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Coronavirus. FIALS verso lo sciopero generale: “Infermieri trattati come pedine, trasferiti da ospedale ad ospedale”.

Emergenza Coronavirus. Il sindacato FIALS verso lo sciopero generale a Bologna: “Infermieri trattati come pedine e trasferiti da ospedale ad ospedale”.

Gli Infermieri di Bologna sono sul piede di guerra per un accordo interaziendale che prevede lo spostamento coatto di personale tra le strutture ospedaliere. La FIALS minaccia lo sciopero generale di 24 ore in piena Emergenza Coronavirus. Questo perché, dichiara Alfredo Sepe, segretario provinciale del sindacato, alla stampa: “gli Infermieri non sono pedine, non sono numeri, non sono eroi, sono persone in carne ed ossa, con una propria vita, con le proprie speranze, con le proprie famiglie che hanno il diritto ad essere trattati come esseri umani”.

“Se le aziende non sanno organizzarsi sono problemi loro – aggiunge Sepe – non possono e non devono essere gli Infermieri a tappare i buchi di una burocrazia e di una dirigenza politica che non ha saputo prevedere la crisi. Per questo ora diffidiamo la crisi, domani se ci costringono proclameremo lo sciopero generale di 24 ore”.

Ecco la missiva della FIALS alle dirigenze sanitarie bolognesi, allo studio legale del sindcato, ai NAS e alla Protezione Civile.

Spettabili Direttori,

al fine di tutelare la salute dei vostri operatori e dei cittadini, anche alla luce delle recenti disposizioni ministeriali, riteniamo non condivisibile, nonché inapplicabile la convenzione per la mobilità del personale tecnico/assistenziale in ambito metropolitano.

Dal punto di vista giuridico/contrattuale, non appare nessuna /comma/articolo/normativa che dia la possibilità alle Aziende di operare unilateralmente sullo spostamento del personale, anche alla luce delle recenti disposizioni sancite dai decreti ministeriali sul tema COVID – 19.

Rilevando i diritti delle parti sociali, ci appelliamo all’art. 5 comma b del CCNL 21.5.2019…omissis…… Il confronto si avvia mediante l’invio ai soggetti sindacali degli elementi conoscitivi sulle misure da adottare, con le modalità previste per la informazione……omissis…..a seguito della trasmissione delle informazioni, l’Azienda o Ente e i soggetti sindacali si incontrano se, entro 5 giorni dall’informazione, il confronto è richiesto da questi ultimi….omissis……Il periodo durante il quale si svolgono gli incontri non può essere superiore a trenta giorni; Al termine del confronto, è redatta una sintesi dei lavori e delle posizioni emerse.

Sul profilo della sicurezza, la normative di riferimento – DLG 81/2008 – è granitica, inoltre sembra davvero assurdo ed anacronistico, oltre a denotare chiaramente profili di potenziale incapacità organizzativo/gestionale dei quadri aziendali dirigenziali, che lo spostamento del personale non venga preceduto da un periodo di formazione obbligatoria, richiamando anche il Codice Deontologico dei Professionisti Sanitari.

Sugli aspetti economici/patrimoniali è inammissibile nonché dirimente, non prevedere il rimborso delle spese per il personale e l’estensione della indennità di malattie infettive, visto l’altissimo livello di rischio contagio COVID – 19 ; In merito alla questione epidemiologica, la mobilità del personale, visti i ritardi della procedura Tamponi, i casi di operatori asintomatici/portatori sani di COVID – 19 potrebbe favorire il diffondermi del CORONAVIRUS tra operatori stessi e cittadinanza.

La presente ha Valore di Formale Diffida, con la richiesta di intervento degli organi citati indirizzo.

Dott. Alfredo Sepe

Segretario Generale Provinciale FIALS Bologna

Ecco la Convenzione interaziendale.

Redazione AssoCareNews.it
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