Condannata azienda sanitaria per demansionamento Infermieri: ecco la sentenza.

Medicina d'Urgenza AOSP Bologna al collasso: gli operatori in burnout. Lo denuncia la Fials.

Il noto capoluogo bolognese sotto i riflettori per demansionamento a danno di infermieri.

Ormai sono molti i ricorsi che vengono presentati presso i tribunali del lavoro per danni morali e non patrimoniali dagli operatori del settore sanitario, inquadrati come infermieri ma costretti a lavorare come OSS.

Ecco la sentenza: Demansionamento Infermieri Bologna 2019.

La notizia sulla decisione del tribunale del lavoro di Bologna era arrivata già a maggio al nostro giornale, si è dovuta aspettare la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale per poter leggere tutte le accuse presentate da alcune infermiere del Policlinico bolognese Sant’Orsola-Malpighi.

Ecco i fatti: il tribunale del lavoro di Bologna, in seduta monocratica (ndr. con un solo giudice), si è pronunciato a favore di alcune infermiere che esercitavano la professione presso l’Unità Operativa conosciuta come “Gastroenterologia Bazzoli”, accogliendo il ricorso per demansionamento dovuto alla carenza strutturale e cronica di figure tecniche di supporto (OSS oppure OTA).

La decisione del tribunale si sviluppa in virtù del danno esistenziale delle infermiere a dover svolgere per anni mansioni a contenuto inferiore e gravemente inferiore al proprio inquadramento professionale nella Categoria D. profilo Operatore Professionale Sanitario e figura di Infermiere.

In particolare vengono segnalate come non attinenti alla professione infermieristica attività come: igiene diretta sui pazienti, “portantinaggio”, pulizia di ambienti, pavimenti, lettini, barelle e comuni strumenti(ndr. non chirurgici). Queste attività venivano svolte dal personale infermieristico per sopperire alle carenze dell’Azienda e non interrompere le consuete attività e ritardare così il servizio fornito ai cittadini. La gravità delle accuse sta anche nel reiterato disinteresse dell’Azienda circa l’abitudinarietà di tali mansioni e il prorogarsi negli anni.

Il tribunale fa riferimento a norme già esistenti e conosciute. La Legge 25 del 2000 che decreta l’infermiere come “il responsabile dell’assistenza infermieristica per obiettivi”. Il decreto ministeriale n°739 del 1994, conosciuto anche come “Profilo Professionale”,  dove è esplicitato che l’infermiere nello svolgere il suo operato “si avvale […] di personale di supporto”.

La domanda sorge spontanea: come potevano le colleghe avvalersi del personale di supporto se tale personale non era in servizio? come riuscivano a far andare avanti le attività se il servizio di pulizie era contattabile solo dalle 11.30 del mattino in poi? Le colleghe dunque erano costrette a sopperire a carenze organiche e strutturali in virtù di un mandato professionale di tutela, cura e  assistenza della persona. Il tribunale non ha dubbi nel condannare il Policlinico; infatti alla luce dei cambiamenti normativi avvenuti nell’ultimo ventennio si evince che un professionista laureato e che svolge una professione intellettuale (art. 2229 c.c.) non può lavare pavimenti o occupare la maggior parte del tempo nell’igiene dei pazienti.

In conclusione questa sentenza e quella romana detta “sentenza Mori” aprono la strada ad un futuro rinnovato per gli infermieri, di responsabilità non solo professata ma anche esercitata e soprattutto di riconoscimenti da parte delle Aziende.

Ecco la sentenza: Demansionamento Infermieri Bologna 2019.

 

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