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Covid19: FIALS Toscana denuncia le inaccettabili criticità riguardo la sicurezza dei lavoratori delle aree no Covid19.

Coronavirus: che succede in Toscana? I dati tranquillizzanti sulla diffusione del contagio nella provincia livornese con una percentuale di casi Covid 19 tra le più basse in toscana (rapporto di 159 ogni 100.000 abitanti vedi dati ARS Toscana -agenzia regionale sanità toscana), mettono però in evidenza ciò che come FIALS avevamo da tempo denunciato in termini di inadeguatezza delle condizioni di sicurezza lavorativa.

Se analizziamo i contagi registrati complessivamente in provincia di Livorno pari a 531 e li confrontiamo con il numero dei dipendenti ex Asl 6 contagiati pari a 116, i dati sono stati aggiornati dall’azienda al 4 maggio, è evidente che si tratta di una percentuale elevata.

Quello che si evidenzia è che la maggioranza dei dipendenti contagiati non lavora nelle aree di emergenza Covid ma nelle realtà dove si ricoverano i casi sospetti Covid e non Covid, negli ambulatori e nelle attività territoriali.

Questo è la dimostrazione che esistono situazioni di criticità evidenziate da FIALS ma rimaste senza risposte da parte della Azienda.

1° criticità i DPI, le mascherine chirurgiche hanno lo scopo di evitare che chi le indossa contagi l’ambiente quindi solo i facciali filtranti FFP2 e FFP3 possono proteggere il personale sanitario dalla trasmissione di infezioni da goccioline o aerosol, ma questi dispositivi di sicurezza non sono forniti in numero sufficiente.

Inoltre il Ministero della Salute ha indicato chiaramente che le mascherine chirurgiche per essere sicure devono essere prodotte nel rispetto della norma tecnica UNIEN 14683:2019 devono aderire al viso e coprire dal naso fino al mento mentre le mascherine Toscana1 fornite anche al personale sanitario sono rettangoli di TNT che non corrispondono pienamente a questa esigenza.

2° criticità la igienizzazione degli ambienti, il FIALS non ha riscontro dell’applicazione dell’Ordinanza della Regione Toscana n.1 del 20 febbraio 2020 che dispone di incrementare la frequenza delle pulizie. Inoltre la carenza di spogliatoi impone al personale di concentrarsi in poco spazio.

Il FIALS aveva chiesto alla azienda di riconoscere come orario di lavoro il maggior tempo necessario al personale per cambiarsi mantenendo il distanziamento minimo necessario anche in linea con uno specifico indirizzo regionale, ancora non abbiamo ricevuto nessuna risposta.

3° criticità la riapertura di tutte le attività ambulatoriali e chirurgiche che erano state sospese nella fase di emergenza Covid-19.

La regione toscana con Ordinanza n.49 del 3 maggio ha autorizzato dal 4 maggio tutte le aziende sanitarie a riprogrammare la ripresa delle attività in modo progressivo e in sicurezza.

E’ passata una settimana e come sindacato non abbiamo ancora ricevuto informazioni sull’attuazione di questa fase molto delicata che comporterà un notevole incremento di flusso di utenza.

Certo è che molti punti di accoglienza dentro gli ospedali e sui distretti sono ad esempio ancora privi di protezione per il personale. E’ singolare sia pretesa la separazione in plexiglass nei tavolini di un ristorante e analoga precauzione non sia adottata all’interno dei servizi della USL.

4° criticità i checkpoint che devono rimanere in funzione come filtro mentre il personale che vi opera continua a lavorare in condizioni di scarsa sicurezza, dove continuano a mancare i termoscanner per misurare la febbre a distanza, dove i gel igienizzanti sono così fluidi da bagnare per terra per cui bisogna sorreggere gli utenti per evitare che scivolino.

5° criticità il numero del personale In questo contesto anche il personale rimane insufficiente, seppur incrementato, perché deve sopperire ai colleghi contagiati che rimangono in quarantena in attesa della negativizzazione del tampone, rimangono attivi i percorsi Covid e allo stesso tempo riprendono le attività in sala operatoria e negli ambulatori.

Su questi aspetti fondamentali per innalzare e adeguare il livello di sicurezza per dipendenti ed utenti soprattutto in questa fase ripresa delle attività pur in un contesto dove il contagio da Coronavirus non è debellato il FIALS vista l’assenza di volontà di confronto della Direzione Aziendale e del Sindaco di Livorno, al quale abbiamo in più occasioni chiesto un incontro, ci confronteremo con le forze politiche disponibili e promuoveremo ulteriori azioni nei confronti delle autorità competenti.
p. Segreteria FIALS provinciale Livorno
Daniela BOEM