Nurse24 all’assalto dell’Ordine degli Infermieri di Rimini. Ecco i retroscena della querelle e la risposta OPI.

Nel 2020 scadrà il vincolo che lega gli autori dei due articoli alla società IZEOS France e potranno candidarsi per la conquista dell’Ordine. L’OPI risponde pesantemente. Le liste saranno tre?

Già qualche anno fa, quando l’Ordine degli Infermieri era ancora IPASVI Rimini, uno dei due autori di Nurse24 che hanno iniziato l’attacco frontale all’OPI e alla presidente Marina Mazzotti aveva tentato la strada della presidenza (era candidato anche lo scrivente). Va detto fin da subito che uno dei due articolisti è rimasto sonoramente trombato dalla Mazzotti un paio di elezioni fa, rimanendo di fatto con il classico dente avvelenato. Ora ci riprova, anzi ci riprovano, sorretti anche pare da una costola sparuta del sindacato Cisl Fp, di cui l’altro è stato dirigente provinciale fino al 2016.

Oggi vogliamo raccontarvi di questi retroscena perché siamo convinti che il giornalismo sia una cosa seria e che la cronaca degli eventi vada raccontata nella sua interezza. Gli attacchi frontali di Nurse24 hanno una sola ed unica spiegazione: la probabile presentazione di una lista che sarà in netta concorrenza con il Direttivo uscente, su cui vi è si un leggero malcontento, ma non è poi così diverso da quello che ha interessato tutti i direttivi del passato e gli OPI di altre province.

Vi è solo la non inclusione di Nurse24 nell’organizzazione dell’evento FNOPI-OPI al Meeting di Comunione e Liberazione e di Senior Italia? Sbagliato. Ecco cosa c’è veramente dietro a questi attacchi.

Fallì il tentativo nel 2014 e nel 2017, ora ci riproveranno nel 2020. L’OPI fa gola a tanti.

Marina Mazzotti, la presidente uscente dell'Ordine Infermieri di Rimini. I due di Nurse24 la spodesteranno?

Marina Mazzotti, la presidente uscente dell’Ordine Infermieri di Rimini. I due di Nurse24 la spodesteranno?

Il tentativo fu portato avanti già alle elezioni del 2014, vinte sempre da Mazzotti (vicina a Nursind); poi nel 2017, che però fu vano visto che nessuno dei due articolisti poteva e può ricoprire incarichi esterni a Nurse24. Lo prescrive un accordo contrattuale tra l’azienda francese proprietaria del giornale e gli stessi due scrivani. Tale contratto, tuttavia, scade proprio nel 2020 quando i due dovranno rivendere obbligatoriamente le loro quote minoritarie alla casa madre di Parigi e non saranno più proprietari (e forse nemmeno dipendenti) del noto quotidiano. Tutto legittimo sia chiaro, possono candidarsi tranquillamente alla guida dell’OPI che vogliono (sono iscritti entrambi a Rimini). Ci riprovarono nel 2017, come dicevamo, ma non riuscirono a presentare una lista.


La risposta dell’OPI di Rimini in un Comunicato stampa.

Abbiamo preso in considerazione e riflettuto sui contenuti esplicitati dal recente articolo di Nurse24, che ci ha direttamente interessato e in qualche modo sollecitato al riguardo di alcune manchevolezze, l’occasione ci è gradita, perché in questo modo ci viene offerta anche la possibilità di proporre, a chi segue questa pagina, una sorta di summa di quanto ha caratterizzato e caratterizza le attività di questo Direttivo.

Per quanto concerne la formazione ECM, risulta palese l’organizzazione pressoché mensile di un corso gratuito per i nostri iscritti, su temi che riguardano l’attualità della professione, non ultimo lo scorso giugno sul nuovo Codice Deontologico Infermieristico per il quale è stato chiamato a relazionare il giurista Luca Benci. Siamo stati presenti come OPI Rimini in diversi eventi svoltisi nel nostro ambito territoriale, ad ogni giornata internazionale dell’infermiere per esempio, oppure in occasione di manifestazioni a carattere nazionale quali Senior Italia e il Meeting (quest’ultima è stata oggetto di attenzione anche da parte di rappresentanti di Nurse24).

