Cade intonaco in ospedale a Torino, ferita una donna. PS affollato in Val di Susa.

Cade intonaco in ospedale a Torino, ferita una donna. PS affollato in Val di Susa.
Cade intonaco in ospedale a Torino, ferita una donna. PS affollato in Val di Susa.

Situazione caotica in Piemonte.

Un pezzo di intonaco si stacca e una paziente finisce in proto soccorso. È successo questa mattina all’ospedale Martini di Torino. Nel reparto di urologia un pezzo di intonaco di circa un metro si é staccato da un soffitto nel tratto terminale del corridoio del secondo piano sul lato ovest. Una signora é stata ferita a una spalla. L’ospedale chiarisce che è stata subito portata al pronto soccorso dove sono stati eseguiti accertamenti sulle sue condizioni. La donna è stata dimessa con una prognosi di cinque giorni. 

Proprio quell’area avrebbe dovuto essere sgomberata ad aprile per lavori di consolidamento. “Ci chiediamo dove sono gli R.L.S., ovvero i responsabili della sicurezza sul lavoro, nominati dai sindacati che avrebbero dovuto denunciare l’accaduto e adesso dovrebbero fare pressione all’amministrazione in modo da mettere in sicurezza pazienti ed operatori. Ci preme segnalare l’ennesimo caso di sovraffollamento questa volta in Val di Susa, la segnalazione è stata fatta solamente da una Consigliera regionale dei Moderati” – riferiscono dalla sede torinese di Confintesa Sanità.

Affollato PS in Val Susa.

Intanto Pronto Soccorso sovraffollato a Susa: “il PS dell’ospedale di Susa è in condizioni insostenibili a causa del sovraffollamento”. Lo afferma la consigliera regionale dei Moderati, Stefania Batzella, che ieri sera – sabato 16 marzo – ha effettuato un sopralluogo sul posto, dopo aver ricevuto numerose segnalazioni da parte dei parenti di alcune persone che si trovavano ricoverate lì.

“Intorno alle 20 – spiega – erano presenti 33 pazienti, 9 dei quali con codice giallo e gli altri 24 con codice verde. I 9 posti letto di Osservazione breve intensiva (OBI) erano pieni e il resto dei pazienti stazionava nelle barelle in corridoio. Alcuni pazienti si trovano in pronto soccorso da giorni, addirittura anche da 6 giorni, perché nei reparti non ci sono posti letto per ricoverarli. Inoltre, anche la sala di attesa era piena di persone che attendevano di essere chiamate per essere visitate”.

Il segretario provinciale di Confintesa sanità Torino, Francesco Lippo, si chiede dove sono finiti i sindacati? Dove sono finiti i picchettaggi davanti il pronto soccorso e lo stato di agitazione per chiedere personale? I sindacati dovrebbero agire battendo il pugno invece di dormire e cogiolarsi dietro la scrivania o il posticino di prestigio lasciando i lavoratori soli e senza nessuna tutela, non c’è stata nessuna denucia da parte loro nessuno ha denunciato la carenza di personale tranne la consigliera.

Mancanza cronica di personale.

I nodi cruciali del problema continuano ad essere sempre gli stessi: la mancanza di posti letto, di Infermieri, di Oss e anche di Medici.

“Durante la giornata – prosegue Batzella – hanno lavorato in pronto soccorso due medici, uno dedicato ai codici ad alta intensità e uno a quelli di media e bassa intensità, in servizio dalle 9 del mattino. Quest’ultimo alle 19 è andato via. Durante la settimana invece, il turno termina alle 23. Tempo fa tempo fa avevo presentato un’interrogazione in Consiglio regionale per chiedere che anche il sabato e la domenica il medico si fermasse fino alle 23, ma per l’Asl To3 non era necessario prolungare l’orario. Ed ecco i risultati”.

Il piano per le emergenze.

Il 19 febbraio la consigliera aveva anche chiesto in Consiglio regionale se fosse stato predisposto dalla direzione aziendale dell’Asl To3 un piano per affrontare in modo adeguato ed efficiente il sovraffollamento nei pronto soccorso.

“Mi era stato risposto che il piano c’è – aggiunge – ma è evidente che non funziona o non è sufficiente. I posti letto sono pochi e non sono stati incrementati e anche il personale doveva essere incrementato per affrontare al meglio il carico di lavoro. Inoltre, il piano precisa che in Osservazione breve intensiva, i pazienti non possono stare più di 36 ore. Oltre questo tempo, il paziente deve essere preso in carico o da un reparto ospedaliero o, in mancanza di posti letto, dalle strutture residenziali e territoriali sanitarie, favorendo l’inserimento Rsa e Cavs, con le quali l’Asl To3 ha preso specifici accordi mirati all’accoglienza dei pazienti del territorio”.

Interrogazione per Saitta.

“Alla luce di quello che ho visto ieri sera – conclude la consigliera dei Moderati – è evidente che tutto ciò non è stato messo in atto. Chi si rivolge al pronto soccorso deve ricevere un’assistenza di qualità e in questa situazione non è possibile, così come non è più tollerabile che il personale lavori in queste condizioni nonostante la professionalità, l’impegno e la buona volontà. Ormai sono allo stremo. Martedì in Consiglio regionale interrogherò l’assessore alla Sanità e gli chiederò di intervenire al più presto affinché questa situazione possa essere risolta”.

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