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Emergenza Coronavirus. Appello della FIALS di Ferrara alle aziende sanitarie del circondario: “serve 
protezione per Medici, Infermieri, OSS, Ostetriche, Professioni Sanitarie 
e assunzioni immediate di operatori”.

La FIALS di Ferrara scrive al presidente del consiglio Giuseppe Conte, al governatore dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini, e ai direttori dell’ASSR Emilia Romagna e a tutti i direttori delle aziende sanitarie pubbliche e private del circondario ferrarese. Con la missiva la segretaria provinciale Mirella Boschetti chiede espressamente di dotare Medici, Infermieri, OSS, Ostetriche, Professioni Sanitarie dei dispositivi di protezione adatti a combattere il Coronavirus e assunzioni immediate per affrontare la guerra al COVID-19.

Il contenuto della missiva di Mirella Boschetti, segretaria provinciale FIALS Ferrara.

La FIALS, in merito all’emergenza CORONAVIRUS COVID 19, con proprie note 
del 26 febbraio, del 3, del 6 e del 10 marzo 2020 chiedeva interventi atti a garantire la sicurezza dei professionisti di tutti i servizi sanitari e socioassistenziali delle aziende pubbliche e delle strutture private, infermieri, OSS, medici, autisti di ambulanza, tecnici di radiologia, della riabilitazione, di laboratorio, ostetriche, ecc. durante lo svolgimento delle proprie funzioni, mediante la fornitura dei dispositivi di protezione, delle attrezzature, della formazione ed informazione necessari, per svolgere in tranquillità le loro attività di assistenza, di cura, di diagnosi, ecc.

Le aziende sanitarie hanno disposto, a fine febbraio, indicazioni operative che avrebbero dovuto chiarire come dovrebbero essere utilizzate al meglio tali dispositivi.
Di fatto, stante le numerose segnalazioni pervenute a questa organizzazione sindacale da parte degli operatori coinvolti, sia dalle strutture private che pubbliche, pare che siano in atto vere e proprie misure restrittive, pare si stiano centellinando, sia le mascherine chirurgiche che i dispositivi di protezione filtranti FP2 FP3, fino ai casi diffusi in cui si fornisce una sola mascherina chirurgica per operatore, per turno (di notte il turno è di 10/11 ore), sottostimando, ad avviso della scrivente, le possibilità di contaminazione/imbrattamento di tali dispositivi durante le fasi di assistenza o di attività diagnostica terapeutica e riabilitativa che impongono distanze minime tra operatore e paziente.

Quello che poteva valere un mese fa è ormai obsoleto, i pazienti, in questa emergenza, dovrebbero essere trattati tutti come potenzialmente infetti, perché il problema non sono solamente i sintomatici ed i casi conclamati, ma anche gli asintomatici COVID positivi che diffondono il virus loro malgrado. 
La FIALS, LANCIA UN APPELLO alle istituzioni nazionali, regionali e locali, affinchè le disposizioni e i comportamenti sopraccitati, vengano modificati. 
Bisogna intervenire AL PIU’ PRESTO, affinchè tutti gli operatori sanitari siano tutelati al massimo. 
Stante le numerose segnalazioni pervenute, di cui alcuni casi riportati nella presente lettera, potrebbero gli operatori stessi diventare veicolo di infezione per i colleghi, per i pazienti e per i propri familiari, bambini e anziani in un circolo vizioso che non avrà fine.
A che serve aver adottato misure tanto restrittive per tutta la cittadinanza se poi si sottovaluta il rischio per i propri operatori sanitari?

E’ di oggi la segnalazione da parte di infermieri ed OSS di una struttura sanitaria privata, venuti a contatto diretto dal 7 all’11 marzo (a tutt’oggi 17 i coinvolti individuati), con un paziente ricoverato in area di degenza medica, trasportato in ambulanza, febbricitante e con problemi respiratori, sottoposto ad indagine radiologica e poi trasferito a CONA per sospetto COVID 19, risultato positivo.

FIALS chiede, è stato gestito in maniera appropriata tale caso?, era la clinica privata il luogo idoneo per tale paziente?, parrebbe proprio di no, visto l’epilogo, ed intanto gli operatori venuti a contatto con tale paziente vivono in uno stato di ansia continua, per il rischio di contagio per se stessi e dei propri familiari, bambini ed anziani.

Già nei giorni precedenti l’azienda ospedaliero-universitaria Ferrara ha presentato il proprio piano di potenziamento, su cui FIALS ha già formulato osservazioni e richieste, ad oggi senza risposta, mentre l’azienda USL Ferrara esplicita il proprio piano di gestione posti letto emergenza COVID 19 nella nota dell’ 11 marzo 2020 prot.gen 15372 che individua spazi per ulteriori 76 Posti letto per ospitare pazienti COVID positivi e pazienti NON COVID,
di cui 39 posti letto negli ospedali distrettuali di Lagosanto 12, Cento 19 ed Argenta 8 e,
37 posti letto nelle cliniche private accreditate. 
Prevede inoltre l’assunzione di personale a data da destinarsi, di cui 38 infermieri, 14 OSS, 
4 autisti ed 8 medici per l’attivazione di nuovi spazi, per la variazione dell’intensità assistenziale di reparti già attivi e ,per il potenziamento dell’assistenza domiciliare ADI.

La FIALS, come già fatto per l’azienda ospedaliera, sollecita l’AUSL a fornire informazioni precise in merito a:
1- tempi certi per l’inserimento effettivo dei professionisti necessari a tale potenziamento.
3- garanzie per le sostituzioni dei professionisti già cessati o prossimi alla cessazione per pensionamento, per mobilità e concorsi, per aspettative per congedi parentali, ecc., organici già in sofferenza.
4- tempi di affiancamento e formazione necessaria e specifica per i professionisti neo inseriti per acquisire le competenze necessarie per consentire loro di lavorare in sicurezza.
5- la dotazione organica di base ed effettiva necessaria per le aree di degenza di nuova istituzione e per le degenze che subiranno variazioni di intensità assistenziale.
6- il numero e la sede lavorativa degli operatori sanitari da adibire all’assistenza domiciliare (ADI)
7- chiarezza in merito alla dotazione organica nelle case di cura privata e garanzia della formazione necessaria per il personale coinvolto, nonché il controllo del possesso e del mantenimento dei requisiti autorizzativi e di accreditamento.

LA FIALS esprime il proprio giudizio negativo in merito all’art. 7 del DL 14/9-3-2020 
che NEGA LA QUARANTENA per il personale sanitario venuto in contatto con paziente COVID POSITIVO, prevedendo per gli operatori sanitari unicamente la SORVEGLIANZA SANITARIA e, la CONTINUITA’ LAVORATIVA sino alla comparsa di sintomatologia respiratoria.

Tali disposizioni, ad avviso della scrivente, non potranno che aumentare la confusione, lo scoramento se non la diffusione stessa del contagio.

In attesa di un sollecito riscontro, si porgono distinti saluti.

Segretaria Generale Territoriale FIALS Ferrara.


Mirella Boschetti

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