L'AADI difende Alfredo Sepe (FIALS) e bacchetta Andrea Bottega (Nursind).
L'AADI difende Alfredo Sepe (FIALS) e bacchetta Andrea Bottega (Nursind).
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Emergenza Coronavirus. La guerra al COVID-19 non placa la guerriglia tra due dei sindacati maggiori italia: Nursind e Fials. Oggetto del contendere questa volta è un post su Facebook. Sepe denuncia Bottega.

Tutto è accaduto al termine della puntata di ieri sera di “Fuori dal Coro“, la trasmissione di Mario Giordano che va in onda sulla terza rete Mediaset (Rete4). In TV è stata trasmessa una intervista al segretario provinciale della FIALS di Bologna, Alfredo Sepe. In sovrimpressione appariva la scritta “Infermiere“. In realtà, e lo ha scritto lo stesso interessato sul suo profilo Facebook, si è trattato di un errore: lui non ha mai ottenuto la laurea in Infermieristica, pur se iscrittosi al CDL.

Di qui il post duro di Andrea Bottega su Facebook, segretario del sindacato Nursind, che chiariva la questione: Sepe non è un Infermiere. Lui si difende: mai dichiarato di essere un Infermiere.

Ecco qui i post di Bottega e Sepe:

Il post di Andrea Bottega, segretario nazionale di Nursind.
Il post di Andrea Bottega, segretario nazionale di Nursind (che dice che Sepe non è un Infermiere, ma un OSS).
Il post di Alfredo Sepe, segretario provinciale della FIALS di Bologna (che non è un Infermiere).
Il post di Alfredo Sepe, segretario provinciale della FIALS di Bologna (che precisa di non essere un Infermiere, ma un Operatore Sanitario).

Ecco il video dell’intervista ad Alfredo Sepe a “Fuori dal Coro”.

LINK.

La denuncia.

Sepe ha annunciato querela nei confronti del post e del profilo “Andrea Bottega“, perché si dovrà verificare se appartiene realmente al segretario di Nursind. In ogni caso il suo legale chiederà un risarcimento danni di 50.000 euro.

Bottega non ci ha voluto rilasciare dichiarazioni in merito.

Abbiamo contattato il segretario Bottega poco fa tramite WhatsApp, chiedendogli un suo commento in merito, ma non ha voluto rilasciare dichiarazioni.

In conclusione.

Si spera in un ripensamento di tutti e due, vedere la categoria sanitaria e socio-sanitaria divisa in un momento così drammatico per l’Italia non giova a nessuno. Il tempo porterà consiglio.