Matteo Salvini: Europa ci permetta di assumere Medici, Infermieri e Professionisti Sanitari.

Matteo Salvini: Europa ci permetta di assumere Medici, Infermieri e Professionisti Sanitari.

Risultati votazioni per il parlamento europe: Lega, Movimento 5 Stelle e PD come se la sono cavata?

Elezioni 2019, lo scrutinio delinea vincitori e vinti: ecco la situazione politica in Italia, tra conferme (poche) e novità (molte). Matteo Salvini poco fa ha ricordato in Conferenza Stampa che l’Europa ora deve permettere all’Italia di assumere Infermieri, Medici, Professionisti Sanitari e OSS, perché non è più possibile andare oltre nell’interesse del Cittadino. Il Sistema Sanitario Nazionale, secondo il leader della Lega, rischia il collasso e alla nazione servono i fondi per difendere chi sta male.

I risultati già parzialmente svelati dagli exit poll, delineano conferme e novità rispetto sia alle ultime elezioni europee sia alle elezioni per il parlamento 2018. Salvini vince su tutti e da solo.

Le elezioni europee 2014 nacquero nel pieno dell’era Renziana del PD e degli 80 euro in busta paga per migliaia di italiani. I risultati videro anche l’inizio dell’ascesa del Movimento 5 Stelle, che da schiera di opposizione si propose per la prima vera volta al suo elettorato sfidando i grandi colossi partitici.

PD – 40,8%

M5S – 21,2%

LEGA – 6,2%

FORZA ITALIA – 16,8%

FRATELLI D’ITALIA – 3,7%

Quattro anni dopo, le elezioni politiche del 2018 videro un nuovo assetto politico: a centrosinistra il crollo del Partito Democratico favorì la rinascita del centrodestra, che come coalizione superò il 39%. La Lega, rinata sotto il comando del proprio capitano Matteo Salvini, superò Forza Italia e diventò il primo partito della coalizione. Il Movimento 5 Stelle diventò il primo partito italiano. Questi risultati dettero vita al Governo Conte, figlio dell’accordo tra i due veri vincitori delle elezioni: m5s e lega. Questi i risultati dello spoglio del 2018.

PD – 19%

M5S – 32,7%

LEGA – 17,4%

FORZA ITALIA – 14%

FRATELLI D’ITALIA – 4,4%

Elezioni Europee 2019

Le elezioni arrivano ad un anno scarso di Governo Lega – M5S. Un anno che ha visto cambiamenti, contestati e apprezzati a seconda dell’opinione ma innegabilmente impattanti sull’opinione elettorale: sblocco assunzioni pubbliche, quota 100, chiusura dei porti e politica internazionale rivoluzionata, sussidio di cittadinanza e altro.

Si è votato dall 07.00 alle 23.00, con un’affluenza del 56%: inferiore a cinque anni fa (58% circa) e commentata dal panorama giornalistico come deludente.

Rispetto ai risultati ricordiamo che per accaparrarsi i seggi al parlamento europeo occorre superare il 4%.

Gli scrutini vedono vincente Lega che diventa il 1° partito italiano. I numeri cambiano gli equilibri nel governo con il Movimento 5 Stelle che registra una perdita consistente di voti e viene superato dal Partito Democratico. Sprofonda Forza Italia che in tantissime circoscrizioni viene superato, seppur di misura, da Fratelli d’Italia che invece può dirsi in leggero guadagno rispetto le aspettative. Delusione +Europa che in tanti davano possibilmente sopra il 5%.

Con i dati degli ultimissimi seggi ancora da elaborare, ecco i risultati quasi definitivi!

LEGA – 34,35 %

PD – 22,75%

M5S – 17,05 %

FORZA ITALIA – 8,75 %

FRATELLI D’ITALIA – 6,45 %

+EUROPA/ITALIA IN COMUNE/PDE ITALIA – 3,10 %

EUROPA VERDE – 2,30 %

altri 4% circa

Cambiano, come abbiamo detto, gli equilibri interni alla coalizione di Governo Lega – M5S passando da un governo gialloverde a un governo verdegiallo. Occorre però, analizzando in un’ottica più ampia, sottolineare come i due partiti riescano comunque a registrare il voto della metà dei votanti. Da bravi amici si sono spartite le circoscrizioni italiane: Nord Ovest, Nord Est e Centro alla Lega. Sud e Insulare ai Pentastellati. Decisamente più convincente la Lega, capace di insediare anche circoscrizioni storicamente meno attratte dalla brigata Salvini. Al contrario i 5 stelle continuano a non riuscire ad attrarre il voto della popolazione del centro-nord italiano e soffrono probabilmente del forte picco di astensionismo del sud e isole. Appare necessaria una riflessione nel movimento, dopo aver dimezzato i voti rispetto alle politiche.

Il Partito Democratico, che ha fatto trapelare attraverso alcuni suoi rappresentanti una certa soddisfazione, migliora i propri valori rispetto al tonfo delle politiche 2018 ma è ancora molto lontana dal proporsi come principale partito. Anche perchè i numeri sono tutt’altro che costanti: le grandi roccaforti locali hanno regalato percentuali anche oltre il 55%. Ma bruciano i testa a testa con il carroccio a livello regionale in Toscana e in Emilia Romagna, da sempre regioni rosse. La squadra del segretario Zingaretti, già comunque in grado di ricompattare nel gruppo i dissidenti antirenziani, dovrà lavorare ancora molto se vorrà tornare ai numeri di qualche anno fa.

Nonostante il risultato al di sotto del 7%, Fratelli d’Italia è uno dei vincitori assoluti in ottica di strategia e posizionamento politico. Secondo partito dopo la Lega per crescita rispetto alle precedenti elezioni, riesce a ottenere numeri che mettono in profonda crisi Forza Italia: attualmente appare possibile tagliare fuori il partito di Berlusconi per sperare di raggiungere in coalizione con Salvini il famoso 40% utile per riuscire a governare in coalizione.

 

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