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Gli Infermieri non possono fare gli OSS: l’OPI di Ragusa protesta contro azienda sanitaria

Gli Infermieri non possono fare gli OSS: l’OPI di Ragusa protesta contro azienda sanitaria
Gli Infermieri non possono fare gli OSS: l'OPI di Ragusa protesta contro azienda sanitaria.

Ancora casi di deprofessionalizzazione e demansionamento in Sicilia

L’Ordine degli Infermieri di Ragusa, per mano del presidente Gaetano Monsù, interviene sull’ennesima disposizione di servizio ai danni della categoria infermieristica. Lo fa a seguito di una dettagliata segnalazione firmata da diverse sigle sindacali tra cui F.P. CGILUIL FPLF.S.I. U.S.A.E., FIALSUGL e NURSIND. Sotto accusa il responsabile della RSA ragusana.

“In seguito a segnalazione per iscritto giunta presso l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Ragusa, inerente una “Disposizioni di Servizio” del Responsabile della RSA di Ragusa, lo scrivente, Presidente dell’Ordine su menzionato, esprime quanto segue. – si legge nella nota dell’OPI di Ragusa – Tale disposizione, dopo aver esplicitato la criticità emersa dalla mancanza di personale OSS, invita gli infermieri (ai quali, appunto, essa è indirizzata) a farsi carico delle mansioni attribuite agli OSS. I percorsi formativi e il ruolo rivestito dai due profili sono del tutto diversi. Le competenze infermieristiche scaturiscono da tre cardini principali che abbracciano l’ordinamento didattico, il profilo professionale (DM 739/94) e il Codice Deontologico, mentre le mansioni e il relativo profilo professionale degli OSS è regolato dall’accordo della Conferenza Stato Regioni nella Seduta del 22 febbraio 2001.”

“L’infermiere è l’unico responsabile dell’assistenza infermieristica. La propria “mission”, nell’esclusivo interesse dell’utente, mira alla tutela della salute attraverso la prevenzione delle malattie, l’assistenza e l’educazione sanitaria – aggiunge Monsù – non per caso nel nostro Codice Deontologico è stato inserito l’articolo 49 che cita: l’infermiere, nell’interesse primario degli assistiti, compensa le carenze e i disservizi che possono eccezionalmenteverificarsi nella struttura in cui opera. Rifiuta la compensazione, documentandone le ragioni, quando sia abituale o ricorrente o comunque pregiudichi sistematicamente il suo mandato professionale”.

Il termine “eccezionalmente”, spiega il presidente OPI, indica appunto la non programmabilità e la non ripetibilità in modo continuo della compensazione. Condizione che invece viene esplicitamente richiamata da detta disposizione. Tale disposizione si inquadra nella volontà di voler demansionare il professionista infermiere.

“A nulla vale e risulta ancor più grave la seconda disposizione di servizio in quanto rafforza il concetto che l’infermiere deve farsi carico delle mansioni proprie degli OSS in loro mancanza. Cosa diversa è la collaborazione e il lavorare in equipe manifestando buonsenso, quanto occorre, nell’interesse dell’utente. – conclude Monsù – L’Ordine delle Professioni Infermieristiche tutela (oltre che il cittadino-utente) gli iscritti al proprio Albo ed interverrà con gli strumenti idonei e presso le sedi opportune al perpetuarsi di atti ed atteggiamenti lesivi del mandato professionale infermieristico. A tal proposito si invitano TUTTI gli infermieri a documentare e denunciare, ove si verificano, tali inaccettabili condizioni al proprio Ordine Professionale”.

* * *

Ecco la lettera delle Segreterie Provinciali Ragusa di F.P. CGILUIL FPLF.S.I. U.S.A.E., FIALSUGLNURSIND.

 

Al Commissario Straordinario

Al Direttore Amministrativo

Al Direttore Sanitario

Al Direttore U.O.C. Risorse Umane

Al Responsabile RSA Ragusa

All’Ufficio Legale

ASP Ragusa

All’Ordine Infermieri Ragusa 

 

Oggetto: Disposizione di servizio Rsa Ragusa.

 

In merito all’ordine di servizio emanato dal Dirigente della RSA di Ragusa  Prot.N°537/Rsa del 25/09/2018 si specifica quanto segue:

Visto il profilo professionale degli infermieri 739 del 1994 “Regolamento concernente l’individuazione della figura e del relativo profilo professionale dell’infermiere”

  • Visto l’articolo 2103 del codice civile, “Mansioni del lavoratore”.
  • Visto l’articolo 52 del Decreto Legislativo 165/2001, “Disciplina delle mansioni”.
  • Viste le declaratorio del CCNL del 7 aprile 1999 e conseguente CCNL. Integrativo del 20 settembre 2001 in cui si assegnano mansioni e funzioni del personale del comparto sanità.
  • Visto l’accordo stato regioni del 22 febbraio 2001 sugli OSS.

Richiamate le sopra specifiche normative  si ritiene pertanto necessario che, con rigore e tempestività venga revocato l’ordine di servizio sopra citato e vengano definiti i confini di competenza dell’operatore socio sanitario che ancora non emergono con adeguata nitidezza. Non può essere sostenibile la tesi adottata che al mancare degli OSS gli infermieri debbano supplire la loro mancanza.   Inoltre appare evidente, dunque, l’esigenza di fissare limiti chiari e ben definiti tra l’attività infermieristica e quella degli OSS, non solo per la salvaguardia delle competenze professionali degli infermieri, ma anche e soprattutto per la tutela dei cittadini-pazienti.

Qualora tale disposizione non venga revocata ci si riserva di adire nelle sedi opportune.

Tanto si doveva.

f.to

       F.P. CGIL                 UIL FPL               F.S.I. U.S.A.E.          FIALS                     UGL                    NURSIND

      SCHEMBARI           ROCCA/RIZZA        BRACCHITTA          MAGROGRASSI           FRASCA                TROVATO

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