Concorso Infermieri Romagna: la Cgil chiede di fare presto!

Concorso Infermieri Romagna: per la Cgil è il momento di espletarlo, manca personale!
Concorso Infermieri Romagna: per la Cgil è il momento di espletarlo, manca personale!

Che nell’Azienda Unità Sanitaria Locale Romagna mancassero gli Infermieri era cosa ovvia e nota, che si fosse addirittura in emergenza è un dato dell’ultima ora. A sollevare il problema è stata ieri la segreteria provinciale di Cesena-Forlì della Fp Cgil, sindacato che da tempo sta facendo pressione sulla direzione generale per avviare le proceduta per l’espletamento del Concorso Pubblico Infermieri Romagna.

L’appello del sindacato è rivolto direttamente alla Direzione Generale e al manager Marcello Tonini. Chiaro che l’intervento della Cgil sembra concordato con quest’ultimo, visto che appartengono alla stessa area politica, tuttavia vogliamo credere nella buona fede e sperare che qualcosa si muova veramente.

Alla selezione, che sarà avviata al termine delle graduatoria attualmente in vigore dopo le ultime proroghe del Governo Centrale (quindi ad oggi non si ha un tempo definito e definibile), si prevedono oltre 15.000 iscritti.

“In questo periodo numerosi sono i problemi che si addensano sull’Ausl Romagna, come il ritardo nel pagamento degli straordinari, richiamo dalle ferie, doppi turni. Ma la madre di tutti i problemi rimane sempre una: mancano gli infermieri – spiega Roberto Severi della Fp Cgil – se la direzione generale non investe in assistenza infermieristica a poco serviranno le previste stabilizzazioni o le mobilità in arrivo dalle altre Regioni. Già oggi alle porte dell’estate sono numerosi i reparti in sofferenza cronica per assenze del personale, perché ebbene sì, capita che anche gli infermieri si ammalino”.

“Una realtà come l’Ausl Romagna non può non avere infermieri per mandare avanti le medicine, le geriatrie, le chirurgie ed altro – aggiunge il sindacalista – l’inserimento di personale con il contagocce non è un atto di coraggio, bisogna investire in progetti, in cultura, in formazione. La politica deve capire che gli investimenti in sanità qualificano le azioni assistenziali; con più assistenza individuale si abbattono i costi economici, si abbatte la mortalità e si migliorano le condizioni di vita degli assistiti e dei lavoratori,  sempre più strozzati da incombenze famigliari e lavorative, specie le donne, che vivono nel confine sempre più sottile della cura degli altri, malati o figli che siano. Ribadiamo che l’ unica soluzione è investire sul personale, altrimenti il rischio è il tracollo pezzo per pezzo, reparto per reparto, di una Azienda basata anche, ma oggi soprattutto, sul sacrificio dei lavoratori”.

Come dire, si faccia presto e si avviino tutte le procedure per l’espletamento celere del Concorso, atteso ormai da anni!

 

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