Queste ultime non vengono organizzate da noi ma dalla Federazione Nazionale, che però sul territorio necessitano ovviamente di una presenza fisica indispensabile per poter gestire uno stand in loco. In particolare non si tratta di una generica partecipazione al Meeting, ma all’interno del vasto programma, noi siamo presenti nel settore salute e solo ad esso afferiamo e in esso gestiamo la nostra rappresentanza. L’unica preoccupazione e la nostra molla propulsiva sono rappresentate dal poter proporre alla cittadinanza, l’immagine di una professione infermieristica moderna, capace, all’altezza dei tempi e di fornire risposte a quanto oggi i cittadini chiedono nel merito di complessità assistenziali sempre più necessariamente tagliate su misura. Il senso del nostro orientamento in queste partecipazioni è semplicemente un’etica di opportunità per la nostra professione, non può rappresentare di conseguenza una discriminante, l’appartenenza dell’organizzazione ad una confessione religiosa piuttosto che ad un’altra.

Questo lavoro viene fatto per tutti i colleghi che in qualche modo l’istituzione rappresenta, non lo facciamo per noi, il nostro auspicio è che l’impegno profuso ricada positivamente su tutti, nessuno escluso. Manteniamo attivo un canale social che non ha fatto altro che crescere negli ultimi anni, partito da zero, che raccoglie al momento una pressoché totale unanimità di consensi. Poi c’è tutta l’attività che viene svolta negli uffici, risposte ad interpellanze, consulenze anche legali, abbiamo consegnato una lettera di encomio ad una collega che si è particolarmente distinta per aver salvato una vita quando non era in servizio, là dove non riusciamo a sdoppiarci facciamo però giungere chiaramente e non tiepidamente il nostro pensiero.

Ci siamo occupati direttamente delle forme di demansionamento che sono state portate alla nostra attenzione, abbiamo fatto direttivi straordinari per garantire l’iscrizione a colleghi che dovevano iniziare a lavorare entro date particolarmente rigide. Unici in Italia come OPI abbiamo informato i nostri iscritti sulla situazione di stallo nella quale versa l’ENPAPI, con un post che ha superato le 23.000 visualizzazioni, che in un ambito decisamente piccolo come il nostro è da considerarsi argomento sul quale viene riversata una particolare attenzione.

Poi ci sono i rapporti con l’Università, seminari ai laureandi sulle prospettive di lavoro, gruppo di lavoro sull’integrazione fra prove per l’esame abilitante e deontologia, premio miglior tesi.

Se tutto questo significa essere “spenti”, cerchiamo di capire allora cosa significhi essere “illuminati” e attendiamo nel merito ogni contributo costruttivo possibile. Per quanto dobbiamo fare ammenda lo facciamo, ci sono stati ritardi ai quali doverosamente abbiamo posto rimedio e per i quali ringraziamo le segnalazioni ricevute; a tale proposito abbiamo sempre esternato questo pensiero: aiutateci nel segnalarci errori, mancanze, suggerimenti, perché essendo persone si può incorrere in errori, che evidentemente sono stati commessi in buona fede e che non avranno alcuna ricaduta negativa sui nostri iscritti, che beneficiano di una quota di iscrizione all’albo che è stata sempre ridotta negli ultimi sei anni.

Per i nostri errori chiediamo scusa, potrebbe essere facile concludere dicendo che è la Presidente a farsi carico di quanto accaduto, per il semplice fatto che rimane la carica responsabile dell’istituzione, ma noi concludiamo affermando che se ne fa carico il Direttivo nella sua totalità, perché tutti abbiamo condiviso con estrema trasparenza ogni decisione ed ogni scelta.

Consiglio direttivo Opi Rimini


In effetti l’OPI di Rimini si è mosso bene, anche se dal punto di vista mediatico è inesistente. Complici di ciò scelte di campo a nostro avviso sbagliate.

