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#MARATONAFIALS. Giuseppe Carbone, segretario generale FIALS: “dal Governo e dalla Politica solo promesse fumose; è tempo di restituire dignità ai professionisti della salute”.

“Siate autentici e costruttori di ponti”, prende spunto dalle parole di Papa Francesco, il messaggio del Segretario Generale della FIALS, Giuseppe Carbone, la mattina del 25 giugno rivolgendosi alle migliaia di operatori sanitari che animavano la prima manifestazione della maratona FIALS in tutte le piazze regionali d’Italia.

Giuseppe Carbone, segretario generale Fials.
Giuseppe Carbone, segretario generale Fials.

Se il messaggio del pontefice sollecitava a capire e dialogare con i nostri detrattori ed oppositori, con chi promette e non mantiene.

Un 25 giugno, commenta il leader della FIALS, che ha visto protagonisti loro, gli eroi dimenticati o semplicemente i professionisti della salute, che in tinta verde hanno simbolizzato la speranza di una Sanità che riparte da loro.

Un 25 Giugno, memore di una giornata che ha voluto ricordare un mondo sommerso che si sente abbandonato ed inascoltato tanto dal governo che dalle regioni.

Una famiglia, gli operatori sanitari, crocevia di mille relazioni che richiedono attenzione, competenza e conforto.

Questi i motivi per i quali noi abbiamo protestato a gran voce, al fine di essere degnamemente valorizzati tanto quanto lo sforzo profuso dimostrato in questa dura battaglia dell’emergenza Covid-19.

Carbone ha ribadito: “oggi è imprescindibile che Regioni e Province Autonome mettano risorse economiche dai propri bilanci per questi operatori”.

Il primo motivo per cui gli operatori sanitari hanno iniziato la maratona FIALS-commenta Carbone-è perché tutti ed insieme lo dobbiamo ai colleghi deceduti a causa del Covid-19.

Vittime del dovere, vittime della negligenza e della noncuranza. I loro nomi per noi sono e saranno un segno indelebile d’ora in poi e per sempre. Idealmente i loro nomi saranno sempre i primi firmatari di ogni legittima rivendicazione degli operatori sanitari.
“Dignità e rispetto” –continua Carbone- così recitavano alcuni dei tanti cartelli affissi dagli operatori sanitari in protesta di fronte al palazzo della Regione in ogni parte d’Italia. Migliaia di manifestanti si sono ritrovati in piazza per puntare ancora una volta i riflettori sulla difficile situazione che stanno vivendo in un abbandono continuo a se stessi. Dopo la fase calda dell’emergenza Covid, le istituzioni si sono dimenticate di loro, motivo per cui per alcuni minuti gli operatori sanitari, in segno di protesta, si sono voltati di spalle nei confronti del palazzo della Regione alzando in cielo i cartelli con scritto “Rispetto per gli operatori sanitari”.

Molti i professionisti sanitari e socio-sanitari che si sono ammalati, tantissimi quelli deceduti, ma al governo e alle regioni non bastano i decessi, non bastano le migliaia di operatori in quarantena perché infetti dal Covid-19, serve molto di più per convincerli a dare spazio e riconoscimenti a chi ha mantenuto l’Italia e gli Italiani in piedi durante tutta la fase pandemica.

E’ questa la dimostrazione-denuncia Carbone- che la politica ha solo utilizzato gli operatori della sanità durante la pandemia da Covid-19, gettandoli in pasta al virus senza armi e senza scudi, in una dura trincea senza ritorno, e pronti a dare la solita patacca di medaglia al valore chiamandoli “eroi” dimenticando che sono, prima di tutto, “professionisti”.

Tali dovevano essere considerati, in particolare modo dalle regioni, con un bonus Covid-19 economicamente consistente e premiante per tutti. Ma ciò non è avvenuto. Una miserevole e vergognosa premialità con una media di 5 euro lordi ad ora e solo nel 50 per cento delle regioni.

Ma in questa prima manifestazione-ricorda il leader della FIALS-le migliaia di operatori sanitari presenti, hanno manifestato anche per chiedere le assunzioni e l’uscita dal precariato, le stabilizzazioni, per ottenere le mobilità interregionali, più sicurezza di un nuovo e diverso contratto nazionale.
Sono state queste le dimostranze e richieste riferite ai diversi governatori che hanno ricevuto le delegazioni FIALS assumendo impegni per la valorizzazione dei professionisti della salute.

Basta applausi e pacche sulle spalle ora è tempo di restituire dignità ai professionisti della salute, chiediamo di essere protagonisti della politica sanitaria di rilancio-é la richiesta espressa da Carbone-all’Italia serve un gigantesco piano straordinario di investimenti strutturali in sanità che passi dalla valorizzazione degli stessi operatori sanitari, convinti della possibilità di accedere direttamente a una quota significativa Recovery Fund o alle risorse del “MES”.

Chiediamo di essere messi nelle condizioni di farlo, dialogando costantemente.
Esistono oggi tutte le condizioni affinché si determini un rinnovo contrattuale in sanità in un crescendo costante di acquisizione di diritti, verso la valorizzazione professionale di ciascun profilo.

Per questo-conclude Carbone- nel ringraziare tutti i segretari regionali e provinciali dell’ organizzazione e ogni singolo partecipante alla prima manifestazione del 25 giugno della maratona FIALS, auspico che il nostro messaggio arrivi non solo al tessuto sociale, ma anche e soprattutto agli organi di governo e regionali e, come ha affermato più volte ieri il Presidente della Repubblica Mattarella,‘’ riflettere sugli errori da non ripetere mai più’’.
Noi non ci siamo posti domande, abbiamo dato il massimo e anche di più, il personale sanitario non si è tirato indietro, la classe politica, il governo e le regioni facciano altrettanto.