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mercoledì, Ottobre 20, 2021
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Chi è senza Green Pass potrà essere licenziato. Retroscena per il 2022.

Chi è senza Green Pass potrà essere valutato non idoneo al lavoro e licenziato. Dal 2022 possibile scelta di una misura drastica, che non convince del tutto.

Chi è senza Green Pass sarà valutato non idoneo al lavoro e licenziato. E’ questo il retroscena drastico in vista del 2022. Dopo l’obbligo del Green Pass, ancora da entrare in vigore, si studia un’ulteriore mossa per costringere gli italiani a vaccinarsi.

Un ragionamento strategico.

La misura è poco più di una bozza ma ha già i suoi sostenitori, sopratutto perchè fornirebbe una risposta decisa a due problematiche importanti dovute al covid: come garantire la salute pubblica e come tutelare il mondo del lavoro.

La strategia di convivenza con il virus è la strada dichiaratamente scelta dal nostro Governo, ovviamente però cercando di tenere al sicuro la popolazione. E la strada considerata più sicura è quella della vaccinazione di massa.

E’ vero che il Green Pass si può ottenere anche senza vaccinarsi (basta un test molecolare negativo per ottenere una certificazione di 72h), ma il lungo periodo porta inevitabilmente in molti a scegliere il vaccino (la cui certificazione è stata estesa ad un anno di validità).

Dal punto di vista invece del mondo del lavoro, può sembrare assurdo ma licenziare chi non vuole immunizzarsi crea enormi vantaggi. Primo fra tutti la possibilità di sostituire un dipendente più portato ad ammalarsi (di covid) rispetto ad un’altro. Secondo vantaggio, non da poco, è la possibilità di sostituire un dipendente a rischio sospensione. Terzo vantaggio: si abbassa la possibilità statistica di creare focolai interni all’azienda.

Vantaggi cinici che non prendono in considerazione la funzione personale e sociale del lavoro.

Del resto la manovra appena approvata lega già l’assenza di Green Pass valido con l’inadempienza del lavoratore, costringendolo a restare a casa 5 giorni per ingiustificato motivo prima della definitiva sospensione.

C’è qualche dubbio però sulla costituzionalità.

Qualche scetticismo e qualche dubbio sulla costituzionalità.

Al centro degli scetticismi vi sono la non disponibilità ad esporsi su argomenti scottanti verso i propri elettori da parte di alcuni politici centrali al governo ed il dubbio sulla costituzionalità della manovra.

In realtà l’idoneità al lavoro, data all’assunzione e rivalutata nel tempo, si basa da sempre su parametri che prendono in considerazione la sanità pubblica (infatti siamo invitati a presentare il libretto vaccinale).

E’ il medico del lavoro, secondo appunto questi parametri, a valutare l’idoneità di un lavoratore. La modifica restrittiva degli stessi parametri genera a cascata l’esclusione per inidoneità alla mansione.

Sembra tutto “costituzionale” ma in realtà si parla pur sempre di una legge che indica i termini di esclusione, quindi produce effetti esclusivi. La faccenda insomma è complicata e rispetto a questo dubbio sarà la Corte Costituzionale a indicare la via.

Certamente il Governo preferirebbe non arrivare a una misura così drastica, la cui adozione sarà legata inesorabilmente ai risultati prodotti dall’obbligo di Green Pass da qui a fine anno.

La misura di obbligatorietà appena approvata prevede infatti che si possa essere sospesi fino a non oltre il 31 dicembre.

Un indizio che sarà cambiato canovaccio con il nuovo anno?

Comitato di Redazione
Servizio Redazionale.
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