensione delle ferie”.

Il 2 febbraio 2019 lo scrivente ha scritto alla Direzione Infermieristica dell’AUSL Romagna per avere un incontro e per conoscere qual è la situazione contingente nelle Medicine aziendali. Ad oggi nessuna risposta è pervenuta, la mail è stata ignorato.

Torniamo all CGIL: cosa denuncia?

“Riteniamo queste gravissime condizioni lavorative del personale inaccettabili e intollerabili – spiegano dalla FP CGIL – il nostro zincato agirà in tutte le sedi dirigenziali aziendali chiedendo immediatamente la piena copertura del fabbisogno di personale previsto, con particolare attenzione ai corretti indici di sostituzione e al ripristino della fruizione degli istituti contrattualmente previsti”.

Voci di corridoio parlano di una Direzione Infermieristica in escandescenza, perché questa volta a protestare è uno storico sindacato della sinistra italiana e tra le sigle più rappresentative del Comparto Sanità in azienda.

Da registrare, inoltre, che all’attenzione della suddetta direzione e delle strutture distaccate di Ravenna, Lugo, Faenza, Cesena, Forlì, Rimini, Riccione, Cattolica, Santangelo, Meldola, Cervia, Cesenatico e nel resto delle strutture di cura di competenza dell’AUSL Romagna continuano ad arrivare lettere di protesta e comunicazioni verbali che parlano di Infermieri, OSS e Professionisti Sanitari al collasso, sotto stress e oramai in Burnout irreversibile.

Dal canto sua la Direzione Infermieristica, a quanto pare, si sarebbe difesa dicendo che sono stati espletati o si stanno espletando concorsi all’uopo e che presto molte unità entreranno a regime nelle strutture assistenziali pubbliche con contratti a tempo o con veri e propri ruoli.

La verità è un’altra e si legge tra le righe di quanto scritto dalla FP CGIL: manca una seria programmazione delle assenze e si continua a vivere l’emergenza sulle spalle dei lavoratori e a rischio e pericolo dell’Assistito, quella Cittadino che non è più al centro delle cure e che ormai della finta cortesia osannata attraverso i manifesti dell’AUSL Romagna non sanno più che farsene.

I Dirigenti Infermieri reagiranno? Ricorderanno di essere stati anche loro topi di reparto?

Ora ci si aspetta una reazione seria da parte dei Dirigenti Infermieri, che continuano ad ignorare le richieste della base Infermieristica e degli OSS, quasi come se si fossero dimenticati di essere stanti anche loro fino a poco tempo fa nelle corsie d’ospedale.

Nei giorni scorsi, per concludere e per dovere di cronaca, anche altre sigle sindacali si erano mosse per denunciare le condizioni di grave sfruttamento. Tra le altre la FIALS, la CISL, la UIL, la FSI-USAE e Nursing Up che, pure se in maniera separata, avevano sollevato il problema dello stress, del salto dei riposi e delle ferie negate o annullate.

E’ il classico homo homini lupus?

Segnalateci quello che non va nella vostra unità operativa scrivendo a direttore@assocarenews.it.

Potrebbe interessarti...