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sabato, Febbraio 24, 2024
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OPI di Rovigo condanna ogni forma di violenza nei confronti di Infermieri e operatori sanitari.

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Una giornata incentrata sulla sensibilizzazione della cittadinanza verso una cultura che condanni nettamente ogni forma di violenza nei confronti dei professionisti della sanità.

E’ questo lo scopo principale della “Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari” indetta per la prima volta da quest’anno il 12 marzo dal Ministero dalle salute di concerto con i Ministeri dell’istruzione e dell’Università e della ricerca.

“Il problema delle aggressioni al personale sanitario – commenta Denis Piombo, presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Rovigo – persiste da diverso tempo e purtroppo si è esacerbato con la pandemia. Nel giro di poco tempo siamo passati dagli applausi agli insulti o peggio alle violenze fisiche soprattutto a danno dei professionisti che si trovano in prima linea dal punto di vista operativo tipo il personale del Pronto Soccorso e del Suem, come dimostra l’ennesimo e recente deprecabile episodio occorso presso l’Ospedale di Rovigo. Non abbiamo mai chiesto di essere definiti eroi ben che meno angeli. Anzi ci siamo sempre distanziati da queste definizioni. Chiediamo però che ci sia rispetto, il giusto rispetto verso i professionisti sanitari”.

Consapevolezza, confronto, dialogo fra istituzioni e professioni possono rappresentare l’inizio di soluzioni concrete.

“L’impatto negativo – continua il presidente dell’OPI di Rovigo – che questo triste fenomeno ha sulla sicurezza, sull’assistenza, sull’ambiente e sull’approcio al lavoro è evidente. Ben vengano quindi iniziative come quelle annunciate dall’assessore regionale alla sanità Manuela Lanzarin. La Regione Veneto infatti avvierà la progettazione di un corso per formare 90 istruttori anti-violenza. La scelta di “calendarizzare” e dedicare istituzionalmente da parte del Ministero della salute la data del 12 marzo a questo argomento è di fondamentale rilevanza e dimostra quanto sia preoccupante tale problema che va combattuto attraverso la tolleranza zero, pene chiare e severe. E’ necessario il contributo e la sinergia di tutti gli attori istituzionali in campo e di tutti gli Ordini delle professioni sanitarie. Quella infermieristica è la professione più colpita da violenze fisiche e verbali, ma al di là dei numeri tutti ne sono interessati. Per questo bisogna lavorare coralmente affinché tutti gli operatori sanitari si sentano tutelati e sicuri nel proprio posto di lavoro. A livello locale è molto importante il dialogo iniziato con l’Ordine provinciale dei medici grazie al presidente Francesco Noce ed è fondamentale il confronto con le Aziende sanitarie, le Strutture private, le Forze dell’Ordine. Con tutto il tessuto professionale e sociale”.

L’OPI di Rovigo ha avviato una campagna mediatica atta a sensibilizzare la cittadinanza all’insegna del monito “Rispetta chi ti aiuta”. Una campagna che non si fermerà con il 12 marzo ma che proseguirà con altre iniziative.

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