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Coronavirus: la Fials lucana denuncia la mancanza di Dispositivi di Protezione Individuale.

Coronavirus: la Fials lucana denuncia la mancanza di Dispositivi di Protezione Individuale.

Emergenza Coronavirus. La Fials denuncia la mancanza di Dispositivi di Protezione Individuale in Basilicata. Medici, Infermieri, Ostetriche/i, OSS e Professioni Sanitarie in agitazione.

Come noto, in tema di emergenza da Coronavirus, OMS ha emanato dettagliate raccomandazioni – dichiarano la Segretaria Regionale Luciana Bellitti e i segretari Provinciali Giuseppe Costanzo e Gianni Sciannarella della Fials – per i Focal Point degli Stati Membri per la Prevenzione e controllo durante l’assistenza sanitaria dei casi probabili o confermati di sindrome respiratoria da coronavirus.

Sebbene il Ministero della Salute abbia chiarito con la Circolare avente per oggetto “Covid-2019 nuove indicazioni e chiarimenti” che l’operatore sanitario deve essere dotato di idonei DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) e vista la procedura Operativa Task Force Regionale 2019-nCoV in Basilicata, riceviamo in ogni momento numerose segnalazioni da parte di operatori sanitari Medici, Infermieri, Oss, ecc. che preoccupati per la situazione in essere sono sprovvisti di mascherine, di disinfettanti oltre alla confusione di pianificazione delle attività di emergenza in caso di nuovo riscontro di contagio.

I sindacalisti delle Segreterie Fials, pongono un’attenzione particolare al Personale in servizio nelle centrali operative del 118 e a tutti gli altri Operatori del Sistema Emergenza-Urgenza, che in questi giorni registrano circa 1500 chiamate per turno, solo per rispondere alle richieste riguardanti il possibile contagio e per quel Personale su mezzi intermedi (con un solo infermiere a bordo) e mezzi avanzati (medico e infermiere).

Personale che, insieme ai Professionisti dei Pronto soccorso e Terapie intensive sono i primi a venire a contatto con i paziente contagiati. In particolare medici, infermieri, tecnici di radiologia e di laboratorio di analisi cliniche, operatori socio sanitari, ne fanno le spese non solo in termini di rischi, ma anche in termini di carico e orario di lavoro.

Oltre alle misure adottate sino ad oggi, necessita un urgente “piano straordinario” di assunzione urgente di tutte le figure necessarie ad implementare il personale in servizio nelle strutture pubbliche e private.

I Segretari Fials, ricordano che con diverse note inviate alle Direzioni ASM e ASP hanno chiesto e sollecitato quanto segue:

  1. la distribuzione a tutti gli Operatori dei DPI (Mascherine mod.FFP2 e FFP3, camici con maniche lunghe, occhiali, guanti ) in misura sufficiente ed adeguati al rischio contagio;
  2. per il Personale del 118 la distribuzione dei DPI e degli appositi kit;
  3. Sanificazione delle ambulanze (viene riferito che non avviene da mesi salvo qualche caso sporadico e non esiste una relativa programmazione);
  4. idonea formazione di tutto il Personale sanitario e socio sanitario sul coronavirus.

Oltre alla richiesta di concedere alle Dipendenti in allattamento i 7 mesi di rischio biologico previsto dalla normativa vigente per ridurre alle madri l’esposizione di eventuale rischio di contagio.

I dati degli altri Paesi con maggior numero di contagi riportano un triste rapporto sull’incidenza di mortalità tra medici e infermieri.

Vogliamo che i nostri Professionisti siano protetti e abbiano misure estremamente rigide per limitare il contagio.

La FIALS, coglie l’occasione di lodare il lavoro dei tanti Professionisti sanitari, delle strutture pubbliche e private che svolgono oggi, ancor di più di ieri il loro lavoro con impegno abnegazione e professionalità. Il lavoro deve essere ripagato almeno in termini di sicurezza. Non possiamo lasciarli altri soli, altrimenti chi cura i cittadini?

I Segretari concludono chiedendo al Presidente della Regione Bardi e all’Assessore Leone di vigilare su quanto rappresentato e si dichiarano certi del loro continuo e fattivo sostegno.

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