Brutta caduta di stile per Bottega (Nursind): usa il termine OSS come un dispregiativo.

Brutta caduta di stile per Bottega (Nursind): usa il termine OSS come un dispregiativo.
Brutta caduta di stile per Bottega (Nursind): usa il termine OSS come un dispregiativo.

Il segretario su Facebook risponde direttamente ad Alfredo Sepe (FIALS)

Da sempre la lotta sindacale in Italia e nel mondo è stata accesa e spesso si è assistito (e si assiste) a “guerre” politiche o di bottega che nulla hanno a che vedere con i sentimenti di chi presta la propria opera lavorativa in aziende pubbliche e/o private. E’ il caso del botta e risposta tra la FIALS di Bologna e la segreteria nazionale del Nursind, sindacato degli Infermieri. Questa volta a fare una brutta scivolata è stato Andrea Bottega, che stimiamo come persona e come Infermiera, che ha usato l’acronimo OSS (che sta per Operatore Socio Sanitario) in maniera offensiva nei confronti di Alfredo Sepe, segretario territoriale bolognese del sindacato delle autonomie locali e della sanità.

La FIALS, come risaputo, vanta su Bologna circa 2500 iscritti, in stragrande maggioranza Infermieri. Nursind è in fase di lancio nell’hinterland bolognese e non è rappresentativo quasi in nessuna realtà assistenziale, pubblica o privata che sia.

Stamattina Sepe, che ha una laurea magistrale in economia (ma è stato anche OSS), aveva pubblicato stamani sui social un volantino con cui si accusava Nursind di non essere firmatario del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro e di conseguenza dei contratti decentrati e di lavorare contro la professione infermieristica.

Questa affermazione, assieme ai contenuti del volantino pubblicato qui in alto, ha fatto imbestialire Bottega che ha pubblicato poco fa un post sul suo profilo Facebook, ricordando che gli “Infermieri di Bologna possono costruire il loro futuro da sé senza bisogno di farsi rappresentare da un OSS”. Molti operatori sanitari ci hanno scritto segnalandoci quanto pubblicato dal segretario nazionale del Nursind, la stessa cosa tanti Infermieri della FIALS, che non si dicono affatto scontenti di essere rappresentati da Sepe.

“E c’è ancora chi ha il coraggio di vantarsi di aver firmato questo contratto! Tolgono le indennità agli infermieri, precarizzano i caposala, non concedono di fruire ad ore la legge 104/92, non danno il diritto di mensa ai turnisti e ancora la FIALS si vanta di essere firmataria e sedere ai tavoli. Certo che per gli infermieri la sfortuna si accanisce: questi continuano a far danni. Il sindacato degli infermieri è Nursind non Fials. Con un altro po’ di coraggio della categoria e diventeremo il primo tra i sindacati autonomi del comparto. Gli Infermieri di Bologna possono costruire il loro futuro da sé senza bisogno di farsi rappresentare da un OSS” – questo l’intero posto di Bottega.

In realtà nella FIALS bolognese ci sono tantissimi Infermieri e rappresentanti delle Professioni Sanitarie e Socio-Sanitarie (anche Medici) tra i dirigenti aziendali che, in un lavoro costante e armonioso di squadra, cercano di fare l’interesse di tutte le categorie.

L’affermazione di Bottega ci lascia perplessi, ma siamo convinti che il segretario del Nursind sarà spiegare meglio il suo posto, chiarendo agli OSS (anche a quelli iscritti al Nursind) di non essere inferiori a nessuno, anche perché spesso dotati di lauree e di lauree magistrali e costretti a fare gli Operatori Socio Sanitari solo perché in Italia lavoro non se ne trova.

Attendiamo la replica di Andrea, persona e professionista squisito che certamente si è fatto prendere dalla smania di rispondere ad una legittima provocazione della FIALS.

Poco fa abbiamo contattato su Messenger i due protagonisti di questa diatriba, Sepe e Bottega, che non hanno voluto rilasciare dichiarazioni.

Potrebbe interessarti...