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Emergenza Coronavirus. Il sindacato FIALS di Ferrara chiede al Commissario dell’AUSL la riduzione immediata dell’orario notturno per alleviare strass da Covid-19. Si torni a 10 ore.

L’Emergenza Coronavirus sta mettendo a dura prova la stabilità fisica ed emotiva degli Infermieri, degli OSS e delle Professioni Sanitarie nell’AUSL di Ferrara. Il COVID-19 non macina solo morti, ma anche vittime di stress e burnout di cui sono affetti ormai decine di operatori sanitari e socio-sanitari. Per risolvere il problema la FIALS ferrarese, attraverso la segretaria provinciale Mirella Boschetti, ha chiesto all’Azienda di ridurre almeno l’orario di lavoro notturno.

Lo fa scrivendo una dura missiva di protesta indirizzata al Direttore Generale dell’AUSL, con cui crede di rispondere concretamente alle esigenze di riposo e di svago e perché no di lontananza dal luogo di lavoro di chi è impegnato in prima linea contro il Coronavirus.

Ecco la missiva della FIALS di Ferrara.

Al Commissario Straordinario Direzione Generale
Dr. C. Vagnini
AZIENDA USL FERRARA

Egregio Commissario straordinario,
dall’aprile 2017 codesta azienda ha incrementato l’orario del turno notturno, 
passando da 10 a 11 ore. 
La FIALS, unico sindacato, ha continuato a farsi portavoce, con proprie lettere, del grave disagio patito dagli operatori sanitari, sempre più anziani, derivante dall’allungamento 
dell’orario notturno e del conseguente incremento del carico di lavoro in tale fascia oraria.

La FIALS, si è fatta inoltre promotrice di petizioni, ed ha fortemente voluto l’incontro con la SV avvenuto a gennaio 2020, con l’obiettivo di riportare in questa azienda il turno notturno a 10 ore, orario che, si sottolinea, non ha subito modificazioni a tutt’oggi presso l’Azienda Ospedaliera-Universitaria di Ferrara, a dimostrazione che non è da ricercare nella legge 161-2014 la causa dell’incremento dell’orario notturno.

Da alcuni mesi, l’emergenza COVID 19 sta mettendo a dura prova tutti gli operatori sanitari coinvolti, costretti ad affrontare un terribile nemico invisibile sinora sottovalutato, con scarsi od inadeguati dispositivi di protezione, con una formazione ed informazione, in troppi casi tardiva e contraddittoria, contagiati, ammalati.

Come si può pensare di ripagare questi professionisti di tanta sofferenza, della privazione dei riposi, delle ferie, chiamandoli eroi, profondendo ringraziamenti, dando loro una 
“pacca sulla spalla”?. 
Come si può continuare ad ignorare cosa comporta, in termini di salute e sicurezza, 
il lavorare di notte, soprattutto in questa emergenza, nei servizi sanitari, nelle sale di degenza, alla guida dei mezzi di soccorso?.

Per quanto sopra esposto, la FIALS esorta codesta amministrazione ad attivarsi immediatamente per riportare il turno di notte a 10 ore.

Già 10 ore in questa fase emergenziale sono una enormità, ma portare ora, subito, a 10 ore il turno notturno, sarebbe un passo importante per ridurre il disagio degli operatori sanitari e garantire loro maggiore sicurezza.
LA FIALS CHIEDE ALL’AUSL UN PASSO INDIETRO, LA LEGGE 161-2014 si rispetta adeguando gli organici non aumentando le ore notturne.

Segretaria Generale Territoriale
 FIALS Ferrara
Mirella Boschetti