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domenica, Agosto 1, 2021
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Precauzioni standard: ecco quali sono e quando utilizzarle per medici, infermieri e OSS.

Cosa sono le precauzioni standard, quando vanno utilizzate e con quali pazienti?

Queste misure preventive sono tutte buone pratiche da utilizzare in occasione di ogni tipologia di assistenza. Le precauzioni standard vanno utilizzate con tutti i pazienti ed in ogni setting assistenziale. Sono alcune semplici raccomandazioni: igiene delle mani, utilizzo dispositivi di protezione individuale, ecc.

Le precauzioni standard vanno implementate durante l’assistenza ad ogni paziente. La teoria alla base di queste buone pratiche è quella di non nuocere tramite le pratiche dell’assistenza. Bisogna adottare le precauzioni standard con ogni paziente sia esso affetto da una patologia contagiosa oppure no. Le precauzioni standard in caso di isolamento non bastano e necessitano di essere correlate alle precauzioni aggiuntive.

Si elencano di seguito le maggiori precauzioni standard:

  • igiene mani
  • corretto utilizzo DPI (dispositivi di protezione individuale), come guanti, camici, divise, mascherine, ecc.
  • igiene respiratoria (non tossire direttamente dinnanzi alle persone)
  • corretto smaltimento rifiuti urbani, pericolosi, taglienti
  • corretto smaltimento biancheria
  • pulizia ambiente, sistemi di aerazione, disinfezione strumentario non critico

Queste sono le principali misure preventive delle infezioni correlate all’assistenza. Ovviamente l’adozione di pratiche evidence-based garantisce una maggiore qualità dell’assistenza. Va inoltre ricordato che anche l’educazione terapeutica e il coretto coinvolgimento della persona e del nucleo familiare nelle cure è di fondamentale importanza per garantire un’assistenza adeguata.

Alcuni comportamenti che sono scorretti andrebbero rivisti, perché purtroppo ancora oggi si vede nella prassi utilizzare i medesimi guanti per due pazienti, eseguire prelievi senza guanti, ecc. Quando un operatore svolge tali pratiche spesso non è lungimirante e non vede il potenziale negativo di tali azioni. Alle volte le condizioni di lavoro e il forte stress portano l’operatore ad operare “automaticamente”, come se fosse sovrappensiero. Ecco è qui che si introduce il prezioso lavoro dei CIO, comitato infezioni ospedaliere; infatti senza un’adeguata sorveglianza e verifica delle buone pratiche non vi è garanzia di sicurezza.

L’orizzonte di azione delle pratiche standard è quello del “getting to zero“, un orizzonte probabilmente inarrivabile. L’idea della Cultura della Sicurezza si muove verso questo principio “getting to zero“, ovvero arrivare a non avere infezioni correlate all’assistenza. Questa mission è la prospettiva per arrivare a raggiungere obiettivi standard.

Dott.ssa Giulia De Francesco
Infermiera, classe 1994. Vive a Imola e lavora presso l’AUSL Romagna (Faenza); studia a Bologna per conseguire la laurea magistrale. Laurea in infermieristica con Lode presso l'Università di Bologna, I sessione (ottobre 2016). Master in funzioni di coordinamento con Lode presso l'Università di Modena e Reggio Emilia, I sessione (novembre 2018). Una pubblicazione scientifica sulla rivista italiana ANIPIO "Sperimentazione di una check-list per implementare un Bundle per la prevenzione delle batteriemie correlate a Catetere Venoso Centrale" (ottobre 2017). Ama leggere e camminare, non datele un microfono perché improvvisa un karaoke ovunque.
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