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Emergenza Coronavirus. Il coordinamento FIALS di Rimini – Ravenna – Cesena – Forlì chiede Dispositivi di Protezione Individuale, tamponi e maggiori tutele per gli operatori dell’AUSL Romagna.

Emergenza Coronavirus. La FIALS della Romagna lancia l’allarme: mancano i Dispositivi di Protezione Individuale e vengono centellinati mettendo a rischio la salute non solo dei Pazienti, ma di Medici, Infermieri, Infermieri Pediatrici, Operatori Socio Sanitari, Ostetriche/i, Tecnici sanitari, Autisti Soccorritori e altri operatori. Lo fa inviando una dura missiva di protesta ai vertici dell’Azienda Unità Sanitaria Locale della Romagna a firma dei dirigenti sindacali Carla Bonvicini e Mauro Gabriele.

Nella nota del sindacato delle autonomie locali e della sanità ci si lamenta per lo stato di terrore in cui sono costretti a lavorare gli operatori in tutte le realtà di cura dell’AUSL Romagna, in ospedale e sul territorio.

Bonvicini e Gabriele sono molto chiari ai microfoni di AssoCareNews.it: “così ci si ammala e non è più possibile assistere inermi allo sfacelo attuale, servono tamponi urgenti per tutti gli operatori”.

Ecco la missiva della Segreteria – Coordinamento FIALS Romagna.

Al Commissario Straordinario Direzione Generale

Al Commissario Straordinario DirezioneSanitaria

Al Direttore della Direzione Infermieristica e Tecnica

Al Direttore delle Relazioni Sindacali

AUSL della ROMAGNA

Oggetto: Emergenza Covid19 e tutela dei Lavoratori.

La Scrivente O. S. con sue precedenti note del 27 febbraio e 11 marzo chiedeva a gran voce a codesta Direzione interventi atti a garantire la sicurezza dei professionisti di tutti i servizi sanitari e socio assistenziali per infermieri, Oss, Medici, Autisti di ambulanza, Recnici di radiologia, della riabilitazione, ostetriche, ecc. durante lo svolgimento delle proprie funzioni, mediante la fornitura dei D. P. I., delle attrezzature, della dovuta informazione e formazione necessari per svolgere in tranquillità la loro attività di assistenza, cura, diagnosi, ecc.

L’azienda ha disposto procedure operative che avrebbero dovuto chiarire come tali dispositivi dovrebbero essere utilizzati al meglio. Di fatto, stante le numerose segnalazioni pervenute allo scrivente sindacato da parte degli operatori impegnati nell’emergenza COVID19, pare si stiano centellinando sia le mascherine chirurgiche che i dispositivi di protezione FP2 FP3, avendo sottostimato, a nostro avviso, le possibilità di contaminazione /imbrattamento di tali dispositivi durante le fasi di assistenza o attività diagnostica terapeutica e riabilitativa che impongono distanze minime tra operatore e paziente.

È di oggi la segnalazione che a 2 giorni dall’evacuazione dell’edificio Colosseo a Rimini, dove si sono verificati ben 4 casi di contagio da CoronaVirus, non è stata ancora effettuata la dovuta sanificazione né degli ambienti né delle attrezzature (computer e cellulari aziendali,scrivanie, ecc.) che vengono utilizzate da più dipendenti, compresi quelli risultati positivi. Inoltre i colleghi degli operatori colpiti da Covid19, non sono stati sottoposti al tampone faringeo. Pertanto gli operatori dell’U. O. Igiene Pubblica continuano a lavorare in un ambiente infetto e potrebbero essere stati anche loro contagiati, con il rischio di estendere a loro volta il contagio.

La Fials esprime il proprio giudizio negativo in merito all’art. 7 del DL 14 del 9-3-2020 che nega la QUARANTENA per il personale sanitario venuto in contatto con paziente COVID POSITIVO, prevedendo per gli operatori sanitari unicamente la SORVEGIANZA SANITARIA e la CONTINUITÀ LAVORATIVA sino alla comparsa della sintomatologia respiratoria. Tali disposizion, ad avviso della scrivente, non potranno che aumentare la confusione, lo scoramento, se non la diffusione stessa del contagio.

La Fials propone una maggiorazione oraria di 30 euro per ogni ora di lavoro in eccesso, rispetto al normale orario giornaliero fatto per garantire le attività necessarie per l’emergenza sanitaria, al fine di premiare, non solo a parole, l’immenso sforzo che tutti gli operatori del settore sanitario stanno attuando.

Non è nel nostro stile far demagogia e per di più in un momento di criticità come questo, ma, pur lodando l’impegno di codesta Amministrazione nel gestire questa emergenza, il nostro dovere di sindacato è quello di TUTELARE I LAVORATORI e sicuramente codesta Direzione recepira’ la presente non come una sterile polemica ma come un invito per garantire la sicurezza ed il bene di tutti, operatori e cittadini.

La Segreteria di Coordinamento Fials Romagna
F.to Carla Bonvicini – f.to Gabriele Mauro

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