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Netflix costa il lavoro a Infermiere precario: i colleghi dormono, lui guarda TV!

Netflix costa il lavoro a Infermiere precario: i colleghi dormono, lui guarda TV!
Infermiere perde lavoro per aver usato Netflix

Licenziato in tronco.

Infermiere usa Netflix durante il turno notturno: la direzione lo viene a sapere e decide per lasciare a casa il giovane collega precario! Ma non è finita qui. In crescita costante sia in numeri di utenti che di fatturato, Netflix rappresenta una realtà di successo nel panorama della distribuzione di film e serie tv. Il fluidissimo meccanismo di accesso ai contenuti video permette a milioni di persone in tutto il mondo di accedervi dal proprio cellulare, tablet o pc.

Proprio questa facilità di accesso è costata veramente cara ad un giovane collega, lavoratore precario presso un’ospedale privato. Una conseguenza che il collega giudica smisurata rispetto alle sue colpe. Lo abbiamo raggiunto e intervistato.

A.B., infermiere giovane del nord Italia. La tua avventura negativa si lega a Netflix, la grande realtà di distribuzione. Puoi spiegarci come?

Ero in turno di notte presso un reparto di degenza di un ospedale privato. Una notte particolarmente tranquilla di quelle che dopo aver fatto la terapia e qualche altra cosa poi non hai da fare altro che stare seduto. I miei colleghi si sono coricati mentre io ho navigato un pò in internet. Dopo un pò ero annoiato e ho acceso netflix per guardare una serie tv che sto seguendo.

Dove sono iniziati i problemi?

Avevo appena acceso, ero a mezza puntata. Entra la collega del turno accanto per chiedere un farmaco e mi vede con il cellulare e capisce che sto guardando una serie tv. Mi dice che mi devo vergognare e la mattina dopo mi denuncia subito alle coordinatrici. 

Come ti sei difeso?

Non ho mai detto di non aver acceduto a Netflix ma ho cercato di far capire senza mettere nei guai i colleghi, che essi stavano dormendo. Le coordinatrici hanno detto che di quello non c’era traccia mentre io ero stato visto. 

Quali conseguenze ci sono state nei giorni a venire?

Nonostante lavorassi lì da due rinnovi contrattuali, mi hanno detto che non mi avrebbero rinnovato il contratto. Mancavano pochi giorni al 28 febbraio, ultimo giorno. E così è stato.

Pensi di ricorrere o provare a farlo?

Sì, ho contattato un avvocato che aiuta casi del genere nel mondo del lavoro. Ha detto che ci sono possibilità di farmi reintegrare e che ho subìto un’ingiustizia. In fondo ero sveglio, avrò sbagliato ma ero vigile. Spero si possa tramutare in un provvedimento disciplinare, che mai contesterei.

Grazie per l’intervista e in bocca al lupo per il tuo futuro!

Redazione

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