Infermieri Coordinatori: rispettare la Legge 43/2006. Lo chiede FIALS.

Infermieri Coordinatori: devono passare ad un livello superiore. Lo chiede FIALS.

Interviene sul caso Alfredo Sepe, segretario provinciale del sindacato a Bologna.

La FIALS di Bologna scende nuovamente in campo a difesa degli Infermieri Coordinatori e scrive una apposita missiva al direttore generale, al direttore sanitario e alla dirigenza delle professioni sanitarie del Policlinico Sant’Orsola – Malpighi per chiedere maggiori riconoscimenti e le verticalizzazioni per chi ricopre ruoli di coordinamento. A comunicarlo ad AssoCareNews.it è stato poco fa il segretario provinciale del sindacato delle autonomie locali e della sanità, Alfredo Sepe.

Sepe ha inviato una apposita richiesta all’azienda sanitaria in cui si chiede di mettere in pratica quanto sancito dalla Legge n. 43/2006.

“Come FIALS sosteniamo l’opportunità che l’Azienda possa prevedere presso le U.O. la presenza di un collaboratore professionale sanitario esperto, Categoria Ds, con funzioni di coordinamento avviando le procedure verticalizzazione, in conformità alle disposizioni ed ai vincoli di legge e contrattuali” – spiega Sepe.

Ecco la missiva della FIALS.

Direttore Generale

Direttore Sanitario

Direttore DPS

Policlinico S. Orsola Malpighi

E p.c.

Coordinatori Professioni Sanitarie Categoria D.

Bologna, 6.5.2019

Oggetto : Verticalizzazioni ex. Art. 22 – Dlg. 75/2017 – CPSI con Funzioni di Coordinamento delle Professioni Sanitarie.

Gli scenari sociali mutati e i cambiamenti che con grande rapidità sono intervenuti nella nostra Azienda e nel mondo sanitario, pongono la riflessione su quanto il professionista coordinatorepossa influirvi nel promuovere l’efficacia e l’efficienza clinico/assistenziale .

Nel campo normativo particolare evidenza assume la Legge 1 Febbraio 2006, n. 43 che all’articolo 6 comma 1 lettera b) individua l’area dei professionisti coordinatori in possesso del master di primo livello in management o per le funzioni di coordinamento, normativa che valorizza la natura manageriale dei professionisti coordinatori, identificandoli come apposita articolazione professionale distinta dalla formazione dei professionisti di base e dei professionisti specialisti.

Nel contempo le Aziende Sanitarie, hanno implementato strumenti tipicamente aziendali di gestione delle risorse umane, in senso manageriale, che valorizzano gli aspetti della pianificazionee controllo della produttività, dell’appropriatezza e qualità degli interventi, della valutazione delleprestazioni, delle valutazioni delle professionalità e ancora dell’analisi dei fabbisogni formativi edel controllo dei costi di budget ecc.

Tutto ciò rende evidente come il profilo dirigenziale manageriale, da solo, non è sufficiente a garantire un’efficiente ed efficace funzionalità al sistema di una organizzazione sanitaria, di persé complesso e variegato, se non accompagnato da figure professionali con funzioni di coordinamento, immediatamente sovra-ordinati alle équipe operative, che possono contribuire in modo incisivo alle funzioni aziendali, con una visione attenta e puntuale ai bisogni e alle problematiche emergenti e, pertanto, adeguate a proporre soluzioni, in virtù della vicinanza agli eventi ed agli accadimenti, secondo il sempre valido principio di sussidiarietà, inteso in tal senso puramente “organizzativo/manageriale”.

In ciò entrano a pieno titolo le funzioni di coordinamento del personale delle professioni sanitarie- che in questi ultimi tempi sono state oggetto di particolare attenzione delle varie aziende sanitarie, come fulcro essenziale di un sistema organizzativo nevralgico perché di risposta

immediata ai bisogni dei cittadini, che possono assumere ad un’importante funzione divalorizzazione delle risorse umane immediatamente coinvolte nei processi assistenziali, in particolare del ruolo sanitario, caratterizzate da una professionalità in senso allargato, comprensiva delle capacità tecniche in senso stretto e degli aspetti riferiti alla capacità diinterazione con l’utenza e di collaborazione nell’ambito di un sistema organizzato.

Il nuovo CCNL, disciplina l’incarico e lo sviluppo delle funzioni di coordinamento, riconosce la possibilità per il personale che svolge tali funzioni inquadrato in categoria D, di intraprendere un percorso di verticalizzazioni ai sensi del DLG 75/2017, con diritto di prelazione al personale cui sia stata assegnata la funzione di coordinamento e l’abbia svolta per un periodo di un anno convalutazione positiva

Come FIALS sosteniamo l’opportunità che l’Azienda possa prevedere presso le U.O. la presenza di un collaboratore professionale sanitario esperto, Categoria Ds, con funzioni di coordinamento avviando le procedure verticalizzazione, in conformità alle disposizioni ed ai vincoli di legge e contrattuali.

A nostro parere sarebbe fortemente produttivo in termini organizzativi per l’Azienda, che le posizioni di coordinamento delle figure professionali che attualmente svolgono funzioni di coordinamento in categoria D, vengano sviluppate in collaboratore professionale sanitario esperto, Categoria Ds, per promuovere l’efficacia assistenziale da parte dei coordinatori e dare loro il giusto sviluppo personale e professionale .

Dott. Alfredo Sepe – Segretario Provinciale FIALS Bologna

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