Alfredo Sepe, Fials Bologna.
Alfredo Sepe, Fials Bologna.
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Le aziende sanitarie pubbliche di Bologna e Imola hanno stabilizzato circa 13.000 operatori, ma ne mancano all’appello un centinaio. Alfredo Sepe (FIALS) presenta esposto: “atto dovuto”.

La FIALS di Bologna e Imola, con il segretario generale Alfredo Sepe, si scaglia contro le Direzioni Generali delle Aziende Sanitarie dell’hinterland per la mancata stabilizzazioni di circa 100 operatori. A quanto si è appreso il numero sarebbe esiguo rispetto ai circa 13.000 stabilizzati (0,7%). Da anni queste persone, tra cui molti padri e madri di famiglia, si sacrificano per le Aziende senza un contratto a tempo indeterminato, in attesa del “miracolo”.

“La norma deve essere letta in maniera estensiva continua Sepe, si possono stabilizzare tutti gli aventi diritto al netto della possibilità delle Aziende di chiedere Deroghe alla normativa succitata – spiega Sepe agli organi di stampa – qual’è l’obiettivo delle AUSL? Favorire forse il precariato tenendo sotto scacco i dipendenti, obbligandoli ad essere eccessivamente flessibili con doppi turni, ferie negate e rientri sul giorno di riposo, in modo che la paura e l’incertezza prendano il sopravvento? Crediamo di no e che si tratti solo di una svista”.

Sepe, in ultima analisi, ha già allertato il suo studio legale per intraprendere una vertenza a favore di tutti gli aventi diritto, a tutela degli esclusi, visto che le Aziende non possono continuare ad ignorare le loro richieste, soprattutto di coloro che hanno dato anima, esperienza e corpo per fronteggiare la spaventosa Pandemia da Coronavirus, ancora in essere.

Cosa accadrà? Ne sapremo di più nei prossimi giorni.