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Ruolo dell’Infermiere del 118/112 sulla scena del crimine. A lezione da Jessica Piras.

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Qual è il compito e quali sono le accortezze degli Infermieri del Servizio di Emergenza Territoriale sulla scena di un crimine?

A Bari poco fa in occasione del Congresso Interregionale organizzato dalla Società Italiana Infermieri Emergenza Territoriale (SIIET) e in corso di svolgimento a Bari si è discusso del ruolo e soprattutto delle accortezza da avere all’arrivo dei soccorsi sulla scena di un crimine. A fare da relatrice Jessica Piras, Infermiera esperta in care management e consulente ambito legale e forense.

Piras ha introdotto il suo discorso parlando della coppia infernale Cazzaniga-Taroni, il medico e l’infermiera killer, condannati dopo 12 omicidi rispettivamente all’ergastolo e a 30 anni di reclusione.

Qual è il ruolo dell’Infermiere al suo arrivo sul luogo di un omicidio?

Tra i compiti dell’Infermiere dell’Emergenza Territoriale (che viene attivato dalla Centrale Operativa) vi è sicuramente quello di garantire che la facilitazione del lavoro del personale inquirente, oltre alla sicurezza (dal punto di vista sanitario o di possibili inquinamenti delle prove) di tutti coloro che orbitano attorno ad un crimine. Più il comportamento è corretto, meno errori ci saranno (ad esempio nel vasto campo delle prove genetiche) nelle indagini che di là a poco partiranno.

Lo spiega perfettamente la collega Piras. Ovviamente non solo gli Infermieri devono prestare attenzione alla scena del crimine, bensì tutti i componenti dell’équipe del soccorso, ovvero Medici, Soccorritori e Autisti. In caro di più squadre del soccorso il primo che arriva prende il comando della operazioni e coordinato l’intero intervento (solitamente è un Medico, in sua assenza il team leader è l’Infermiere).

L’infermiere sulla scena del crimine si deve occupare sia della vittima sia dell’offender (Piras).

Ma cosa è una scena del crimine?

Una scena del crimine è un luogo legato alla commissione di uno o più delitti. Ciò può includere il luogo in cui è stato commesso un reato o un luogo in cui si sono svolte attività correlate al reato, come la discarica di un’arma del delitto o l’abitazione di un sospetto.

Questi luoghi contengono importanti prove fisiche che devono essere raccolte per indagare sul crimine, di solito da investigatori forensi specializzati nella gestione delle scene del crimine.

Uno dei compiti dell’Infermiere (o se è presente del Medico) è quello di garantire sicurezza al personale che si trova ad agire su un crimine appena commesso o appena scoperto. L’Infermiere (in assenza del Medico) deve assumersi l’iniziativa della segnalazione quando si realizzano alcune determinate circostanze.

Ci si può trovare di fronte a:

  • omicidio;
  • pluri-omicidio;
  • suicidio;
  • istigazione al suicidio;
  • incidente stradale;
  • lite familiare;
  • overdose;
  • avvelenamento da monossido di carbonio;
  • bullismo.

Un crimine può essere commesso per:

  • dolo;
  • colpa;
  • preterintenzione.

L’infermiere pertanto potrebbe ritrovarsi di fronte a reati di:

  • furto;
  • tentata violenza;
  • violenza;
  • violenza sessuale;
  • altre tipologie.

Come si comporta dal punto di vista deontologico un Infermiere giunto sulla scena del crimini e in presenza di uno o più sopravvissuti a seguito di reati di violenza o violenza sessuale?

Limiti giuridici.

Come ha spiegato brillantemente la Piras, gli Infermieri possono muoversi in maniera limitare sulla scena di un crimine, a differenza di un Medico, che ha competenze specifiche nell’ambito clinico. Ad esempio è fondamentale stabilire orario della morte, tipologia del decesso, uso di eventuali corpi estranei o armi e via discorrendo. Relazione sanitaria che poi verrà consegnata agli inquirenti e agli esperti della Procura, dei Carabinieri o della Polizia.

