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Elezioni Regionali 2020: Federica Benifei, un’ostetrica per la Toscana.

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Elezioni Regione Toscana 2020: Federica Benifei è il nome giusto per il consiglio regionale.

Federica, ostetrica impegnata nella politica toscana. Cosa ti spinge a candidarti alle elezioni regionali 2020?

Come prima cosa, la voglia di fare. 

Quest’occasione per me rappresenta una sfida importante.

Quando la comunità giovanile mi ha chiesto di candidarmi, ho capito che era l’ora di mettermi in gioco. Si parla sempre di un disinteresse da parte dei giovani della politica, ma non è vero. Voglio essere espressione del mondo giovanile, ma non solo: voglio anche essere la giovane donna che affronta i temi, che nel futuro toccheranno proprio la mia generazione.

Quindi ora tocca a noi. Il mio compito è quello di riavvicinare le persone alla politica, al voto. È quello di far capire a tutti che c’è la possibilità di influire nelle scelte decisionali, e che non tutto è così perché già deciso. Questo dimostra, secondo me, anche la voglia del Partito di rinnovarsi, sia come temi che come persone. E di questo ne sono felice.

Noi ostetriche siamo da sempre definite come “le levatrici”, e anche quando alcuni giornali hanno usato queste parole nei miei confronti non nascondo che non mi è dispiaciuta l’idea di essere vista come la figura che si prende cura, oltre che delle donne, anche della regione.

Quali sono i punti del programma che senti più tuoi, in cui pensi di poter dare quel qualcosa in più?

I temi centrali della mia campagna sono il lavoro e la sanità, temi fondamentali per la nostra città e per il nostro territorio.  

La mia vorrei che fosse la politica delle cose concrete. Gli slogan aiutano nella propaganda, ma poi non danno concretezza. 

Insieme al mio comitato stiamo lavorando a due proposte che porterò in consiglio se eletta: un progetto che aiuti i giovani della costa toscana nel duro processo di transizione dagli studi al lavoro, qualcosa di concreto che riesca a cogliere le peculiarità del singolo e lo indirizzi, in collaborazione con i datori di lavoro e con gli imprenditori, sulla strada più adatta.

L’altro progetto a cui tengo molto, da sanitaria, è che il modello intrapreso come sperimentale nella nostra regione, quello della figura dell’infermiere e dell’ostetrica di famiglia e di comunità, sia implementato e divenga un modello assistenziale strutturato. Abbiamo visto, in questo periodo, che è necessario coadiuvare i medici di famiglia nella presa in carico del paziente: e noi siamo le figure più adatte. Questo nasce da una considerazione importante: per troppo tempo la politica si è occupata dei contenitori, degli ospedali intese come strutture, ma poco di ciò che era al loro interno, o ancora più importante, intorno. Credo fortemente nella centralità della sanità pubblica e territoriale, nella necessità di un sistema orientato alla comunità, capace di dare continuità nelle cure e presa in carico dell’individuo per migliorare la qualità di vita. 

Questi sono i miei obiettivi, per una Toscana giovane, moderna ed efficiente.

Una professionista sanitaria per prendersi cura della comunità. Cosa pensi che manchi oggigiorno al tessuto sociosanitario toscano?

Come dicevo, l’idea di colei che non cura ma che si prende cura anche della regione, non è una figura che mi dispiace.

Si avvicina molto alla mia idea di politica concreta. Dobbiamo iniziare a pensare alla politica come ad un collegamento. Tra gli esperti, i professionisti, i lavoratori, e i progetti. 

La nostra regione vanta sicuramente, a differenza di altre, di un tessuto sociale molto fitto, cosa che permette una valutazione ad ampio raggio di ogni tema. 

Pensate come sarebbe bello se per costruire un ospedale, oltre all’idea dei politici e dei dirigenti, si chiedesse l’opinione anche degli altri sanitari, degli operatori del volontariato, delle associazioni che lavorano all’interno, ma anche di chi vive l’ospedale. Sarebbe veramente l’ospedale di tutti. 

E così, come per l’ospedale, e per il resto, mi immagino la mia Regione. 

Una Toscana che valorizzi le associazioni, il terzo settore, il volontariato. Perché è il nostro motore propulsivo. 

Nel periodo di lock-down abbiamo capito tanto del nostro territorio, dall’importanza della sanità pubblica, all’importanza degli operatori volontari sia sanitari, che sociali, che di protezione civile. La loro valorizzazione, l’ascolto delle loro esigenze, deve essere fondamentale per una Regione che vuole ripartire con la giusta spinta. 

Ringraziamo Federica e le auguriamo di sedersi in Consiglio Regionali per i prossimi 5 anni (e anche più!).

Dott. Marco Tapinassi
Dott. Marco Tapinassi
Vice-Direttore e Giornalista iscritto all'albo. Collaboro con diverse testate e quotidiani online ed ho all'attivo oltre 5000 articoli pubblicati. Studio la lingua albanese, sono un divoratore di serie tv e amo il cinema. Non perdo nemmeno un tè con il mio bianconiglio.
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