FIALS: operatori sanitari costretti alla reperibilità nonostante gli impegni sindacali.

FIALS: operatori sanitari costretti alla reperibilità nonostante gli impegni sindacali.
FIALS: operatori sanitari costretti alla reperibilità nonostante gli impegni sindacali.

Il segretario provinciale Alfredo Sepe scrive alla Direzione e ai lavoratori dell’USL di Bologna.

La FIALS di Bologna minaccia 24 ore di sciopero generale di tutti gli iscritti, che sono circa 3000, se non verranno ripristinati i diritti di Infermieri, Ostetriche/i, Oss, Professionisti Sanitari, Amministrativi e Tecnici e nello specifico degli operatori del blocco operatorio inseriti loro malgrado nei turni di reperibilità durante impegni sindacali già pattuiti. Il sindacato delle autonomie locali e della sanità è disposto anche a denunciare i responsabili di quelle violazioni per palese condotta antisindacale.

La lettera della FIALS di Bologna alla Direzione Generale.

Violazioni Libertà Sindacali Legge 300/1970 – Illegittimità Disposizioni di Servizio – Violazioni CC.NN.LL – Potenziale Attivazione Condotta Antisindacale – Sciopero di 24 ore.

Spettabile Direttore Generale,

le scrivo per metterla a conoscenza della grave situazione in cui versano gli operatori della PBO – H – Maggiore, e delle gravi inadempienze messe in atto dai sui ‘’sottoposti’’, che rasentano di fatto violazioni di legge e di norme dello Stato.

Nello specifico, un gruppo di operatori è stato inserito nel turno di reperibilità durante lo svolgimento di Assemblea Sindacale Retribuita e Autorizzata dal settore di rifermento, un sabotaggio premeditato e messo in atto a danno della scrivente O.S. e dei lavoratori coinvolti, una palese violazione delle libertà sindacali sui luoghi di lavoro, della dignità e del diritto di partecipazione e di espressione dei lavoratori, diritti garantiti dallo Statuto dei Lavoratori e dalla Carta Costituzione.

Profili di grave illegittimità giuridico/amministrativa si riscontrano anche nella disposizione di servizio, che (in caso di necessità) lascia alla discrezionalità degli operatori se attivare o meno i colleghi in pronta disponibilità o prolungare il turno di lavoro di chi è già in servizio, con evidenti responsabilità a carico di chi effettua tale scelta (che dovrebbe essere a carico dei responsabili della PBO) soprattutto se dalla chiamata in PD e/o dal prolungamento dell’orario di lavoro ne derivano violazioni di legge (30/10/2014 n.161) che provochino eventi avversi per soggetti terzi.

Dal punto di vista amministrativo, le disposizioni succitate devono essere impartite dal livello gerarchico sovraordinato alla categoria professionale di riferimento, vista l’organizzazione ed i profili gerarchico/funzionali di natura prevalentemente verticale.

In merito alle sale operatorie si registrano continui sforamenti che si prolungano per ore, con evidenti ricadute sui carichi di lavoro, sulla qualità delle prestazioni clinico/assistenziali a favore dell’utenza, e sull’aumento esponenziale del rischio per gli operatori di incorrere in casi di responsabilità legale e professionale.

In caso di prolungamento dell’orario di lavoro, su richiesta dei professionisti interessati non vengono effettuati gli Ordini di Servizio, violando un diritto inalienabile di natura giuridico/amministrativa sancito dai CC.NN.LL e da numerose normative , inoltre viene usata.

La PD per coprire lo sforamento delle sale operatorie, in palese contraddizione con il ratio che istituisce la pronta disponibilità.

Inoltre non viene rispettato l’articolato riportato dal CIA Aziendale e dal Regolamento Orario di Lavoro sulla tempistica e modalità di autorizzazione delle ferie, che vengono autorizzate ex post e non ex ante, in palese violazione del CIA e regolamento dedicato.

Dulcis in Fundo, si registrano chiamate sul giorno di riposo, doppi turni, prolungamenti dell’orario di lavoro istituzionale e mancata autorizzazione di permessi a vario titolo.

Viste le criticità succitate e il clima esplosivo che si respira in PB0, siamo a chiedere un suo intervento diretto ed urgente, onde evitare di ricorrere all’attivazione delle procedure previste dall’art.28 legge 300/1970 e dalla Legge 146/1990 che porterebbero ad uno Sciopero di 24 ore prima e di 48 ore poi.

Dott. Alfredo Sepe – Segretario provinciale FIALS Bologna

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