Come accennavamo gli Infermieri del 118/112 non possono gestire una scena del crimine e non hanno l’obbligo giuridico di conservare la scena del reato. Rimane tuttavia auspicabile che esso faccia del suo meglio per evitare contaminazioni. Per farlo, oltre all’esperienza del professionista, serve seguire anche corsi specifici come quello odierno, che possono mettere l’Infermiera a conoscenza di accorgimenti e sfumature che potrebbero dare origine a indagini non corrette.

Ad esempio esistono protocolli specifici, ispirate ad apposite linee guida, che stabiliscono come si deve comportare un Infermiere al suo arrivo sulla scena di un crimine, confermando il decesso senza spostare il cadavere:

  • constatazione immediata dell’avvenuto decesso;
  • rilevamento e documentazione parametri vitali (che devono essere tutti assenti);
  • verifica e documentazione della completa asistolia attraverso un tracciato ECG stampato o comunque conservato in digitale.

Come si presenta e cosa fa l’Infermiere sulla scena del crimine?

Gli Infermieri (ma anche Medici, Soccorritori e Autisti) devono:

  • badare alla propria sicurezza e a quella degli operatori intervenuti sulla scena;
  • indossare cuffie;
  • indossare tuta protettiva in carta;
  • indossare calzari;
  • maschere protettive;
  • conservare gli indumenti rimossi in buste di carta (evitando la plastica, che potrebbe dar vita a muffe capaci di creare danno alle prove genetiche);
  • non devono assolutamente spostare armi ed oggetti di qualsiasi tipo né spostare bossoli;
  • proteggere le mani della vittima o delle vittime (possibilmente con sacchetti di carta per le stesse motivazioni addotte poco fa);
  • utilizzare il cosiddetto “approccio sistematico” (muoversi in fila indiana, tracciare mentalmente un percorso unico per tutti, limitare al limite i danni, toccare meno oggetti possibile, non lasciare presidi medicali usati e nuovi in giro, non lasciare guanti, usare solo sacchetti di carta per contenere eventuali armi o oggetti, ecc.).

Si può anche fotografare o filmare la scena.

Il tutto deve poi essere consegnato alla Polizia Scientifica o ai RIS dei Carabinieri.

Le possibili tre scende del crimine.

  1. Evento in atto: l’accesso alla scena per il personale sanitario e di supporto ad esso sarà ritardato per dare precedenza alle operazioni alle forze dell’ordine;
  2. Evento terminato: il personale sanitario interviene immediatamente per soccorrere eventuali superstiti, senza alterare lo stato iniziale dell’ambiente.
  3. Evento non riconosciuto inizialmente come scena del crimine: è necessario ricercare quei segnali che possono far sospettare ad un evento criminoso; può essere utile ad esempio la presenza di armi bianche, armi improprie o armi da fuoco; ma occorre fare attenzione anche alla posizione della vittima o delle vittime, se questa o queste non fosse/fossero compatibile/compatibili con la causa della morte o del ferimento.

Di cosa tenere conto durante il dispaccio nell’allerta per probabile evento criminoso?

Che tipo di paziente è possibile trovare sulla scena del crimine?

Tre tipi:

  • evidentemente deceduto;
  • Ferito;
  • in stato di agitazione.

La constatazione di morte la fa solo il Medico (mmg, necroscopo o medico legale), ovviamente non può farla l’infermiere.

Leggi anche:

Infermiera Killer condannata a 30 anni di reclusione

 

Domiciliari a Medico accusato di 15 omicidi.

Infermieri di Emergenza Urgenza: tutti gli scenari operativi e le prospettive future.

Dott. Angelo Riky Del Vecchio
Dott. Angelo Riky Del Vecchiohttp://www.angelorikydelvecchio.com
Nato in Puglia, vive e lavora in Puglia, Giornalista, Infermiere e Scrittore. Già direttore responsabile di Nurse24.it, attuale direttore responsabile del quotidiano sanitario nazionale AssoCareNews.it. Ha al suo attivo oltre 15.000 articoli pubblicati su varie testate e 18 volumi editi in cartaceo e in digitale.
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