Master Infermieri di Famiglia e di Comunità: a settembre il primo via in Liguria.

Ad annunciarlo l’assessore alla sanità e vice-presidente della giunta regionale della Liguria, Sonia Viale (Lega). L’Infermiere di Famiglia e di Comunità è diventato fondamentale nell’assistenza.

La creazione di una figura professionale come quella dell’Infermiere di famiglia e di comunità è stata voluta per accompagnare le persone, sopratutto quelle anziane, nelle attività sanitarie che vanno dai rapporti con il Medico di base fino all’Assistenza in caso di dimissioni protette. Sonia Viale, assessore alla sanità e vice-presidente della Regione Liguria è chiara: s’ha proprio da fare!
Parte in Liguria il prossimo ottobre il primo master europeo di 1 livello in Infermieristica di famiglia e di comunità, derivazione italiana del progetto europeo Enhance per lo sviluppo di competenze avanzate degli infermieri nell’ambito dell’assistenza di base.
Il master, al quale parteciperanno nella prima fase non più di una cinquantina di infermieri, si pone l’obiettivo di incrementarne il livello di specializzazione inserendo abilita’ specifiche nell’ambito delle cure primarie.

“Il master rappresenta un ulteriore passo avanti verso la presa in carico globale del cittadino – sottolinea l’assessore alla Sanità Sonia Viale – una volta completato l’iter formativo, infatti, gli infermieri svolgeranno la loro attività, nelle aree Interne della Liguria con un modello di sanità a chilometro zero. Una sanità che mette al centro la persona e i suoi bisogni assistenziali”.

La presentazione del Master a Genova.

La presentazione del Master a Genova.

Il Master è stato presentato nei giorni scorsi a Genova alla presenza della stessa Viale. Sono intervenuti, inoltre, Presenti Annamaria Bagnasco (UniGenova), presidente del Master; Valter Locatelli di Alisa, l’azienda sanitaria unica delle Liguria. Le iscrizioni apriranno a fine settembre.

Questa esperienza parte nelle aree intere, e sarà sviluppata in tutte le provincie liguri, ma l’idea è quella di allargare il progetto. “Pensiamo di poterlo estendere in futuro anche alle città perché questo tipo di assistenza è utile per gli anziani che vivono soli nell’entroterra ma penso che possa servire anche nelle aree metropolitane” – conclude Viale.

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