40 Infermieri chiedono trasferimento: Sala Operatoria in tilt in Toscana.
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Qual è il ruolo dell’Infermiere moderno nella sedazione e nell’anestesia? Ecco un vademecum utile per meglio conoscere il settore.

La sedazione rappresenta una forma di anestesia ottenuta somministrando sedativi endovena e farmaci analgesici per ridurre l’ansia e controllare il dolore durante procedure diagnostiche e terapeutiche, il cui scopo è quello di deprimere il livello di coscienza fino ad un livello moderato dove il paziente mantiene la pervietà delle vie aeree, ne conserva i riflessi protettivi e risponde a stimoli verbali e fisici.

A differenza della sedazione, l’Anestesia è uno stato di narcosi (depressione severa del SNC, dovuta ad agenti farmacologici).

In Anestesia Generale la persona non è risvegliabile, senza funzione respiratoria autonoma, necessità di mantenimento di garanzia della pervietà delle vie aeree. La funzione cardiovascolare può essere alterata.

La classificazione ASA non indica quanto rischiosa è l’anestesia, ma quanto la condizione clinica (presenza/assenza di malattie) aumenti il rischio, legato al tipo di intervento, di complicanze nel decorso postoperatorio.

L’anestesia è una “Condizione che rende il paziente insensibile allo stimolo chirurgico” (O.Holmes, 1846), quindi un insieme di atti medici espletati sia attraverso la somministrazione di farmaci sia attraverso l’applicazione di metodiche strumentali, grazie ai quali la persona può affrontare l‘intervento chirurgico in assenza di dolore e delle reazioni neurovegetative ad esso connesse.

Per essere operato il paziente deve essere sottoposto ad un’anestesia che serve a bloccare il dolore ed a proteggere l’organismo dall’aggressione chirurgica.

Tipi di anestesia:

  • Anestesia generale;
  • Anestesia locale:
    • locale per infiltrazione;
    • blocchi periferici (tronculari – plessici);
    • blocchi centrali (spinale – peridurale – combinata);
  • Anestesia locale con sedazione.

In Anestesia generale, il paziente è incosciente, il corpo e soprattutto il cervello sono addormentati, il paziente non sente nulla. L’anestesia generale può essere somministrata mediante iniezioni endovenose o attraverso le vie aeree, anestetico volatile, oppure per entrambe le vie. Dopo che l’anestesia è stata avviata verranno somministrati farmaci per mantenere il paziente adeguatamente anestetizzato per tutto l’intervento chirurgico.

La respirazione del paziente viene garantita da una macchina automatica attraverso una protesi (tubo) in trachea. Altri apparecchi (monitor) permettono di controllare il cuore, la pressione sanguigna e l’ossigenazione per tutta la durata dell’intervento.

In Anestesia loco regionale, solo una regione specifica del corpo è anestetizzata: il dolore proveniente da essa viene bloccato e non arriva al cervello. Questo viene ottenuto iniettando l’anestetico direttamente vicino ad i nervi che portano la sensibilità alla zona sottoposta all’intervento. Ci sono diversi vantaggi nell’anestesia loco-regionale: l’eliminazione del dolore senza la perdita della coscienza, minori effetti collaterali rispetto a l’anestesia generale (gola dolente, nausea, vomito e disorientamento, ecc.).

La sicurezza dell’anestesia moderna deriva dai progressi farmacologici e tecnologici e dalla competenza dell’anestesista. L’anestesista è un medico specializzato cui è affidato il compito impegnativo di innalzare la soglia del dolore, di controllo e di recupero delle funzioni vitali del paziente prima, durante e dopo l’intervento chirurgico.

L’infermiere d’anestesia è un’infermiere che ha acquisito, attraverso un training specifico, una competenza nella disciplina ed affianca il medico anestesista per tutto quanto concerne l’anestesia, dall’accoglimento del paziente in sala operatoria fino alla sua dimissione dalla sala risveglio.

Prepara le apparecchiature e i farmaci dell’anestesia, esegue la check list di tutto il materiale (pompe peristaltiche, sacche per monitoraggio pressione cruenta, gestione emoteca, unità di sangue presenti prima dell’intervento chirurgico, ecc…) e del respiratore, controlla i parametri vitali intraoperatori, ne redige una scheda infermieristica annotando tutto quello che viene somministrato al paziente, e assiste i pazienti nella sala di risveglio (recovery room), riferendo al medico anestesista ogni scostamento dai valori normali.

Al termine dell’intervento il paziente, prima di essere inviato in reparto, viene tenuto in osservazione fino al recupero dell’autonomia delle funzioni vitali. Il risveglio da un’anestesia generale può comprendere anche una fase di confusione prima della completa normalizzazione.

Una volta sveglio il paziente può avere fastidio alla gola, a volte nausea e vomito. Dopo ogni intervento chirurgico, il paziente avverte dolore più o meno grave, in relazione alla sede ed al tipo di ferita.