Abuso della pronta disponibilità: Infermieri, Oss e Professionisti Sanitari sfruttati e umiliati.

Abuso della pronta disponibilità: Infermieri, Oss e Professionisti Sanitari sfruttati e umiliati.

Polemiche ad Imola dove scende in campo la FIALS per difendere i lavoratori.

Si continua ad abusare della pronta disponibilità da parte delle Direzioni sanitarie. Accade a Imola (BO), dove Infermieri, Oss e Professionisti Sanitari sono oramai stanchi di essere sfruttati e vilipesi nel profondo dell’anima e della professione. Manca il persona, le graduatorie sono piene e si continua a non assumere, richiamando in servizio il personale per coprire assenze programmate, in violazione di ogni principio e accordo tra USL e sindacato. A protestare sono Alfredo Sepe e Stefano De Pandis, rispettivamente segretario provinciale FIALS Bologna e delegato aziendale dell’ospedale di Imola dello stesso sindacato. I due hanno scritto alla direzione generale, infermieristico-tecnica, amministrativa e alle relazioni sindacali.

Ecco di seguito la missiva che funge anche a diffida. 

Spettabile
Direzione Generale USL Imola

Direzione Infermiristica e Tecnica

Direzione Amministrativa

Relazioni Sindacali

E p.c.

Dipendenti Ausl Imola Organi di Stampa Studio Legale Fials

Bologna 09/05/2019

Oggetto: Abuso dell’istituto di Pronta Disponibilità per supplire alla carenza di personale sanitario e dei richiami in servizio da riposi e ferie imposte d’ufficio.

Spettabili in indirizzo, la scrivente, in nome e per conto dei propri iscritti e dei dipendenti tutti, lamenta l’utilizzo improprio dell’istituto della Pronta Disponibilità per sopperire a carenze organiche o assenze non programmate del personale di assistenza, in violazione dell’art. 28 del CCNL 2018 Sanità Pubblica, viola anche norme di Legge, come il D.Lgs n. 66 del 2003 e la legge sulla Privacy n. 196 del 2003 e s.m.i..

Le sopraindicate assenze in oggetto, non sono improvvise, ma sono facilmente prevedibili e quindi programmabili, visto che l’Ausl di Imola conosce con certezza matematica quante malattie giornaliere vi sono nella arco del mese e dell’anno.

Ricordiamo, inoltre, che il personale coinvolto non è quello strettamente necessario, perché l’istituto in questione è stato applicato indiscriminatamente ad una amplia platea di personale infermieristico e di supporto turnista, che vede molti operatori “obbligati” alla reperibilità telefonica, per coprire di fatto carenze organiche durante i turni diurni e feriali, in aperto contrasto con quanto previsto dal comma 6 dell’art. 28 del CCNL.

Secondo la prassi in oggetto il Coordinatore dirige il turno da esporre gia’ programmato con ferie e riposi richiamabili d’ufficio e qualora si presentino assenze, lo stesso o in sua assenza l’infermiere, dovrà richiamare in servizio dipendenti in riposo, in sostituzione, in ferie, permessi studio, formazione permanente o in debito orario.

Dal combinato disposto di queste due “distorsioni” aziendali messe in atto da qualche facinoroso quanto bizzarro coordinatore si genera la situazione paradossale che vede il dipendente quale passivo destinatario di ferie d’ufficio e, addirittura, con il successivo obbligo a rientrare in servizio, qualora richiesto dal proprio coordinatore, anche solo con una telefonata, quando gli stessi operatori non sono neanche obbligati a rispondere e/o leggere i messaggi pervenuti sui propri telefoni, con la solo eccezione del personale inserito nei turni di pronta disponibilità.

Riportiamo giusto per correttezza l’art. 36 comma 3 della Costituzione che definisce “Il diritto di ciascun lavoratore a godere di un periodo annuale di ferie retribuite, al fine di consentire il recupero delle energie psicofisico e soddisfare esigenze personali e familiari”.

Tale articolo ha una e sola interpretazione, cosi come le varie Sentenze della Cassazione che dichiarano che non esiste la reperibilità durante le ferie, la reperibilità si riferisce solo ed elusivamente ai periodi lavorati, questo proprio per favorire il recupero delle energie psicofisiche perdute durante l’esecuzione della prestazione lavorativa e a garantire la libera esplicazione della propria personalità nell’ambito dei rapporti familiari e sociali.

Fin da ora ci riserviamo di comunicarne i nominativi e le disposizioni impartite al fine di mettere in condizione l’azienda di attivare loro la cd. “contestazione di addebito e relativo procedimento disciplinare” qualora non si metta fine, fin da subito, ad una scorretto quanto non consentito utilizzo di tali istituti contrattuali secondo una “applicazione alquanto fantasiosa” messa in atto dagli stessi.

I dipendenti di questa Azienda, che da sempre si distinguono per senso del dovere e disponibilita’ verso l’organizzazione dei servizi garantendo sempre la miglior risposta in termini di efficacia ed efficienza delle prestazioni erogate, utilizzano correttamente la procedura di richiesta ferie tramite l’applicativo GRU, ma al contempo non ricevono autorizzazione in merito poiché passibili di richiamo, gli stessi si vedranno autorizzate solo ed esclusivamente le giornate effettive fruite una volta rientrati in servizio. Questo approccio incosciente mette a rischio i lavoratori che si assentano dal lavoro senza alcuna autorizzazione, ergo in assenza ingiustificata, mentre dovrebbero presentarsi in servizio visto il diniego, poiche’ non esiste il silenzio assenzo in merito alla richiesta esplicita di usufruire delle ferie.

La normativa in merito e’ chiara, le ferie vanno godute e non fruite come se fossero riposi questo previo accordo con il dipendente e non d’ufficio prevedendone addirittura il richiamo telefonico o in alcuni casi via messaggio telematico tramite social network.

La scrivente ha più volte richiesto di prevedere un Pool di sostituzione delle malattia riferendosi ad una media di assenza prevista per il periodo, ma evidentemente è stato deciso di utilizzare una metodica diversa e soprattutto a costo zero, visto l’obbligo a recuperare le ore eccedenti alla banca delle ore compromettendo il debito orario e quindi non retribuendo il relativo straordinario e le relative maggiorazioni.

TUTTO CIO’ PREMESSO, DEDOTTO E RITENUTO

L’Organizzazione Sindacale FIALS Federazione Italiana Autonomie Locali e Sanita’.

CONTESTA

L’illegittimita’ delle disposizioni imposte da codesta amministrazione per i richiami in servizio da riposi e ferie imposte d’ufficio.

DIFFIDA

La S.V. dall’attuare tali modalita’ illegittime di richiamo,

CHIEDE

Immediata convocazione ad un tavolo di confronto e l’immediato reintegro delle legittime modalità di godimento degli istituti contattuali richiesti dai dipendenti, in caso contrario saremmo nostro malgrado costretti ad attivare le autorità di polizia giudiziaria e contestare gli abusi amministrativi messi in atto dai Coordinatori nelle sedi opportune.

Cordiali Saluti.

Dott. Alfredo Sepe – Segretario Provinciale Fials Bologna

Dott. Stefano De Pandis – Segretario Territoriale Fials Imola

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