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Emergenza Coronavirus. Infermieri, Medici e OSS: il silenzio degli innocenti tra non so e pura omertà. Cristo si è fermato veramente ad Eboli?

Agnelli sacrificali questo rappresentano gli operatori sanitari per la Regione Campania ultima in tutto. Ultima per tamponi, ultima per servizio sanitario ed ultima sulla protezione dei propri dipendenti.

All’Ospedale di Eboli si è negato anche il diritto di effettuare il sopralluogo agli ambienti di lavoro ai rappresentanti della sicurezza dopo che, in preda al panico, si sono accorpati i servizi, si sono effettuati i lavori senza aggiornare il documento sulla sicurezza e senza consultare gli RLS, gettando in pasto al virus i dipendenti senza formazione e senza dispositivi di sicurezza e senza percorsi idonei.

“Da un giorno all’altro l’Ospedale chiude ai ricoveri, sospende tutte le continuità di cura e senza alcuna disposizione scritta diventa, di fatti, un COVID HOSPITAL mentre Presidente della Regione e Direttore Generale della ASL SALERNO proclamano da giorni che la Regione è pronta all’emergenza con tre Ospedali dedicati (Da Procida, Agropoli e Scafati) coadiuvati dall’Azienda Ospedaliera, quando ancora – ad un mese di distanza – nulla è pronto. 16 milioni di euro spesi per ospedali modulari da predisporre davanti agli Ospedali per differire i percorsi, mentre ad Eboli per i pazienti COVID si ignora l’area di pre – triage esterna all’Ospedale e si collocano i pazienti all’interno del Pronto Soccorso e dell’Ospedale contro ogni buon senso. Questa è una storia tutta campana dove ai proclami corrisponde sempre il vuoto di chi non sa e non vuole risolvere i problemi tirando a campare. La fortuna ha voluto che i contagi siano residuali in Campania, se ciò che è successo nel Veneto fosse accaduto in Campania ci sarebbe stata una strage dovuta alla incompetenza di Dirigenti che hanno affossato un sistema sanitario svendendolo al privato a suon di fritture di pesce e pensando a Mega Ospedali a Salerno città – a doppione dell’esistente – paragonabili più a Piramidi nel deserto dove seppellire i Faraoni , invece di pensare ad una equa edilizia sanitaria che garantisse una pluralità di accessi in condizioni di sicurezza a tutta la provincia. “Il tutto senza alcun confronto con i rappresentanti dei lavoratori che stanno pagando a caro prezzo scelte unilaterali. Vorremo far capire a questi signori, che pur in stato di emergenza, l’Italia dovrebbe essere una democrazia e si sottolinea quel dovrebbe, quando si parla di De Luca e di questa ASL” – dichiara Rolando Scotillo della FISI, la Federazione Italiana Sindacati Intercategoriali.