Infermieri e Professionisti Sanitari chiedono gli 8 giorni per la formazione facoltativa.
Infermieri e Professionisti Sanitari chiedono gli 8 giorni per la formazione facoltativa.
Pubblicità

Sono state sospese tutte le ferie a Infermieri, Ostetriche, OSS e Professioni Sanitarie. Il segretario territoriale della FIALS di Imola, Stefano De Pandis, sul piede di guerra: “diffidiamo l’Ausl”.

Il segretario territoriale della FIALS del Circondario Imolese, Stefano De Pandis, scende nuovamente in campo per chiedere il ripristino delle ferie per Infermieri, Ostetriche, OSS, Professioni Sanitarie e per tutti gli operatori dell’AUSL di Imola. Le stesse sono stato sospese per far fronte all’Emergenza Coronavirus.

Tale decisione, però, sarebbe in antitesi con quanto chiesto dal Ministro della Salute Roberto Speranza (favorire il riposo e il distacco dal luogo di lavoro per non incorrere in casi di stress o burnout lavoro-correlati) e con i diritti dei lavoratori e gli obblighi del datore.

De Pandis scrive alla Regione Emilia Romagna e ai vertici sanitari e amministrativi dell’Azienda Unità Sanitaria Locale imolese. Vediamo cosa chiede nel dettaglio.

Ecco la lettera di De Pandis (FIALS) con cui chiede il ripristino delle ferie per Infermieri, Ostetriche, OSS, Professioni Sanitarie e per tutti gli operatori dell’AUSL di Imola.

Spettabile

  • Assessorato alla Sanità Regione E.R.
  • Direzione Generale USL Imola
  • Direzione Infermieristica e Tecnica
  • Direzione Amministrativa
  • Relazioni Sindacali

E p.c.

  • Dipendenti Ausl Imola
  • Organi di Stampa
  • Studio Legale Fials

Oggetto: Diffida blocco ferie come disposto da vostra nota protocollo AS_B066 del 20/11/2020.

Spettabili in indirizzo, la scrivente, in nome e per conto dei propri iscritti e dei dipendenti tutti, chiede immediata rettifica in merito alla sospensione dei congedi ordinari, emessa a mezzo nota protocollo n° AS_B066 del 20/11/2020.

Si tratta di una disposizione coercitiva assurda, emanata in base a non si sa bene quale autorità, che va a cancellare non solo le ferie, non solo ore di recupero per gli straordinari ma anche le ore dei riposi compensativi che sono vitali per non mandare in burnout il personale. Il sindacato chiede un immediato intervento dell’assessorato regionale alla Sanità per rimediare a questa ennesima assurdità e, soprattutto che a partire da oggi vengano riconosciute le prestazioni aggiuntive visto che, con la nuova direttiva, ogni azienda in pratica vi fa sempre ricorso. La verità è che nessuna azione strutturale è stata realizzata preventivamente, ma si rincorre cambiando le carte in tavola di giorno in giorno generando confusione ed inadeguatezza negli operatori. Non è stato integrato adeguatamente il personale infermieristico e di supporto che versava già in gravissima condizione di carenza prima dell’emergenza, il quale migra facilmente verso altre realtà presentando senza remore le dimissioni.

Vietare al personale sanitario di fruire di qualche giorno di riposo, utile, magari, a “staccare la spina”, è la chiara ammissione di come gli organici siano ridotti, da anni, al lumicino. E’ la netta affermazione del fallimento del sistema sanitario regionalizzato. E’ assurdo pensare che Infermieri, Medici, Operatori Sociosanitari, Tecnici di Radiologia e di Laboratorio, impegnati da mesi nella lotta al Covid-19, vengano ancora una volta penalizzati, dovendo forzatamente rinunciare anche alle ferie, permessi e congedi istituiti per legge, non basta il rischio di contrarre l’infezione, che i professionisti sanitari, all’occorrenza “eroi”, affrontano nelle corsie, combattendo il nemico invisibile, spesso con pochi DPI a disposizione da centellinare, ora ci si mette anche il datore di lavoro, ad appesantire la situazione e senza nemmeno informare i rappresentanti dei lavoratori.

Oltre alla revoca della disposizione, chiediamo anche il riconoscimento della indennità di “malattie infettive” e l’utilizzo di risorse aggiuntive per i turni prestati in eccedenza e la loro immediata liquidazione. E’ necessario soprattutto l’adeguamento definitivo degli organici e non assunzioni con contratti a termine. Il tempo degli “eroi” è finito, il personale sanitario desidera essere riconosciuto e trattato da professionista.

E’ comprensibile la grande difficoltà di gestire una emergenza come quella in atto, nessuno vuole polemizzare, e tanto meno offrire il fianco a interpretazioni politiche che non ci interessano; ci interessa, dove possibile, il benessere dei colleghi e dei cittadini. Consapevoli dell’emergenza sanitaria in corso, non possiamo di certo tollerare il metodo militaresco, perentorio e unilaterale, utilizzato da chi dovrebbe dare risposte di tutela non certo di privazione dei diritti. Agli Infermieri agli OSS e a tutto il Personale del Comparto deve andare il massimo rispetto, mai e poi mai si potrà accettare che le lavoratrici e i lavoratori vengano privati di un diritto necessario a riacquistare un benessere psicofisico sempre più minato dai precari equilibri organizzativi. Per quanto esposto, considerati anche i reali rischi di Burnout si rispedisce al mittente tale disposizione, con richiesta immediata del ripristino del diritto alle ferie. In difetto a quanto richiesto, la scrivente Organizzazione Sindacale non esiterà a mettere in atto tutte le forme di tutela anche con forme eclatanti di rivendicazione, affinché un diritto Costituzionalmente dovuto non venga negato.

Cordiali Saluti

Dott. Stefano De Pandis
Segretario Territoriale Fials Circondario Imolese