Un po’ di ragione i due di Nurse24 ce l’hanno sul fatto che l’Ordine degli Infermieri di Rimini ha deciso (o non ha saputo fare diversamente) di isolarsi mediatamente, affidando i suoi comunicati solo ad un terzo quotidiano sanitario, ad un quotidiano sindacale e a uno dei medici (basta guardare la sua pagina Facebook per capirlo e la condivisione dei loro post). Sia Nurse24, e dobbiamo dirlo sia AssoCareNews.it sono tenuti ben lontani dalle considerazioni dell’OPI riminese. Questo è giustificato, a nostro avviso, dal fatto che un membro del consiglio direttivo è un collaboratore di vecchia data di un quotidiano infermieristico concorrente ai due citati. Sono scelte di campo, legittime, ma che non vanno certamente nella direzione di dare l’opportunità agli iscritti riminesi di farsi un’idea reale e imparziale di quello che succede, si racconta e si scrive sulla professione nel resto d’Italia. Le vedute non allineate possono aiutare a crescere.

L’isolamento non paga. Mai.

Per il resto, pur se ostile anche nei nostri confronti, non riteniamo che l’OPI abbia lavorato male (conta circa 2000 iscritti). Siamo però dell’idea, come dicevamo, che non sa comunicare e che quel po’ che comunica sembra indirizzato (o forse lo è) sempre al solito gruppetto di amici e di possibili elettori (iscritti ai sindacati Nursing Up e Nursind). Peccato che all’Ordine siano legati tantissimi altri colleghi che ora hanno deciso di scendere in campo e di mettersi in gioco. Mazzotti deve imparare proprio dalla sua prima vittoria, quella che ha spodestato l’ex-presidente Pesaresi (nel cui direttivo aveva il ruolo di tesoriere guarda caso uno dei due articolisti di Nurse24), che sembrava invincibile. E prima ancora ciò che è accaduto alla presidente Di Giacomo. Anche loro si erano isolate su se stesse e poi hanno dovuto lasciare il passo ai nuovi.

Mazzotti potrebbe non ricandidarsi alla presidenza e lasciare spazio a Porcaro.

Per una sorta di interscambio dei ruoli tra partner di uno stesso progetto la presidente uscente Marina Mazzotti potrebbe lasciare spazio al collega Dario Porcaro (attuale vice-presidente OPI, dirigente ed RSU di Nursing Up), che da tempo si sta adoperando per la crescita dell’OPI.

Dario Porcaro, da molti ritenuto il futuro candidato alla presidenza OPI di Rimini.

Dario Porcaro, da molti ritenuto il futuro candidato alla presidenza OPI di Rimini.

Proprio Porcaro, sul suo profilo Facebook, ha “sbroccato” dopo gli attacchi di Nurse24: (abbiamo deciso di eliminare il contenuto delle sue esternazioni perché fatte su un profilo non pubblico, d’intesa con l’interessato). Comunque si chiedeva come mai si pensava ad un Opi così piccolo come quello riminese e nulla si era scritto sulla situazione Enpapi.

La nostra testata, attualmente tra le più lette in Italia, è stata l’unica a chiedere lumi su quanto stava accadendo in ENPAPI, al contrario delle altre due, forse perché erano sovvenzionate economicamente dall’Ente previdenziale degli Infermieri Liberi Professionisti. Anche questa è libertà di stampa.

Le liste in realtà potrebbero essere tre.

Torniamo però a quanto sta accadendo a Rimini. Da notizie di corridoio si evince che in realtà le liste che scenderanno in campo per la conquista dell’Ordine degli Infermieri di Rimini potrebbero essere tre:

  1. l’OPI uscente (sorretto da aree sindacali riconducibili direttamente a Nursind e Nursing Up);
  2. quella ispirata dai due di Nurse24 (che al momento avrebbe l’appoggio solo della CISL, con UIL e CGIL alla finestra);
  3. una terza che fa riferimento alla FIALS e ad altri sindacati e gruppi infermieristici maggioritari in Azienda Ausl Romagna (attorno a cui si starebbero indirizzando frange del mondo dirigenziale, universitario, libero-professionale e privatistico).

In conclusione.

Siamo qui per raccontarvi i retroscena di una querelle che è appena re-iniziata, che ha preso il via da qualche tempo e che terminerà all’indomani delle prime elezioni del neo-costituito Ordine degli Infermieri riminesi, sancito con la Legge n. 3/2018.

Dei litigi tra i due potrebbero avvantaggiarsene proprio i terzi incomodi. Staremo a vedere.

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