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Gli Italiani sono stanchi di provvedimenti disomogenei del Governo per contrastare l’Emergenza Coronavirus. Tra zone gialle, arancioni e rosse è il caos più totale. La gente non sa più quando e dove muoversi.

Gli Italiani sono nel pallone più totale e a livello nazionale, dal Nord al Sud, passando per il Centro e per le Isole, hanno iniziato a non rispettare più alcuna regola. Ieri e oggi l’Italia era ed è in zona rossa, ma la popolazione continua a non rispettare i divieti di assembramento e continua a fare la vita di sempre, seppur facendo attenzione a quei pochi propinatori della Legge che potrebbero impartire multe spesso anche salate.

L’Emergenza Coronavirus all’italia fa sorridere gli Stati europei e del mondo. L’invenzione delle zone colorate (bianche, gialle, arancio e rosse) hanno aggiunto confusione a confusione e ognuno fa come gli pare, con il Governo e le Istituzioni che fanno appelli che puntualmente non vengono rispettati.

Così accade che nel giorno dell’Epifania i casi di decessi e di nuovi contagiati dal Coronavirus non si sono abbassati come si desiderava, ma, anzi, sono lievitati fino a soglie che oggi fanno paura e che hanno già indotto stati come l’Inghilterra, la Germania e la Francia a sancire loco-down rigidi per evitare il peggio.

La terza fase della Pandemia è alle porte, ma il Governo italiano, impegnato a risolvere la sua crisi politica interna, si presenta alla popolazione diviso, frammentato e più confuso di prima. Giuseppe Conte è sempre più un premier dimezzato, che spera di tirare a campare ancora un po’ in attesa dell’eventuale incarico Ter. Il ministro della salute Roberto Speranza è praticamente inesistente, mentre ogni tanto provano ad alzare la voce i ministri dell’Interno Luciana Lamorgese e degli Affari Regionali Francesco Boccia.

Insomma un guazzabuglio che non ci voleva e che restituisce nella sua gravità tutta l’incapacità politica e di governo di improvvisatori al potere (maggioranza e opposizione).

Intanto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato in serata il decreto legge con misure anti-covid approvate dal consiglio dei ministri di lunedì notte. Di certo, o quasi, c’è solo il periodo fino al 15 gennaio, data di scadenza del Dpcm in vigore.

Poi nella gestione della Pandemia da Coronavirus e della libertà di movimento degli italiani ci vorranno nuove disposizioni del Governo. Fino alla scadenza dello stato d’emergenza il 31 gennaio, che potrà essere rinnovato ancora per sei mesi per arrivare al 31 luglio.

Fino a domenica 10 gennaio, infatti, varranno le stesse regole per tutta Italia, seppur diverse giorno per giorno, mentre da lunedì si ritornerà alle zone di colore, che cambieranno in ogni regione dopo il nuovo monitoraggio.

Bisognerà quindi aspettare venerdì prossimo 8 gennaio per conoscere le decisioni del ministro della Salute Roberto Speranza in base ai dati del contagio che attribuiranno i colori alle regioni (rosso, arancione e giallo).

I parametri di valutazione cambieranno in senso più restrittivo: per passare da giallo ad arancione ci vorrà un indice di contagio Rt di 1 (prima era 1,25) e per la zona rossa Rt a 1,25 e non più a 1,50.

  • Il 6 gennaio, giorno dell’Epifania, ancora zona rossa con divieto di spostamento se non per motivi di necessità, salute e lavoro, per ricongiungimenti familiari o per fare visita ad amici o parenti una sola volta al giorno, con autocertificazione. Previste tutte le altre disposizioni del massimo livello di contenimento che abbiamo imparato a conoscere in questi 10 mesi.
  • Giovedi 7 e venerdi 8 gennaio il Paese torna in giallo, ma con divieto di spostamento tra regioni, salvo i consueti casi previsti. Ci si potrà muovere all’interno della propria regione. Coprifuoco sempre dalle 22 alle 5 dell’indomani. Bar e ristoranti potranno riaprire in quei due giorni fino alle ore 18, poi solo asporto fino alle 22 e consegna a casa. Negozi aperti fino alle 20, via libera anche ai centri commerciali.
  • Sabato 9 e domenica 10 l’Italia tornerà arancione, e si prevede che sia così per tutto gennaio, ogni weekend. Vietato muoversi da regione e da comune, tranne le consuete eccezioni anche per centri con meno di 5 mila abitanti (in un raggio di 30 chilometri), sempre con autocertificazione. Bar e ristoranti aperti, ma solo per asporto (fino alle 22) e consegna a domicilio. Negozi aperti, centri commerciali chiusi.
  • Da lunedì 11 a venerdì 15 gennaio si entra in una fase al momento senza certezze, dipenderà dalla divisione in fasce di colore. Saranno in ogni caso vietati gli spostamenti tra regioni, anche gialle. Nelle zone rosse la deroga agli spostamenti per due persone per andare a trovare amici o familiari è limitata al comune e non più alla regione come nelle feste di Natale.

In generale per la seconda metà di gennaio si valuteranno i dati del contagio per le restrizioni.

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