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Nursing Up, Decreto Maggio: occorre più coraggio da parte del Governo. De Palma: «Ridicola la cifra di 500 milioni in più per la Sanità». Il sindacato degli Infermieri in rivolta.

Delusione, amarezza: ma soprattutto consapevolezza di ritrovarsi da soli a combattere. Come quel famoso personaggio della letteratura che lottava contro i mulini a vento. Preoccupazione per l’immediato futuro di una categoria da troppo tempo esposta a orari di lavoro massacranti, che non fanno certo il paio con la necessaria tutela della dignità di chi ogni giorno, in questo momento più che mai, sta rischiando sulla propria pelle per difendere la salute pubblica.

Sono questi i sentimenti con cui i vertici del Nursing Up, il Sindacato degli Infermieri italiani, nella persona del Presidente Nazionale Antonio De Palma, commentano la discussione in atto sul tavolo del Governo circa lo stanziamento di nuovi fondi a favore della sanità, che dai 2,5 miliardi originariamente previsti, dovrebbero salire a 3 miliardi per gli ospedali Covid e per fronteggiare l’emergenza pandemia ancora in atto.

«Troppo poco, commenta a caldo insoddisfatto, il Presidente De Palma, eppure è sotto gli occhi di tutti il modo palese e preoccupante in cui, in due mesi di covid19, sono emerse le debolezze del nostro servizio sanitario. Il virus ha messo a nudo ancora di più le carenze di personale, la mancanza di strumentazioni adeguate per fronteggiare le crisi come questa, il numero non sufficiente di posti letto. E cosa fa il Governo di fronte a tutta questa situazione? Ignora palesemente che senza lo stanziamento di fondi adeguati non si potrà uscire dal tunnel. Non vedremo la luce noi operatori del settore: e tutto questo a discapito dei malati».

De Palma entra nel merito delle défaillance di un sistema sanitario che avrebbe bisogno di essere ridisegnato con cura e investimenti adeguati. «Scarsi investimenti nell’assistenza territoriale, eccessiva decentralizzazione, scandalosi ritardi, strutture e macchinari come detto ridotte all’osso e inadeguate, politiche sul personale irresponsabili, miopi e limitate. Per non parlare poi dello scandalo di una assistenza infermieristica territoriale praticamente inesistente in un paese che, secondo i dati OCSE ci colloca ai primi post in Europa per l’elevata età dei propri cittadini». Il Presidente del Nursing Up rincara la dose: «Come sindacato di infermieri, in questi difficili giorni di emergenza, stiamo ricevendo numerose richieste di assistenza da parte di colleghi che hanno subito gravi conseguenze, di salute ed economiche, durante i tragici momenti vissuti in trincea, in prima linea, nella dura battaglia contro il Covid19, proprio a causa dei ritardi e delle pessime modalità di gestione organizzativa di questa terribile emergenza. Tutto questo comporterà azioni giudiziarie su tutto il territorio nazionale e ci saranno, come diretta conseguenza, ingenti costi da sostenere ai quali è bene che il Governo pensi sin da ora. Ricordiamo che Nursing Up sta presentando numerosi esposti alla magistratura su tutto il territorio nazionale per l’accertamento delle responsabilità legate alla grave disorganizzazione ed alle carenze nelle quali ci siamo imbattuti in questo drammatico periodo».

Il Presidente De Palma non nasconde la rabbia per una situazione dove l’impegno, il cuore, la professionalità, profuse sul campo dagli infermieri, non trovano riscontro da parte delle istituzioni. «Gridano vendetta oggi le centinaia di operatori sanitari che ci hanno rimesso la vita, sottolinea il numero uno del Nursing Up. I nostri infermieri, i medici e gli altri operatori sanitari: sono davvero troppi quelli che ci hanno lasciati, quelli che si sono immolati sull’altare della disorganizzazione e dell’austerity. Occorre, adesso più che mai, una svolta vera, serve dare linfa vitale al SSN ed agli operatori sanitari che con il loro lavoro lo sostengono». De Palma invoca allora interventi immediati a partire dai prossimi giorni: «Mai più morti sul lavoro nel mondo della sanità: per il 12 di maggio, in coincidenza con la giornata internazionale dell’infermiere, stiamo organizzando una conferenza nazionale che si terrà per via informatica, considerata l’emergenza e il divieto di assembramento, ed alla quale parteciperanno gli operatori sanitari per testimoniare le loro difficili esperienze dirette e delineare i fondamenti delle azioni concrete da intraprendere per il futuro. Abbiamo voluto realizzarla attraverso un incontro virtuale nella città di Torino, da dove sarà gestito tecnicamente l’evento, per ospitare i colleghi di tutte le altre realtà italiane , tutti insieme per testimoniare il proprio passato recente e per essere protagonisti del proprio futuro. Ognuno di noi dovrà ascoltare le voci di chi ha vissuto e sta vivendo l’esperienza coronavirus. Il nostro essere infermieri non è certo iniziato con la pandemia: da sempre combattiamo per la salute dei pazienti, ma da troppo tempo, purtroppo, lamentiamo scarsa considerazione nei confronti della nostra categoria di lavoratori».

De Palma guarda al futuro e cerca di trasmettere anche propositi costruttivi, affinché il lavoro di un sindacato non sia solo quello di denunciare ma anche di contribuire, con la forza delle idee, alla ricostruzione, cancellando quello che non funziona. «Vogliamo essere protagonisti ed entrare a pieno titolo nelle dinamiche di ripensamento dell’attuale SSN, dice De Palma, siamo tecnici del settore e ne abbiamo le competenze e le capacità. Quindi è necessario ripensare l’attuale sistema e finanziarlo integralmente, anche avendo il coraggio di tornare sui propri passi, approfondendo, perché no, quelli che erano i precetti fondamentali del sistema universale delineato dalla legge 833. Il Covid 19 ci ha insegnato che in sanità il federalismo non paga, che crea diseguaglianze e che non è in grado di dare una risposta efficiente ed efficace ai momenti di emergenza. La salute dei cittadini, afferma De Palma, rappresenta da sempre uno dei presupposti costituzionali fondamentali, non la si può coinvolgere in politiche aziendalistiche esasperate come fosse una banale industria , perché la sanità è vita, e se c’è vita c’è lavoro», conclude preoccupato il Presidente del sindacato degli infermieri.