FIALS bacchetta Giulia Grillo: ci sono anche Infermieri e Professionisti Sanitari

FIALS bacchetta Giulia Grillo: ci sono anche Infermieri e Professionisti Sanitari.
FIALS bacchetta Giulia Grillo: ci sono anche Infermieri e Professionisti Sanitari.

Dura presa di posizione della Federazione Italiana Autonomie Locali e Sanità (FIALS) nei confronti del ministro della salute Giulia Grillo (M5S) rea di far troppi annunci e nessuna azione concreta. A scendere in campo è direttamente il segretario generale Giuseppe Carbone alla vigilia del consiglio nazionale del suo sindacato, previsto a Riccione (RN) dal 13 al 15 settembre 2018.

Carbone parla apertamente di una sudditanza del Ministro del Movimento 5 Stelle nei confronti dei sindacati medici. Allo stesso modo fa capire a chiare lettere che la Grillo continua ad ignorare volutamente le istanze di Infermieri, Oss e Professionisti Sanitari non medici.

“Ci eravamo illusi, sentendo le Sue dichiarazioni di insediamento, che con la Ministro Giulia Grillo si aprisse una nuova fase di relazioni sindacali dopo il periodo negativo con il precedente Ministro, ma a tutt’ora abbiamo prove del contrario – spiega ad AssoCareNews.it il segretario Carbone – da sempre, anche prima del Ministro Lorenzin, il Ministero della Salute aveva puntualmente sviluppato una positiva politica di relazioni con le Confederazioni Sindacali, con le Federazioni di Categoria della Sanità e non solo con quelle dei Medici.

Invece la storia si ripete, l’unico interlocutore sinora del Ministero della Salute, spiega Carbone, resta il sindacalismo medico e l’unico problema che si pone all’attenzione è la presunta carenza di medici che si profilerebbe con i prossimi pensionamenti.

“Lungi da noi negare che il problema esiste, ma va correttamente inquadrato per capire dove vi sarebbe carenza, quali soluzioni a breve e a medio termine adottare – aggiunge il segretario generale della FIALS – Innanzitutto è bene ricordare che l’attuale sotto-consistenza numerica medica è il frutto di quella che la FNOMCEO definiva pletora medica; la stessa invitava i giovani a non iscriversi più ai corsi di laurea in medicina e chirurgia; ora si grida alla catastrofe nonostante che, comunque vada, l’Italia è tra gli Stati Europei con il maggiore rapporto numerico tra medico e cittadino ed il peggiore rapporto numerico tra medico e infermiere”.

Inoltre il nuovo quadro epidemiologico, caratterizzato da un’espansione della cronicità, quello demografico per la crescita esponenziale degli ultrasettantenni e la nuova strategia che, ridimensionando l’intervento ospedaliero, valorizza e potenzia il sistema delle cure primarie territoriali dovrebbe mettere al centro non sola la formazione del medico e delle altre professioni sanitarie ancora centrate sulle cure ospedaliere e residuali quelle distrettuali ma riconsiderare le scelte di implementare le competenze degli infermieri e delle altre professioni sanitarie sollevando le professioni mediche da alcune competenze, come positivamente sviluppato in molti Stati e in alcune Regioni italiane.

“Siamo convinti che l’istituzione dell’Infermiere di Famiglia possa agevolare l’azione di cura e di assistenza anche dei Medici di base – aggiunge Carbone – e questo in Piemonte, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Toscana e ovunque ce ne sia reale bisogno. Allo stesso modo potrebbe essere utile l’istituzione degli Ambulatori Infermieristici pubblici, lo sdoganamento dello Psicologo di Famiglia, la realizzazioni della Rete dei Professionisti della riabilitazione e il rilancio dei Dipartimenti di Prevenzione”.

Per questi motivi l’attivazione dei confronti sull’articolo 22 del Patto per la Salute avviati dal Ministero della Salute con le sole rappresentanze mediche e della dirigenza sanitaria è quanto mai riduttivo come politicamente e funzionalmente errato. 

“Se mancano i Medici, in quale corretta dimensione numerica è da verificare, – afferma il Segretario Generale della FIALS – da ieri mancano anche gli Infermieri, i Professionisti Sanitari, gli Operatori Socio Sanitari e gli Assistenti Sociali. Per questo rinnoviamo la richiesta di dar corso ad un tavolo di confronto del Ministero e delle Regioni con tutti i sindacati rappresentativi del comparto sanità sulle questioni emergenti e di prospettiva di tutto il personale del SSN da articolare sia in forma unitaria che in momenti distinti tra dirigenza medica e sanitaria e personale dei c.d. livelli. Infine si ricorda che nelle corrette scelte strategiche per soddisfare i nuovi e vecchi bisogni di salute hanno la medesima valenza la valorizzazione delle professioni mediche e quella delle altre professioni sanitarie, prevedendo la loro implementazione delle competenze: a tal fine il nuovo CCNL del Comparto della Sanità ha istituito gli incarichi di esperto e di specialista ma per realizzare quest’ultimo lo Stato è inadempiente dal 1994 con il varo dei nuovi profili che prevedevano la formazione complementare e la legge 43/06 che prevedevano i nuovi master specialistici…. mai attuato ed incagliato nelle secche dell’Osservatorio delle professioni sanitarie presso il Miur da anni…ci aspettiamo un Suo rapido intervento per sbloccare questa incresciosa situazione e dar corso, finalmente, alla nuova era degli infermieri e delle altre professioni sanitarie specialisti, come prevede la legge. Come, altrettanto, ci aspettiamo un Suo intervento autorevole nella emananda legge di bilancio 2018 per lo stanziamento delle risorse economiche per il rinnovo del CCNL 2019-2021 per tutto il personale del Servizio Sanitario Nazionale. Tanto più che il Suo collega Ministro del Lavoro Luigi Di Maio, in una recente trasmissione su LA7 ha dichiarato che gli infermieri guadagnano troppo poco, lavoreremo per dare loro stipendi orgogliosi. Sicuramente si riferiva anche alle altre professioni sanitarie ed operatori tutti della sanità”.

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